I tipi di violenza contro le donne

Quando si parla di violenza contro le donne si tende ad immaginare esclusivamente la violenza fisica, in realtà ci sono molti altri tipi di violenza e dovrebbe essere affrontata  ogni giorno, tutto l’anno e non solo nelle date comandate, come l’8 marzo (ne abbiamo parlato qui) o il 25 novembre (ne abbiamo parlato qui).

Adiamo a vedere quali sono le definizioni di “violenza contro le donne”.

La Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne (1993), dell’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite dice che:

“E’ la manifestazione di una disparità storica nei rapporti di forza tra uomo e donna,  che ha portato al dominio dell’uomo sulle donne e alla discriminazione contro di loro,E ha impedito un vero progresso nella condizione delle donne.”

L’Art. 3 della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul – 2011):

E’ una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione contro le donne, comprendente tutti gli atti di violenza fondati sul genere che provocano o sono suscettibili di provocare danni o sofferenze di natura fisica, sessuale, psicologica o economica, comprese le minacce di compiere tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica, che nella vita privata.

Ora abbiamo detto che la violenza non è solo fisica. Vediamo quali altri tipi di violenza, oltre a quella fisica, ci possono essere:

  • Violenza psicologica;
  • Violenza economica;
  • Violenza sessuale;
  • Molestie (ne abbiamo parlato nello specifico qui);
  • Stalking;
  • Mobbing

Partiamo dalla violenza psicologica.

E’ la violenza più subdola e pericolosa, proprio perché invisibile, porta danni spesso permanenti.

Consiste in una serie di atteggiamenti, gesti, parole e discorsi volti direttamente a denigrare l’altra persona e il suo modo di essere.

Ha lo scopo di rendere la persona insicura, per poterla controllare e sottomettere.

Come si manifesta:

Controllo sistematico e costante:

  • “Dove stai andando?”
  • “Chi stai chiamando?”
  • “Cosa stai facendo?”

Gelosia e molestie assillanti:

  • “Tu non vai da nessuna parte!”;
  • “Chi è questo tuo amico su fb?? Hai una storia con lui??”;
  • “Ho visto come l’hai guardato!!”
  • “Guarda come ti vesti! Sei proprio una puttana!”

Umiliazioni, critiche avvilenti volte a minare l’autostima della persona, a mostrarle che è priva di valore:

  • “Guarda cos’hai fatto!”;
  • “ Scusatela, mia moglie è una deficiente!” : umiliazioni pubbliche;
  • “Non capisci nulla!”;
  • “Ma come ti sei conciata??”
  • Sei grassa! (magra, brutta, ecc..)”
  • “Non vali niente!”;
  • “Non sei una buona madre!”

Minacce:

  • “se mi lasci non troverai nessuno che ti amerà come me!”
  • “se te ne vai mi ammazzo!”: La minaccia di suicidio costituisce una violenza di estrema gravità perché porta il partner a sentirsi responsabile delle azioni dell’altro e a dover restare immobile per il timore delle conseguenze di qualsiasi sua scelta.

Costante messa in discussione delle percezioni della vittima (gaslighting):

“sei sicura di avermelo detto? Te lo sei sognata!”

Un immagine di Chayn Italia che ne parla:

gaslighitng.png

Per ulteriori informazioni sul gaslighting consiglio l’articolo “Gaslighting, una forma di violenza psicologica – Rapporti interpersonali“.

Controllo e isolamento imposto (strategia per mantenere il potere):

  • “stasera non vai da nessuna parte”;
  • “Decido io chi invitare in casa”;
  • “non guardare più questo programma/questo libro non lo devi leggere!”;
  • “ Le tue amiche sono insignificanti, proprio come te!”;
  • “Non chiamare quella stupida tua madre/sorella/amica!”

Limitazioni all’indipendenza economica:

  • “Non importa che lavori, ci penso io!” : se la donna non è indipendente avrà più difficoltà a lasciare l’abusante.

Silenzi punitivi se contraddetti o delusi;

Atti intimidatori: urla, offese, sbattere le porte, lanciare o rompere oggetti, prendere a pungi il muro, maltrattare gli animali domestici o i figli ecc

Insistenza per avere rapporti sessuali:

  • Ti amo troppo non posso resistere”;
  • “E’ tuo dovere soddisfarmi, che c’è mi hai tradito??”

Falsi Pentimenti!

  • “Scusami amore mio, non lo faccio più”
  • “Scusami amore, sei la cosa più importante al mondo per me”
  • “Ti amo troppo”
  • “Sono pazzo di te!”

Minimizzazione della violenza e la colpevolizzazione della donna:

  • Hai finito di piangerti addosso?”
  • “Mi porti all’esasperazione!”;
  • “Se avessi fatto come ti avevo detto!”;
  • “Sei stupida!!”
  •  “Ho avuto un attacco di rabbia” etc

Si tratta di una violenza sistematica e costante distrugge la vittima e la rende succube psicologicamente al maltrattante.

La violenza fisica

La violenza fisica riguarda tutti gli atti lesivi dell’integrità fisica della persona, dalle percosse, alle lesioni, al femminicidio.

  • Percosse;
  • Pizzicotti;
  • Spintoni;
  • Tirate Di Capelli;
  • Lesioni;
  • Sputi;
  • Morsi;
  • Calci;
  • Pugni;
  • Schiaffi
  • Immobilizzazione;
  • Bruciature;
  • Tagli;
  • Fratture;
  • Strangolamento;
  • Privazione di cure mediche e/o del sonno, ecc.

La violenza fisica ha un ciclo, il famoso “ciclo della violenza”:

ciclo.png

La fase di tensione è costante, le donne vittime di violenza la descrivono come “camminare su vetri di cristallo”, basta anche una posata messa un po’ storta o anche solo uno sguardo a far scattare la violenza.

Le donne vittime di violenza hanno serie conseguenze psicologiche, per approfondimenti: Ripercussioni psicologiche della violenza domestica sulle donne.

La violenza economica

La violenza economica consiste in ogni forma di controllo e limitazione che impedisca alla donna di essere economicamente autonoma.

  • controllo delle spese personali della donna o spese famigliari;
  • privazione e/o controllo del salario e/o del proprio denaro personale o di famiglia;
  • impedimento ricerca o mantenimento lavoro;
  • impegni economici/legali imposti/ottenuti con inganno;
  • abbandono economico;
  • estorsione di denaro;
  • mancata corresponsione del denaro per piccole spese;
  • utilizzo improprio ed eccessivo del denaro famigliare, ecc.

La violenza sessuale

La violenza sessuale consiste in ogni forma di imposizione e di coinvolgimento in attività sessuali non desiderate anche all’interno della coppia.

  • richiesta di atti sessuali non voluti;
  • aggressioni sessuali;
  • stupro;
  • esposizione;
  • messa in ridicolo dei comportamenti sessuali della donna e delle sue reazioni;
  • fare pressioni per l’utilizzo o la produzione di materiale pornografico;
  • la costrizione a rapporti sessuali con o in presenza di altre persone;
  • richiesta o imposizione di atti sessuali per mantenere il posto di lavoro o progredire nella carriera;
  • imposizione dell’aborto/obbligo di portare a termine la gravidanza;
  • imposizione di rapporti sessuali non protetti/divieto di far ricorso alla contraccezione;
  • -mutilazioni e/o operazioni forzate agli organi genitali;
  • prostituzione forzata;
  • pressioni e ricatti per sottoporsi a rapporti sessuali non desiderati; ecc.

Lo stalking

Lo stalking riguarda ogni forma di comportamento persecutorio e ossessivo verso la persona, volto a:

  • assillarla,
  • controllarla,
  • spaventarla,
  • farla desistere circa le proprie decisioni,
  • rendere pubblici aspetti della sua vita privata,
  • denigrarla o diffondere falsità sul suo conto sulla rete.

Attraverso:

  • telefonate e lettere anonime;
  • sms ed e-mail assillanti;
  • invio di fiori;
  • pedinamenti;
  • appostamenti,
  • sorveglianza sotto casa;
  • violazione di domicilio;
  • violazione della casella di posta e di account di social network;
  • scenate nei luoghi di lavoro;
  •  minacce di violenza verso la donna o persone a lei care;
  •  aggressioni;
  • tentato assassinio.

Lo stalking provoca di ansia e paura tali da comprometterne, a lungo andare, il normale svolgimento della quotidianità.

Il mobbing

Il mobbing riguarda ogni comportamento che danneggia l’integrità psico-fisica della persona nel rapporto e nel luogo di lavoro. Le donne lavoratrici immigrate, soprattutto le irregolari, sono tra le più a rischio.

E’ un isolamento esasperante e terrorismo psicologico attuato da superiori e/o colleghi/e di lavoro con:

  • continue sopraffazioni,
  • eccessivi e ripetuti rimproveri,
  • maldicenze,
  • ridicolizzazioni,
  • umiliazioni,
  • discriminazioni.

Tutte azioni che hanno lo scopo di costringere la persona all’allontanamento.

Femminicidio

Il culmine della violenza sulle donne è il femminicidio, ancora una volta, ripetiamo perché si chiama femminicidio e non omicidio:

  • Indica un fenomeno culturale preciso: la donna viene uccisa «in quanto donna»;
  • E’ il culmine del ciclo della violenza contro le donne basato sul rapporto di potere all’interno della coppia o della relazione;
  • La violenza viene usata per ristabilire il potere è espressione del desiderio di controllo, dominio e possesso dell’uomo sulla donna.
  • Le donne sono considerate un oggetto di proprietà e non un essere umano paritario.
  • Non è il come sia stata uccisa ma il PERCHE’. E’ questo che distingue un omicidio da un femminicidio.
  • Ad esempio: se un ladro entra in casa e mi spara, non è un femminicidio.
  • Se una donna viene uccisa per aver trasgredito al ruolo ideale di donna imposto dalla tradizione(dicotomia tra la donna obbediente, brava madre e moglie, la “Madonna” da una parte e la donna sessualmente disponibile, “Eva” la tentatrice dall’altra)
  • Per aver provato ad avere la libertà di decidere cosa fare della propria vita, per aver detto «NO», per essersi sottratta al potere e al controllo.

Le basi della violenza sulle donne sono profondamente radicate nella nostra cultura.  La nostra società si basa su rapporti di potere che fanno sì che alcune persone nascano con più privilegi rispetto ad altre.

Nello specifico, da secoli, la nostra società si basa sul potere bianco etero-patriarcale e questo fa sì che ci siano delle costruzioni di ruoli e di rapporti che vengono creati alla base di questo potere. Per questo è importante capire cosa ci sia alla base (ne abbiamo parlato nello specifico qui).

22008254_730252977186040_6449189036564430850_n

Gli stereotipi

Affrontiamo adesso quali sono gli stereotipi sulla violenza contro le donne:

1.  ….Le donne sono più a rischio di violenza da parte di uomini sconosciuti…

Gli aggressori delle donne sono in maggior numero i loro partner, gli ex partner, altri uomini conosciuti: «amici», colleghi, insegnanti, vicini di casa.

2. …La violenza colpisce solo donne fragili

Tocca qualunque donna, possono essere vittime più facili le donne che non si stimano o si trovano in situazione di dipendenza per età o condizioni oggettive (socioeconomiche o familiari).

3. La violenza sessuale è conseguenza di atteggiamenti provocanti o di comportamenti poco prudenti delle donne

La violenza non E’ MAI giustificabile, qualunque sia la condotta di una donna. Abbiamo parlato qui di victim blaming e slut shaming.

4. …La violenza è presente fra le classi più povere o culturalmente e socialmente svantaggiate

La violenza sulle donne è un fenomeno trasversale che interessa ogni stato sociale, economico, culturale, senza differenze di etnia, religione, o età.

5. …La violenza è causata da disturbi psichici o dall’assunzione di alcool o droghe

La percentuale di maltrattanti che usano alcool e droghe o che hanno disturbi psichici è pari al 20% circa.

6. …Alle donne che subiscono violenza domestica “piace” essere picchiate, altrimenti se ne andrebbero di casa…

La paura, la sudditanza psicologica, la dipendenza economica, l’isolamento, la mancanza di alloggio, la riprovazione sociale, spesso da parte della stessa famiglia di origine, sono alcuni dei numerosi fattori che rendono difficile per le donne interrompere la situazione di violenza.

7. …La violenza domestica è causata da un momento di rabbia

Il concetto di perdita di controllo/rabbia/raptus non è corretto in quanto le aggressioni sono spesso premeditate, ripetute nel tempo.

8. La violenza deve trovare soluzione tra le pareti domestiche

La soluzione la si può trovare attraverso una presa di coscienza della donna che, divenuta consapevole del problema, chiede aiuto e inizia il suo cammino supportata da persone esperte.

Cos’hanno in comune le violenze che abbiamo visto?  Una relazione di potere che utilizza il possesso e la sottomissione per mantenerlo. Ricordate, il possesso non è mai amore (ne abbiamo parlato qui).

Se sei vittima di violenza, chiama subito il 1522, sarai messa in contatto subito con il Centro Antiviolenza più vicino alla tua zona!

A cura di Giulia Terrosi

 

Sitografia e documenti utilizzati:

Per approfondire, ecco i libri consigliati:

– Aldo Rocco. “Perché gli uomini picchiano le donne”;

– Franca Gareffa, “Insicure da morire”;

– Cristina Obber. “Non lo faccio più”;

– Riccardo Jacona. “Se questi sono gli uomini”;

– Dacia Maraini. “L’amore rubato”;

– Serena Dandini. “Ferite a morte”;

– La 27esima Ora. “Questo non è amore”;

– Luciano Garofano-Rossella Diaz. “I labirinti del male”;

– AA.VV. “Nessuna più”;

– Asa Grennvall, “7° piano”, hop edizioni;

– Loredana Lipperini- Michela Murgia. “L’ho uccisa perché l’amavo. FALSO!”;

– Giacomo Grifoni. “Non esiste una giustificazione”

Annunci

8 risposte a "I tipi di violenza contro le donne"

  1. chiedere “cosa stai facendo” non è violenza, anche una donna può chiederlo anche una donna può esser gelosa, l’importante è non essere ossessivi e rispettare l’altra persona

    Mi piace

  2. È interessante il fatto che un uomo abbia sottolineato operando una censura dal contesto (ovvero una forma frammentativa) che fare una domanda non è una violenza, infatti è prassi culturale patriarcale separare le unità, così frammentandole si possono veicolare meglio messaggi contro le interezze, bene ha fatto l’autrice (o le autrici o autori non so) a sottolineare che si parlava di meccanismo sistematico, inoltre isolare le parti fa focalizzare l’attenzione su una parte frammentata e non su un complesso sistemico, e anche questo è prassi strumentale derivante da una cultura com’è quella patriarcale che ha paura di perdere potere ovvero un privilegio che pretende di avere.
    Grazie per questo post che è molto interessante e focalizza bene appunto la dinamica sistemica.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...