Non è l’Arena e le molestie

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Come spesso capita, le segnalazioni che ci arrivano ci fanno scoprire cose di cui siamo allo scuro, ad esempio, io che non guardo spesso la televisione non avevo idea dell’esistenza di questa trasmissione.

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Il ruolo della donna nel Regno dell’Arabia Saudita. Ecco cosa non possono fare.

Vivere in Arabia Saudita non è semplice. Purtroppo è risaputo. Essere donne in Arabia Saudita, tanto meno.

La forma  di governo prevista nel Regno dell’Arabia Saudita è la monarchia assoluta ed è uno dei pochi paesi al mondo a non avere un parlamento. Le leggi emanate dal governo si basano sulla religione islamica seguendo i principi della Sharīʿa,  e della Sunna. La Sharīʿa è applicata da tribunali coranici. Ciò implica l’esistenza della polizia religiosa che obbliga i sudditi a vivere secondo le leggi islamiche e impone loro un comportamento decoroso nei confronti dell’Islam. Decoroso per me è una parola forte. In un paese occidentale come il nostro, il significato di questa parola non è lo stesso per loro.

La pressione della religione islamica e l’insieme dei dogmi da seguire lasciano poco spazio ai diritti civili in generale e quelli delle donne valgono esattamente la metà di quelli dell’ uomo; la forte struttura patriarcale del paese ha imposto delle regole molto rigide che non lasciano libertà di espressione e di vita a chi nasce donna in questo paese.

Parliamo di un paese in cui molte libertà fondamentali presenti nella dichiarazione universale dei diritti dell’uomo non esistono; parliamo di un paese in cui sono previste pene corporali e pena di morte spesso applicate senza un regolare processo; parliamo di un paese in cui le minoranze religiose e politiche sono oppresse, così come le donne e gli omosessuali.

Sembra infinita la lista delle cose che non possono fare le donne. Ricercando in molti siti ne scovo ogni volta sempre una in più. Le ho quindi raccolte per fare chiarezza e per denunciare questa ingiustizia.

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Cosa non possono fare le donne: 

  • Lavorare. Infatti le donne sono rilegate ai lavori domestici e all’accudimento dei figli. Possono lavorare solo se vi è l’autorizzazione del tutore (maschio ovviamente). Fortunatamente questa cosa sta cambiando. Si calcola infatti che almeno il 16% delle donne ha un impiego.
  • Uscire da sole. Devono sempre essere accompagnate da un uomo, un tutore, o chi ne fa le veci.
  • Guidare se non si è compiuto 40 anni (legge entrata in vigore  26 settembre 2017). In ogni caso, considerando che le donne non possono uscire da sole, devono essere sempre accompagnate da un familiare (uomo). Prima dell’emanazione di questa legge se una donna provava a guidare rischiava 10 frustate
  • Usare abiti occidentali. In Arabia Saudita è previsto per le donne saudite l’uso del burqa. Devono essere completamente coperte, anche i piedi.
  • Le donne non possono provare gli abiti nei negozi. Devono comprarli e provarli a casa. Il motivo è semplice. Le donne non possono lavorare nei negozi (perchè frequentati anche dagli uomini), quindi a servirle è un commesso. Vi immaginate lo scandalo ?
  • Segregazione: non possono frequentare posti in cui vi siano anche gli uomini. Vige la norma che i locali siano separati in base al sesso. Infatti i ristoranti sono divisi in due sezioni: una per gli uomini e una per la famiglia in cui possono accedere anche le donne.
  • Ricevere trattamenti medici non urgenti. Sì, per una donna è impossibile effettuare un intervento o anche solo una visita se non vi è il permesso del tutore
  • Praticare uno sport agonistico. Sebbene sia stata concessa questa opportunità nel 2012 alle Olimpiadi di Londra, quando due donne hanno gareggiato nel judo e nell’atletica. Evento storico e non ripetuto. Fortunatamente, solo ultimamente, le donne possono fare sport a livello scolastico. Prima era considerato haram perchè il sudore è sporco
  • Aprire un conto corrente bancario. La donna, considerata meno intelligente non può avere il proprio denaro e gestirlo.
  • Viaggiare. Il passaporto e la carta d’identità sono rilasciate solo dopo il permesso del tutore. In ogni caso non possono viaggiare da sole.
  • Avere un processo equo. Le donne valgono esattamente la metà degli uomini. Un esempio è l’eredità. In questo caso le donne possono ricevere solo la metà degli uomini. Anche in caso di testimonianza in Tribunale la loro testimonianza vale la metà. Quindi in caso di testimonianza contro un uomo occorrono 3 donne per superare quella di un uomo.
  • Decidere di sposarsi. Infatti spetta al padre o al tutore la scelta di donarla in sposa. Inoltre, se vogliono sposarsi con uno straniero devono chiedere l’approvazione del ministero degli interni. Inutile aggiungere, ahimè, che il matrimonio con i non musulmani è praticamente impossibile.
  • Divorziare. Anche in questo caso hanno bisogno di un permesso da parte di un uomo.
  • Avere la custodia dei figli. Le donne infatti, in caso di divorzio possono far crescere i figli maschi fino all’età di 7 anni e le figlie femmine fino al raggiungimento dei 9 anni. Dopodiché devono vivere con il padre.
  • Abortire. L’aborto è severamente vietato. Non si può abortire: su richiesta, per fattori socio economici, per anomalie del feto e e per stupro. Vi sono limitazioni in caso di aborto per salute fisica e mentale (Fonte)

Questo cartone animato, già condiviso sulla nostra pagina a suo tempo, mostra in modo chiaro la posizione della donna in questo paese.

A cura di Valentina R.

Fonti:

Wikipedia – Diritti umani in Arabia Saudita

Interlex

Il sole 24ore

Huffingtonpost – Diritti delle donne in Arabia Saudita

L’antidiplomatico

Agi

Wikipedia – legislazioni sull’aborto

Businessinsider

 

Sunniti Vs. Sciiti. Differenze e definizioni che hanno portato a una guerra sanguinaria senza fine.

In questo articolo cercherò di fare chiarezza sulla definizione si “SUNNITA” e “SCIITA”.

Si sentono molto spesso alla televisione e si fa molta confusione. Si sente parlare di attacchi, di guerre, ma non se ne capisce spesso il motivo.

Per questo ho fatto una ricerca per chiarire un po’ la situazione.

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Canzoni Pericolose

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Sappiamo quanto la giustificazione della violenza faccia parte della nostra cultura e quindi mi sono chiesta più volte se anche nelle canzoni italiane che ormai canticchiamo senza nemmeno pensarci, ci fossero incluse frasi che alludessero a questo meccanismo.

Ne ho trovate alcune, molte di queste sono diventate dei grandi classici e sicuramente vanno contestualizzate nel periodo storico in cui sono state scritte, anche per questo ho inserito la data e gli autori/autrici.

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Moonlight

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Un film assoluto che tutt* dovremmo vedere. Basato sull’opera teatrale In Moonlight Black Boys Look Blue di Tarell Alvin McCraney, candidato a 8 premi Oscar e vincitore del Golden Globe è un film completo che non può passare in sordina. Un film da vedere e da godere a pieno.

Ho aspettato a gloria l’uscita di questo film, ero curiosa e entusiasta.

Uno di quei film che non ti scordi, che ti riempie di domande ma che allo stesso tempo ti risponde, lasciandoti un senso di speranza per il futuro, ma di angoscia, per il mondo malato in cui viviamo.

Un mondo fatto di rabbia, di cattiveria, di bullismo, di non accettazione del prossimo e di se stessi.

Finito il film la prima cosa che ho pensato è stata: perchè sentiamo così tanto il bisogno di definire noi stessi? Perchè dobbiamo definirci bianchi, neri, etero, gay… Siamo persone, e l’unica definizione che dovremmo dare è che siamo persone.

Moonlight è un film completo. Il ragazzo, Chiron, raccontato in tre fasi della sua vita, si trova a combattere con una madre tossicodipendente, compagni di scuola bulli che lo picchiano perchè è diverso, perchè non è conforme alla società.

Lui non vuole definirsi, ma gli altri glie lo impongono.

“Cosa vuol dire frocio?”.

Un bambino non sa cosa voglia dire essere gay . Si sente così per natura. E’ il suo essere che non dovrebbe essere definito.

Non voglio spoilerare, ma sottolineo una frase del trailer:

Ad un certo punto dovrai decidere da solo chi diventare, non lasciare che qualcuno decida per te

Ci vuole coraggio per sentirsi liberi dai pregiudizi della gente.

Ci vuole coraggio per vivere la propria vita.

 

 

Valentina R.

Il possesso NON È Amore

Ieri ho condiviso sulla pagina uno screenshot che mostrava la chat di un ragazzo (mettiamo che non sia un fake) che alla domanda “ciao, sei single?” ha risposto così:

“Scusa, ma sono impegnato, amo la mia ragazza e a lei non va bene che conosca altre ragazze, mi spiace, potresti essere la ragazza più bella del mondo ma vedi amo lei. E so che le farebbe male sapere che chatto con altre ragazze per questo mi spiace, buona serata.”

Come spiegazione dello screenshot ho preso in prestito il ragionamento di Sanny (grazie!) perché centrava esattamente il punto:

“Ma che davvero questo è considerato essere romantici…?

  • – Possessività a valanghe;
  • – Limitazione della libertà del partner;
  • – Demonizzazione delle altre ragazze;
  • – Mancanza di fiducia verso il partner

Boh…”

Fake o meno, bisognerebbe fare un piccolo sforzo di interpretazione della risposta di questo ragazzo, perché ho notato che in alcuni commenti c’è stata proprio un’incomprensione di fondo tra il nostro ragionamento e il contenuto della risposta del ragazzo.

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