L’importanza della difesa personale – intervista all’istruttrice di Krav Maga Giulia Lippi

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Ultimamente se ne sente parlare spesso, molte palestre organizzano corsi, molti locali e associazioni programmano giornate dedicate alla difesa personale.

Per questo abbiamo  voluto intervistare una cintura nera di Karate ed istruttrice di Krav Maga (difesa a contatto), Giulia Lippi, per chiederle come la pensa a riguardo, cosa è importante sapere e perché è davvero così importante sapersi difendere.

Sappiamo bene che il Krav Maga, purtroppo è conosciuto perché usato dall’esercito israeliano nell’oppressione palestinese. Vogliamo ribadire che siamo contro ogni tipo di oppressione, chi ci segue lo sa. In termini di autodifesa però può essere interessante che alcune tecniche siano rivisitate in modo appropriato affinché possano essere utilizzate dalle persone civili e possano essere utili per salvarsi la vita o salvare la vita di altre persone. Poi logicamente ogni persona deciderà di studiare la tecnica di autodifesa che ritiene più consona ai propri valori e al proprio carattere.

Io stessa frequento questi corsi da qualche anno, e penso sia un ottimo modo per tenermi in attività, rilassarmi, ma soprattutto acquisire sicurezza in me stessa e sentirmi pronta a difendermi se ce n’è bisogno.

Per non rischiare di cadere sul sessismo e sulle ovvietà, spieghiamo subito che il Krav Maga non è insegnato solo alle donne, anzi, è uno sport per entrambi i sessi ovviamente, ed è importante sapersi difendere da qualsiasi tipo di aggressione.

Ciao Giulia, grazie per aver accettato di fare questa intervista, sappiamo che sei giovanissima e che a soli 22 anni sei già istruttrice di Krav Maga e cintura nera di Karate. Partiamo con le domande!

Che cosa è il Krav Maga?

Il Krav Maga è nato come programma di addestramento accelerato per l’esercito israeliano. È una sintesi armonica di tecniche derivate dalle arti marziali, da sistemi di lotta a mani nude. Nasce negli anni ’40 ad opera del lottatore ebreo Imi Lichtenfeld che, assieme ad altri lottatori della sua estrazione etnica, si impegnò nell’affrontare gli aggressori nazisti con una nuova tecnica autodifesa. Nel 1944 Imi partecipò alla costituzione del neonato esercito israeliano, addestrando diverse unità con la sua disciplina, il krav maga.

Nel Krav-maga civile l’insegnamento di tecniche è sotteso non ad una vittoria sportiva, ma ad un discorso di autodifesa in situazioni di pericolo in cui nessun atto dell’aggressore è prevedibile e lo stress psico-fisico gioca un ruolo fondamentale. Inoltre, poiché in una reazione ad aggressione il fattore tempo è determinante, si tratta di tecniche dirette, altamente offensive che mirano a concludere l’azione nel più breve tempo possibile.

Perché hai scelto proprio il Krav Maga, come è nata questa passione per la difesa personale?

In realtà è nata quasi come un gioco. Io praticavo già da un anno karate insieme ad una mia amica, e nell’ora dopo (nella quale c’era appunto il krav) si allenava un ragazzo che le piaceva molto. Per conoscerlo la accompagnai all’allenamento e per me è scoccato subito l’amore…ma non per il ragazzo…PER IL KRAV! Da lì non ho più smesso di praticarlo.

Sei anche cintura nera di Karate! Complimenti! Cosa ti ha insegnato Karate nell’ambito dell’autodifesa? E’ necessario conoscere le arti marziali per poter praticare?

Il Karate mi è stato “propedeutico” perché ho imparato a tirare pugni  e calci per bene, anche se poi nella difesa personale si tiene una guardia un po’ diversa. Non è assolutamente necessario conoscere le arti marziali perché la difesa personale è stata studiata per essere semplice, apprendibile ed eseguibile da tutt*. E’ ovvio che se poi una persona vuole ampliare il suo bagaglio tecnico può benissimo dedicarsi alle arti marziali.

Ti sei sempre sentita a tuo agio con questo sport che  secondo gli stereotipi è considerato “maschile”? Ci sono mai stati episodi in cui sei stata sottovalutata o ti hanno fatto sentire fuori luogo? 

Si, mi sono sempre sentita a mio agio anche se spesso ero l’unica donna agli stage o agli allenamenti. Ho trovato tante persone brave e competenti che mi hanno fatta sentire me stessa, e anche se noi donne (per struttura fisica) possiamo in alcuni casi essere più deboli, non sono mai stata sottovalutata. Nelle poche occasioni in cui qualcuno mi “prendeva sotto gamba” gli ho fatto cambiare idea immediatamente.

Perché per te è importante che le persone imparino a difendersi? E per quanto riguarda le donne? Pensi che sia una prerogativa o pensi che le donne dovrebbero prenderlo solo come uno sport?

È importante perché nella vita non si sa mai cosa può succedere. Si sentono tanti episodi brutti (violenze sessuali, omicidi, furti violenti), ma spesso ci estraniamo come se fossimo in una bolla dove niente ci può tangere. Quindi se mai uno si dovesse trovare in una situazione di pericolo, se pratica Krav Maga o qualsiasi corso di difesa personale, può provare almeno a difendersi usando le tecniche imparate a lezione.

Sia chiaro: questi corsi non sono una ricetta e una risoluzione a tutto, mi spiego meglio, non sono la “verità assoluta”, ma servono in primis per aiutarci fisicamente e psicologicamente ad affrontare certe situazioni. Per quanto riguarda le donne c’è ancora timore verso il Krav Maga, perché lo si definisce uno sport da maschi, quando in realtà siamo noi quelle più soggette a rischio e quindi dovremmo essere le prime a frequentare questi corsi. Non si dovrebbe categorizzarlo solo come sport, anche se c’è ovviamente una grande preparazione atletica dietro.

Per quale motivo insegni difesa personale alle donne?

Insegno difesa personale perché sono stata inseguita due volte per la strada da due uomini (uno tra l’altro è finito in galera per omicidio), e quindi voglio aiutare altre donne a prevenire brutti episodi di violenza. In realtà ho iniziato prima con un’arte marziale e poi ho allargato le mie conoscenze alla difesa personale. Non ho iniziato con l’intenzione di insegnare.

In cosa consiste il corso per istruttori e istruttrici?

Ho un diploma di istruttrice  Woman Krav Maga (ricevuto dopo aver conseguito lezioni teoriche sulle tipologie di allenamento, sulle varie leggi che ci sono in Italia, e anche su una parte di psicologia e dopo aver superato la prova pratica) e ogni anno ovviamente devo fare degli aggiornamenti.

Hai mai dovuto insegnare a donne che hanno subito aggressioni o violenze durante la loro vita?

Si ho insegnato a donne che hanno subito aggressioni e violenze. Sono stata “fortunata” perché erano caratteri forti e non hanno mai fatto trasparire alcuna emozione. Ogni persona ovviamente metabolizza a modo suo. Io cerco sempre di essere molto attenta e discreta nei confronti delle mie allieve, perché non sempre conosco il loro passato e posso toccare (anche non volendo) dei tasti dolenti.

 Pensi che basti qualche lezione per imparare a difendersi?

No, dubitate di chi vi vuole vendere un pacchetto di quattro lezioni per diventare Wonder Woman o Superman. Per imparare a difendersi bisogna provare, riprovare, sbagliare, correggersi e migliorarsi sempre. Io che è otto anni che pratico Krav Maga sono sicura che ho ancora molto da imparare.

Ci fai vedere una tecnica? Il famoso detto “Non è Krav Maga se non finisce con una botta ai genitali…”

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Le donne a questi corsi rispondono positivamente? Quante donne partecipano?

In Toscana sono l’unica istruttrice donna. Difesa personale è ancora ritenuta, da molte, uno sport da uomini. È vero c’è da tirare pugni e calci, ma non per questo vuol dire che è uno sport maschile, anzi servirebbe più a noi. Occorre abbattere il muro dello stereotipo e del pregiudizio. Ho fatto uno stage quasi un anno fa, completamente gratuito, e lì ci fu una buona risposta da parte delle donne (furono circa 40 donne). La cosa bella è che ci sono donne di ogni età. Si varia dai 15 fino ai 60 anni perché tutte dobbiamo imparare a difenderci e non c’è un’età specifica per fare difesa personale!

Qual è la cosa più importante che bisogna sapere per quanto riguarda la difesa persona?

Secondo me è il fatto di non sentirsi superiori e migliori. Bisogna essere umili, perché la difesa personale non serve per l’ego di una persona, ma per sentirsi più sicuri.

Molte volte viene fatta questa domanda: va bene imparare le tecniche, ma siamo sicure che, durante un’aggressione, si possa davvero difendersi? Cosa ti va di rispondere a riguardo?

Allora, le verità assolute non esistono. Il fatto sicuro è che più si pratica e meglio è. È ovvio che un conto è allenarsi, provare in palestra (quindi un luogo sicuro) con le amiche (con cui ci si scambia anche due battute) e un conto è fuori per strada con persone sconosciute e che sicuramente vogliono fare del male. Nell’ultimo caso subentrano tanti fattori: adrenalina, battito cardiaco accelerato, paura, bocca secca, la testa è meno lucida, le gambe possono tremare, la voce può non uscire. Il punto è che se uno ha un background di difesa personale è sicuramente più preparato sia fisicamente che psicologicamente rispetto a chi è digiuno di tutto ciò.

Attualmente insegni ad un gruppo di donne in una palestra della tua città, Firenze. Quale è la cosa più buffa che ti è capitata, e quale è invece quella più brutta?

Si è esatto. Con loro mi “diverto” sempre.  Gli episodi più buffi capitano quando faccio vedere le tecniche velocemente e più vicine alla realtà e vedo le loro facce che sono un misto tra stupore e “cosa cavolo ha fatto che non ho visto niente?”; oppure quando le metto sotto stress con degli esercizi appositi e loro sono eccitate e con l’aria di sfida. Cose brutte per ora non mi pare siano capitate.

Vorresti insegnare anche agli uomini in un futuro? 

Si mi piacerebbe molto.

Che messaggio ti senti di lanciare a tutt* quell* che ci stanno leggendo?

Fate ciò che vi piace, non fermatevi all’aspetto “femminile” o “maschile” di uno sport/hobby. Se quello che state facendo vi fa sentire bene vuol dire che quella è la strada giusta.

Ringrazio la pagina “Un altro genere di rispetto” che mi ha dato l’opportunità di raccontare la mia esperienza e di dire la mia opinione.

 

Grazie a te Giulia per aver accettato di raccontarti e darci la possibilità di avere maggiori informazioni sulla difesa personale.

Se volete maggiori informazioni a riguardo, potete scriverci in privato o contattare direttamente l’allenatrice.

Lasciamo una locandina nel caso foste nei dintorni di Firenze e voleste fare una prova, per le altre città contattateci, faremo il possibile per aiutarvi!

LOCANDINA_GIULIA-001 (1)

ATTENZIONE: Le immagini presenti in questo articolo sono di esclusiva proprietà di Giulia Lippi. Per questo motivo ne è vietata la diffusione su internet senza il permesso della suddetta ad eccezione della locandina. Grazie. 

 

A cura di Valentina R.

 

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