La favolosità del mondo LGBTQIA+ – Parte Terza

Bentornate e bentornati alla terza parte de “La favolosità del mondo LGBTQIA+” dove affronteremo alcune bandiere che riguardano il mondo delle identità di genere.

Prima di proseguire, se non l’avete già fatto, vi suggerisco di leggere la prima (che trovate qui) e la seconda parte (che trovate qui).

E adesso andiamo avanti:

– IDENTITÀ DI GENERE-

Con le seguenti bandiere si affronta una parte di mondo dell’identità di genere (come io mi sento) che non ha niente a che fare con l’orientamento sessuale (per chi provo attrazione sessuale, se provo attrazione sessuale) o con l’orientamento romantico.

Bandiera dell’orgoglio androgino

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Il nome “androginia” entrò in uso nel 1850 circa, il suo primo utilizzo è stato rilevato in Francia ai primi anni del 17° secolo. Il nome deriva ​​dal greco antico: ἀνδρόγυνος, da ἀνήρ, dalla radice ἀνδρ- (anér, andr-, che significa uomo) e γυνή (gunē, gyné, che significa donna).

La bandiera è formata da uno sfondo grigio con il segno di un uguale azzurro e rosa. La parte grigia della bandiera rappresenta lo spettro grigio dell’identità di genere. Il segno di uguale rappresenta l’uguaglianza tra uomini e donne.

Una persona androgina si identifica con entrambi i ruoli maschili e femminili tipici della loro società e può avere comportamenti che secondo la società sono definiti come maschili o femminili, scegliendo di non seguire i ruoli che sono culturalmente costruiti specificamente per i maschi e le femmine all’interno di una specifica società, e si concentrano piuttosto su quale sia il comportamento più efficace all’interno della circostanza situazionale.

Questi sono i simboli che rappresentano la comunità androgina:

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Le persone androgine possono identificarsi anche con le seguenti identità di genere:

  • Ambigender: chi si identifica con entrambi i generi, maschile e femminile.

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  • Polygender: è un’identità di genere che può essere letteralmente tradotta come “molti generi”. è un’identità di genere che rientra negli ombrelli non binari e transgender. Le persone polygender sperimentano più identità di genere, anche contemporaneamente tra loro. Queste possono essere identità maschili, femminili e/o non binarie. La bandiera si presenta con cinque strisce. Il colore rosa e blu rappresentano rispettivamente la femminilità e la mascolinità. Il giallorappresenta le identità di genere fuori dal binarismo. Il nero rapresenta le persone agender e il grigio rappresenta lo spettro grigio del genere.

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  • Gender-neutral: quelle persone che pensano che la società, la politica, il linguaggio e le altre istituzioni sociali dovrebbero evitare di distinguere i ruoli in base al sesso o al genere delle persone, al fine di evitare discriminazioni derivanti dall’impressione che ci sono ruoli sociali per i quali un genere è più adatto dell’altro. Essere una persona gender-neutral vuol dire passare anche linguaggio, che nella maggior parte delle culture continua a rimanere binario. Un esempio è il pronome neutrale “hen” che la Svezia utilizza quando non si conosce il genere della persona, per una persona transgender o per i casi in cui la specificazione del genere non è necessaria.

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  • Agender: è un termine che può essere tradotto letteralmente come “senza genere”. Può essere visto come un’identità di genere non binaria o come una dichiarazione di non avere un’identità di genere. Le persone che si identificano come agender possono descrivere se stesse come:
    • senza genere;
    • genere neutro, inteso nel senso di non essere né uomo né donna pur avendo ancora un genere;
    • Neutrois, ovvero persone che si considerano di genere neutro o senza genere, ma alcuni possono identificarsi come entrambi, mentre altri potrebbero preferire un termine o l’altro;
    • persone che hanno un genere sconosciuto o indefinibile;
    • persone che non si allineano con nessun genere;
    • persone che decidono di non etichettare il proprio genere; persone che non identificano affatto alcun genere.Nella bandiera  il nero rappresenta le persone che non si identificano con nessun genere, il grigio per lo spettro grigio del genere, il verde è per il genere non binario, (poiché il verde è l’inverso della lavanda, una miscela di rosa e blu, i colori del femminile e del maschile).

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  • Between genders: persone che si identificano tra i due generi, maschile e femminile.
  • Genderqueer: è un termine generico usato per descrivere qualsiasi identità di genere diversa dall’uomo e dalla donna, quindi al di fuori del binario di genere. In merito consiglio la lettura dell’articolo di Bossy: “Fuori dal binario: cosa significa essere genderqueer?“.

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  • Non-binary: le persone non-binarie hanno un’identità di genere che non si adatta al binarismo maschio – femmina.

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  • Multigender: è un termine per chiunque abbia più di una identità di genere. Può essere usato come identità di genere a sé stante o può essere un termine generico per altre identità che si adattano a questa descrizione. Le identità multigender includono:
    •  bigender (due generi): è un’identità di genere che può essere letteralmente tradotta come “due generi” o “doppio genere”. Queste due identità di genere potrebbero essere maschili e femminili, ma potrebbero anche includere identità non binarie. Se una persona bigender ritiene che la propria identità cambi nel tempo o a seconda delle circostanze, può anche identificarsi come “genderfluid”. Le persone bigender possono soffrire di disforia, ma non tutte.
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    • trigender (tre generi): è un’identità di genere che può essere tradotta come ‘tre generi’ o ‘triplo genere’. Le persone trigender sperimentano tre identità di genere, anche simultaneamente che tra loro.
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    • quadgender (quattro generi): sono le persone che sperimentano quattro identità di genere.
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    • quintgender (cinque generi): persone che sperimentano cinque identità di genere, come per gli altri multigender, possono essere vissute una dopo l’altra (come un’identità che è fluida tra cinque generi), o tutte in una volta (come un’identità che è composta da cinque generi contemporaneamente).
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    • poligender (molti generi), come abbiamo affrontato sopra.
    • pangender (tutti i generi),
    • genderfluid (genere variabile).
      Le persone multigender possono avere due o più identità di genere nello stesso momento, o la loro identità di genere può cambiare nel tempo (genderfluid). Le identità di genere che sperimentano possono essere maschili, femminili, non binari o senza genere. Ogni identità di genere multigender ha una sua bandiera dell’orgoglio.
  • Pangender: è un’identità di genere non binaria che si riferisce a una vasta e diversificata molteplicità di generi nello stesso individuo che può estendersi all’infinito, che può essere simultanea o cambiare nel tempo. Essere pangender vuol dire riconoscere che ci sono così tanti generi che è difficile o impossibile elencarli tutti e non esiste un limite massimo per la quantità di generi. Il prefisso greco “pan” si riferisce a “tutto” o “tutto”. Pertanto, avere un’identità pangender significa “avere tutte le identità di genere che è possibile avere”, quindi è la somma del genere binario con i generi che sono oggi noti, più quelli che sono ancora sconosciuti.
    La bandiera dell’orgoglio Pangender si basa sulla bandiera dell’orgoglio agender. I colori sono molto luminosi in modo che rappresentino la molteplicità dei generi (perché la luce bianca, nello spettro elettromagnetico, è una combinazione di tutti i colori). Il giallo rappresenta tutte le identità di genere che non sono maschile e femminile. Il rosso chiaro rappresenta la transizione verso le identità di genere che sono legate alla femmina e al maschio. Il viola chiaro rappresenta la combinazione di maschio e femmina. Il bianco rappresenta la miscela di tutti questi generi. Questa bandiere è stata state proposte da Cari Rez Lobo nel gennaio 2015.
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  • Gender fluid: è un’identità di genere che si riferisce a un genere che varia nel tempo, a seconda delle circostanza. Una persona gender fluid può qualsiasi momento identificarsi come maschio, femmina, neutrois o qualsiasi altra identità non binaria. La bandiera è sata creata nel 2012 da JJ Poole ed è composta da cinque strisce orizzontali colorate rosa, bianco, viola, nero e blu. Il rosa rappresenta la femminilità. Il blu la mascolinità. Il viola per la femminilità e la mascolinità. Il nero per coloro che non si riconoscono in nessun genere. Il bianco per tutte le identità di genere.
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Nota: come ho specificato all’inizio dell’articolo, qui abbiamo parlato di identità di genere, che è un’altra cosa rispetto all’orientamento sessuale. Le persone che rientrano in queste identità di genere elencate, possono avere qualsiasi tipo di orientamento sessuale che desiderano.

 

Bandiera dell’orgoglio Genderqueer

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Come abbiamo affrontato prima, le identità Genderqueer possono includere uno o più dei seguenti elementi:

  • Identità di genere sia maschile che femminile (come ad esempio quella androgina);
  • Identità di genere né maschile, né femminile (senza genere, agender, Neutrois)
  • Spostarsi tra i generi (genderfluid)
  • Terzo genere: è un termine usato in sociologia per descrivere qualsiasi ruolo di genere sociale o legalmente riconosciuto al di fuori del binomio di genere maschile e femminile. Il termine di per sé non si riferisce a un terzo genere specifico, ma più in generale a qualsiasi genere al di là dei due binari.  Molte persone non binarie si identificano come terzo genere anche se la loro cultura o paese non riconosce un terzo genere. Le identità di genere vengono riconosciute come “terzo genere” includono le persone Hijra in India, le persone Two-Spirit riconosciute da molte culture native americane (come ad esempio le persone  Nadleeh della cultura Navajo), le Fa’afafine nelle Samoa, le Muxe’ in Messico, etc.
  • Le persone che non trovano un nome per definire il loro genere.

Genderqueer può essere utilizzato anche per riferirsi a qualsiasi persona che trasgredisce le distinzioni tradizionali di genere, indipendentemente dalla loro identità di genere auto-definita. Per questo le persone androgine, che combinano la mascolinità con la femminilità, possono utilizzare questo termine, ma non tutte le persone “genderfluid” possono identificarsi come androgine.

La bandiera Genderqueer è stata disegnata da Marilyn Roxie con il contributo dei lettori del sito Genderqueer and non-binary identities che lei stessa ha aperto nel 2010, come luogo per ospitare un progetto per creare la bandiera.

Il colore lavanda è una miscela di blu e rosa e per questo rappresenta le persone che si identificano sia come uomini che come donne. La striscia bianca rappresenta le persone non-binarie, che escono appunto dal binario maschio-femmina. Il verde scuro rappresenta il colore opposto alla lavanda, per coloro che non si identificano come né come femmina né come maschio.

E’ molto interessante vedere le altre bandiere che sono state proposte per questo contest:

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Vi parlerò solo di due, per darci un’idea dei colori, quella di das-seutschtard:

  • Viola per le persone che sono un mix di maschio e femmina
  • verde per le persone che non si identificano né maschi né femmine
  • blu per le persone che sono transmasculine, quindi sentirsi più maschi che femmine, ma non si identificano come uomini
  • bianco per neutrois / agender / persone completamente al di fuori del binario
  • rosa per transfemminile, persone che si sentono più femminili che maschi, ma non si identificano come donne
  • grigio (pronto per il dibattito) per la fluidità di genere.

E quella di politicette:

  • Il viola è per l’androginia, un mix di maschile e femminile.
  • Il blu è per la mascolinità.
  • Il giallo, come nella bandiera per l’orgoglio pansessuale, si riferisce alle persone che sono al di fuori del binario di genere;
  • Il rosa è per la femminilità.
  • L’arancione, l’opposto del viola sulla ruota dei colori, è per le persone che sono agender o Neutrois.

Questo è il simbolo che è utilizzato per indicare le persone genderqueer:

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Bandiera dell’orgoglio del genere binario

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Il genere binario è un termine usato per descrivere l’idea che ci sono solo due possibili generi, uomo e donna, che possono essere assegnati sulla base dei genitali. Avendo una corrispondenza tra sesso biologico e identità di genere.

Questo sistema spesso rafforza tutti gli stereotipi portati avanti su cosa debba essere mascolinità per gli uomini e la femminilità per le donne attraverso ruoli di genere e restrizioni imposti dalla società.

Sebbene molte persone considerino il genere binario una descrizione accurata del genere, ci sono molti che si identificano come sessi al di fuori del maschio e della femmina, che sono indicati come non-binari.

Ci sono anche molte culture che prevedono al loro interno molto di più di soli due generi, come abbiamo visto quando abbiamo parlato di terzo genere. Ad esempio, molte popolazioni native americane consideravano l’esistenza di cinque identità di genere:  femmina, maschio, two-spirits femminile, two-spirit maschile e Transgender.

Inoltre, nelle culture che seguono il genere binario, le persone non binarie sono spesso sistematicamente escluse. Questa esclusione può estendersi anche a persone che si identificano come uomini o donne transgender, per non avere un’identità di genere che corrisponde al sesso assegnato.

 

Bandiera dell’orgoglio del genere non-binario

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Le persone non- binary:

  • Possono ritenere di avere un’identità di genere androgina, sia maschile che femminile.
  • Avere un’identità tra maschio e femmina, chiamata intergender.
  • Avere un’identità di genere neutrale o non riconosciuta, come le persone agender, neutrois o la maggior parte delle persone xenogender, ovvero quelle persone che non rientrano nella definizione del genere binario, maschile o femminile.
  • Avere più identità di genere, come Multigendder o Pangender.
  • Avere un’identità di genere che varia nel tempo, conosciuta come genderfluid.
  • Avere una connessione debole o parziale con un’identità di genere, nota come demigender.
  • Sono intersessuali e si identificano come intersessuali, conosciuti come amalgagender
  • Avere un’identità di genere culturalmente specifica che esiste solo all’interno della propria cultura o dei propri antenati.
  • Le persone non binarie possono anche identificarsi come transgender e / o transessuali.

La bandiera è stata intentata dal diciasettenne Kye Rowan nel febbraio del 2014 quando ha proposto alla comunità non binaria di pensare  una bandiera che poteva rappresentare la loro esistenza in maniera autonoma, senza dover rientrare nella bandiera GenderQueer inventata da Marilyn Roxie piuttosto che sostituirla.

La bandiera è composta da quattro strisce colorate (dall’alto verso il basso) giallo, bianco, viola e nero.

  • Il giallo rappresenta il genere senza doversi riferire a quello binario.
  • Il bianco rappresenta coloro chele persone multigender o le pangender, ovvero le persone che hanno molti o tutti i generi.
  • La striscia viola rappresenta coloro che sentono il loro genere come un mix o tra maschio e femmina. Il viola potrebbe anche essere visto come una rappresentazione della fluidità e unicità delle persone non binarie.
  • L’ultima striscia nera rappresenta coloro che sentono di non avere un genere e le persone agender.

Questo è il simbolo del genere non-binario:

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Bandiera dell’orgoglio ermafrodita

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Le persone ermafrodite hanno entrambi gli organi sessuali o genitali ambigui.

Il giallo rappresenta la neutralità nel genere invece di associare la mascolinità al blu e la femminilità al rosa. I simboli di Venere e Marte rappresentano l’unità delle caratteristiche femminili e maschili e dei genitali, con il viola che simboleggia la miscela di rosa e blu come colori femminili e maschili.

NOTA: Le persone ermafrodite non devono essere confuse con le persone intersessuali. La parola “intersex” è un termine generico per persone nate con genitali androgini o ambigui. Gli ermafroditi sono un tipo specifico di intersessualità in cui una persona ha entrambe le caratteristiche genitali sia femminili che maschili.

 

Bandiera dell’orgoglio intersessuale

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Una persona intersessuale ha caratteristiche sessuali, ad esempio anatomia sessuale, organi riproduttivi e / o modelli cromosomici che non si adattano alla definizione tipica di maschio o femmina. Tali variazioni possono implicare l’ambiguità genitale e combinazioni di genotipo cromosomico e fenotipo sessuale diversi da XY-maschio e XX-femmina. Questo può essere evidente alla nascita o diventare così più tardi nella vita per es. pubertà.

Le persone intersessuali possono identificarsi con qualsiasi orientamento sessuale o identità di genere. Come qualunque altra persona, possono essere conformi al genere, non conformi al genere, e alcuni possono persino ritenere che siano di genere neutri o che non abbiano alcun genere.

Se una condizione intersessuale viene scoperta alla nascita o durante l’infanzia, allora le procedure mediche possono essere eseguite senza che il bambino o il genitore diano il consenso o anche solo che siano consapevoli e molte persone intersessuali non vengono informate della loro condizione nemmeno da adulti. A causa di questa cultura, la comunità intersessuale spesso denota il sesso assegnato usando i termini CAFAB (Coercively Assigned Female at Birth) e CAMAB (Coercively Assigned Male at Birth).

Nel 2011, Christiane Völling è diventata la prima persona intersessuale nota per aver citato in giudizio per danni per intervento chirurgico non consensuale. Nell’aprile 2015, Malta è diventato il primo paese a mettere fuori legge gli interventi medici non consensuali per modificare l’anatomia del sesso, compresa quella delle persone intersessuali. Alcune persone intersessuali possono essere assegnate e allevate come ragazze o ragazzi, ma poi si identificano con un altro genere più avanti nella vita, mentre la maggior parte continua a identificarsi con il sesso assegnato.

La prima bandiera Intersex è stata creata nel 2009 da Natalie Phox e si compone di cinque strisce orizzontali colorate (dall’alto verso il basso) lavanda, bianco, una striscia a doppia larghezza con una sfumatura dal blu al rosa, bianco e lavanda. Questa sfumatura rappresenta la gamma di sessi tra maschio e femmina, e la lavanda rappresenta una combinazione di tratti maschili e femminili.

La seconda bandiera Intersex conosciuta è stata progettata da Morgan Carpenter, che è co-direttore, con Tony Briffa, dell’Organisation Intersex International Australia nel 2013. Si presenta con uno sfondo giallo con un anello viola al centro ed è stata progettata per essere unica ed evitare colori associati a ruoli di genere tradizionali come il blu e il rosa. Il giallo rappresenta la neutralità di genere e il cerchio ininterrotto simboleggia la completezza, totalità e il diritto per le persone intersessuali di essere chi e come vogliono essere.

Lo stesso Morgan ha dichiarato “Il cerchio è ininterrotto e senza ornamenti, che simboleggia l’integrità e la completezza e le nostre potenzialità. Stiamo ancora combattendo per l’autonomia fisica e l’integrità genitale, e questo simboleggia il diritto di essere chi e come vogliamo essere “.
Il simbolo per rappresentare la comunità intersessuale:
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La parola “neutrois” è stata creata da H. A. Burnham nel 1995 ed è presumibilmente composta dalle parole francesi, “neutro” e  “tre”, per indicare il terzo genere.

Neutrois è un’identità di genere non binaria che è spesso associata a un genere “neutro” o “nullo” e anche essere associato a mancanza di genere e condivide molte somiglianze con l’agender, ma alcuni possono identificarsi come entrambi, mentre altri potrebbero preferire un termine o l’altro.

Nel 2000, il sito Neutrois Outpost definì le persone neutrali come quelle che hanno un’identità non binaria transessuale: “Neutrois è una persona che si identifica come a-gender e cerca di perdere le caratteristiche fisiche che possono mostrare il sesso biologico alle altre persone, come seno, barba, pomo d’adamo etc. Non sono persone androgine ma tendono ad avere un aspetto androgino. Sono legate alla loro disforia di genere in quanto ritengono sbagliati sia gli aspetti femminili che quelli maschili. Le persone Neutrois stanno cercando di perdere i tratti distintivi di genere, non cercarne di nuovi”. 

Allo stesso modo, Micah of Neutrois Nonsense definisce neutrois come un’identità transessuale che si allontana dagli indicatori di genere riconosciuti: ” Una persona neutrois vuole liberarsi di tutte le caratteristiche di genere in modo da ottenere un corpo il più neutrale possibile. La transizione fisica può consistere principalmente nella rimozione delle caratteristiche sessuali primarie e / o secondarie, come genitali o seni e peli del corpo, poiché il concetto e l’identità di genere delle persone Neutrois è abbastanza nuovo, non tutte sono state sottoposte a chirurgia o a vogliono subire un intervento chirurgico o ancora una transizione fisica”.

Secondo Neutrois.com, esistono attualmente due definizioni principali di neutro:

  1.  Le persone di Neutrois usano la parola per indicare che hanno un’identità di genere che non è né maschile né femminile, ma neutrale.
  2. . Altre persone Neutrois usano la parola per indicare che non riconoscono nessuna  identità di genere. In quest’ultima definizione, possono essere sinonimi di agender o genderless. Ma non tutte accettano di essere identificate come agender o genderless, poiché non li considerano significati intercambiabili.

Le persone Neutrois possono sperimentare la disforia e desiderare la transizione, oppure preferiscono che la loro espressione di genere sia neutrale rispetto al genere o androgina, anche se può variare da persona a persona.

Alcune persone Neutrois decidono di intervenire chirurgicamente per rimuovere tutte le caratteristiche sessuali, mentre altre desiderano solo rimuovere caratteristiche specifiche o non desiderare affatto un intervento chirurgico.

Tuttavia, un numero crescente di paesi, stati e siti consente di riconoscere identità non binarie, tra cui Facebook, che include Neutrois come opzione di genere.

Le persone Neutrois possono aver avuto un qualsiasi genere assegnato alla nascita.  Possono esserci due tipologie di persone Neutrois:

  1. Le FTN (Female-to-Neutrois) cercano di perdere i tratti fisici che le fanno riconoscere e trattare socialmente come donne. I tratti femminili che non sono riconosciute sono i seni, i fianchi rotondi e la voce. Alcune persone disprezzano talmente il loro apparato genitale e riproduttivo da  desiderare l’isterectomia, l’ovariectomia e l’annullamento vaginale. Altre FTN non sono influenzate dalle loro regioni pubiche e si accontentano di considerarle irrilevanti sotto i vestiti.
  2. Le MTN (Male-to-Neutrois) cercano di perdere i tratti fisici che lche le fanno riconoscere e trattare socialmente come uomini. Più comunemente, queste caratteristiche fisiche sono i peli del viso e del corpo, il tono della voce profonda, la pelle ruvida e il pomo d’Adamo. Mentre alcune persone desiderano la castrazione, altre persone non considerano rilevanti i loro organi sessuali. Attenzione: gli eunuchi non sono necessariamente Neutrois. Molti Eunuchi si identificano ancora come uomini.

Dal punto di vista sessuale, possono avere tutti gli orientamenti sessuali che abbiamo affrontato, poiché essere Neutrois fa parte delle identità di genere e non degli orientamenti sessuali.

Nella bandiera, la striscia bianca rappresenta il genere neutrale, non identificato o in discussione. La striscia verde rappresenta il genere non binario. La striscia nera rappresenta le persone agender.

Questo è il simbolo della comunità Neutrois:

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Bandiera dell’orgoglio transessuale

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Il termine transessuale fu introdotto in inglese nel 1949 da David Oliver Cauldwell, e fu reso popolare dal sessuologo ed endocrinologo Harry Benjamin nel 1966, all’incirca nello stesso periodo in cui il termine transgender fu coniato.

A partire dagli anni ’90, il termine transessuale è stato generalmente utilizzato per descrivere il sottogruppo di persone transgender che desiderano passare in modo permanente al genere con cui si identificano e che decidono di ricorrere alla chirurgia ad esempio, chirurgia di riassegnazione del sesso, per avere un corpo in cui si riconoscono. 

Nella nostra cultura, quando si nasce, ci assegnano il genere in base al sesso biologico con cui nasciamo: se nasciamo con la vagina ci viene assegnato il genere femminile, se nasciamo con pene e testicoli ci viene assegna il genere maschile. Tutto il mondo si riduce in due gruppi: maschi e femmine, evitando ogni variazione o ogni sovrapposizione. Infatti, si utilizza l’espressione AFAB (assigned female at birth) o AMAB (assigned male at birth) per indicare il fatto che queste persone non sono del sesso che è stato assegnato loro alla nascita.

Le persone trans, al contrario delle persone cis sentono  di avere un genere che non corrisponde al proprio sesso biologico e vivono questa non corrispondenza con molta sofferenza e profondo disagio, questo si chiama: “disforia di genere”. Questa situazione di disagio impatta moltissimo la loro vita, e molte persone trans arrivano a suicidarsi prima della pubertà perché la società, e spesso, la famiglia non riconoscono il loro essere.

Le persone transessuali sono persone transgender che decidono di operare una transizione verso il sesso a cui sentono di appartenere. Quindi decidono di iniziare terapie ormonali e di intervenire attraverso la chirurgia, e durante tutto il tempo della transizione possono essere definite transessuali. Una volta che la transizione è terminata, queste persone saranno donna o uomo.

In generale, è bene tenere a mente questa piccola guida, per capire con quale genere riferirsi alla persone Female-to-male (FTM, FtM, F2M) o Male-to-Female (MTF, MtF, M2F), dalla fantastica pagina di Zucchero Sintattico.

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Nel 1999, il transessuale Johnathan Andrew di San Francisco, cnosciuto come “Captain John” nel suo sito “Adventures in Boyland” che parlava della transizione female-to-male, ha progettato e pubblicato una bandiera tutte le persone della comunità transgender, anche le persone che si identificano come transsessuali.

Data la non conoscenza di questi termini, soprattutto in Italia, bisogna dire di non confondere le persone trans con le persone che fanno “crossdressing”, da noi chiamate solo al maschile come “travestiti”. Il crossdressing è un termine che descrive la pratica dell’uso di abiti su misura del genere opposto e non indica l’identità di genere o l’orientamento sessuale della persona. Molte persone cis possono fare crossdressing, senza per questo essere transsessuali o essere per forza omosessuali.

Altra cosa ancora sono le Drag Queens e i Drag Kings, ovvero quelle persone che si esibiscono in performance, anche molto complesse, di canti e balli, utilizzando vestiti del genere opposto. Le donne che si esibiscono in abiti maschili sono i Drag Kings e gli uomini che si esibiscono in abiti femminili sono le Drag Queens. Le persone che si travestono dal sesso opposto per fini diversi da quello dell’intrattenimento e dello spettacolo, non sono Drag. Anche qui, essere Drag non indica l’identità di genere o l’orientamento sessuale della persona.

Tornando alla bandiera, è composta da sette strisce alternate in rosa chiaro e azzurro separate da sottili strisce bianche e in alto a sinistra un vi è il simbolo di Venere e Marte (“⚥”).

Nel suo sito, Adventures in Boyland, Andrew ha scritto nel 1999: “Sì, in effetti – è ora che abbiamo il nostro simbolo per rappresentare la nostra comunità, no? Gli orsi hanno la loro, perché noi non possiamo avere la nostra? E potremmo dire che riteniamo che questi disegni, progettati dal tuo amico Captain John incarni tutti gli aspetti delle nostre identità. Sia che siamo transgender, sia che siamo transessuali, passando dal maschio (blu) alla femmina (rosa) o dalla femmina (rosa) al maschio (blu), o semplicemente da qualche parte nel mezzo”.

Alcune persone transessuali preferiscono essere definite transgender, quindi per una questione di rispetto, è sempre bene chiedere loro come preferiscono essere definite.

Per approfondire, consiglio la lettura del libro “Le ragazze XY” di Monica Romano, di cui ho parlato qui.

 

Bandiera dell’orgoglio transgender

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Le persone transgender hanno un’identità di genere o un’espressione di genere che si differenzia dal loro sesso biologico, e quindi dal genere assegnato alla nascita, AFAB (assigned female at birth) o AMAB (assigned male at birth), l’opposto dell’essere transgender è essere cisgender, come abbiamo visto nella prima parte di questa serie di articoli.

Molte persone transgender possono provare la disforia di genere e alcune di queste cercano trattamenti medici come la terapia ormonale sostitutiva, la chirurgia di riassegnazione del sesso o la psicoterapia. Quando le persone transgender desiderano l’intervento medico per passare al sesso biologico opposto, allora possono essere chiamate transessuali nel loro periodo di transizione.

Le persone transgender oltre a includere persone la cui identità di genere è l’opposto del sesso assegnat, possono includere anche le persone che non desiderano l’intervento medico ma non si riconoscono comunque nell’identità di genere binaria, come le persone genderqueer e non binarie.

Molte persone transgender subiscono discriminazioni sul posto di lavoro e nell’accesso agli alloggi pubblici e all’assistenza sanitaria.

Le distinzioni tra i termini transgender e transessuale sono comunemente basate sulla distinzione tra genere (psicologico, sociale) e sesso biologico (fisico).

Quindi, si può dire che la transessualità si rappresenti maggiormente con gli aspetti fisici del proprio sesso, mentre il termine transgender riguardano riguarda l’identità e l’espressione di genere, così come le relative aspettative sociali che possono accompagnare un determinato ruolo di genere. 

L’attuale bandiera transgender è stata disegnata nell’agosto del 1999 dalla trans Monica Helms , veterana della marina militare statunitense. Ha cinque strisce in totale, dall’alto verso il basso: blu, rosa, bianco, rosa, blu. È apparso per la prima volta al Pride di Phoenix, in Arizona, nel 2000.

  • Le strisce blu rappresentano gli uomini come il blu è il colore tradizionale per i maschietti.
  • Le strisce rosa rappresentano le donne come il rosa è il colore tradizionale per le bambine.
  • Il bianco rappresenta coloro che non si adattano perfettamente al genere binario e intersessuale, oltre a rappresentare il crossover tra generi visto che molte persone trans sentono di sottoporsi alla transizione.

 

I simboli della comunità transgender:

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E per stavolta abbiamo terminato questa parte, la prossima volta parleremo di alcune delle bandiere dell’orientamento romantico.

Alla prossima!

A cura di Giulia Terrosi

PS. Se la vostra identità sessuale non si trova in questo articolo, ma vi farebbe piacere che ci fosse, fatemelo sapere, ne parlerò volentieri.

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Una risposta a "La favolosità del mondo LGBTQIA+ – Parte Terza"

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