Cittadin* di serie A e di serie B

Scrivo questo pezzo in un turbinio di emozioni contrastanti, da una parte la gioia per i miei cari e le mie care che da oggi non sono più invisibili per lo Stato, dall’altra una forte indignazione e rabbia per quello che è successo al ddl Cirinnà e quello che è stato detto durante la discussione di questo.

Sappiamo che l’articolo 3 recita “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione ..”

Ma non è vero. Come abbiamo già esposto qui, l’Italia è incostituzionale.

Non è vero che tutti/e i/le cittadini/e hanno pari dignità sociale e sono eguali avanti alla legge.

Quello che è vero è che continuano ad esistere cittadini/e di serie A e di serie B.

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Nicolas Blancho “Picchiare le donne è un diritto dell’uomo”

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Quando leggi un link come questo pensi immediatamente che è una bufala. Non volevo crederci così ho fatto qualche ricerca su google. Purtroppo è vero, lo ha detto, ma la cosa peggiore, quando i media lo hanno intervistato, è stato affermare:

“Non devo fornire nessuna giustificazione perché non ho commesso nessun reato. Ognuno e’ libero di credere a quello che vuole, purché si rispetti la legge“.

Si tratta di un’affermazione del 24 aprile 2010. Sono passati 6 anni da queste infelici parole.

Ma chi è Nicolas Blancho?

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NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE

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NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE TRAILER UFFICIALE

Alice vive a Roma. Una bella casa, un marito, un figlio di 9 anni, una vita più che agiata che le permette di avere la servitù in casa. Una servitù composta da extracomunitari che lei non si fa problemi a denigrare ogni giorno.
Un giorno il marito di Alice muore. Il marito le lascia tanti, troppi debiti, e Alice rischia di perdere tutto, finire in carcere e perdere l’affidamento del figlio. Non le resta che cercare aiuto.

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Prete in diretta su Radio Maria augura la morte alla Cirinnà

La Chiesa che dovrebbe trasmettere la pace nel mondo! Un uomo di Chiesa che dovrebbe accettare il prossimo, così come è, senza pensare al suo credo, sesso, etc. etc. augura a una donna che si batte per DIRITTI UMANI di aspettare il suo funerale e afferma che è il diavolo in persona. Si parla di cattiveria o ignoranza? In qualunque caso quest’uomo non dovrebbe avere il potere di trasmettere la fede…
Anche perchè la gente ignorante, bigotta e che viaggia con i paraocchi prende le sue parole per vere: “lo ha detto lui, allora posso augurare la morte a chiunque, la Chiesa lo ammette”
Padre Livio Fanzaga VERGOGNATI!

Valentina R.

Blog delle donne

Posso comprendere che il mondo dei sacerdoti non accetti le famiglie gay, ma addirittura augurare la morte della prima firmataria del ddl… mi sembra una cosa assolutamente fuori luogo.

Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, mentre commentava le notizie dall’italia e dall’estero, ha prima affermato che la Cirinnà è un diavolo, e poi le ha augurato la morte. La Cirinnà? Prima o poi arriverà il tempo del suo funerale: glielo auguro il più lontano possibile, ma arriverà” ha detto il sacerdote ai microfoni della celebre radio.

(Fonte: www.globalist.it)

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LA VIOLENZA NON SI GIUSTIFICA

L’errore più comune, quando viene commesso un omicidio o un atto di violenza è quella di trovare la giustificazione per la persona che lo ha commesso; nei giornali, alla televisione, su internet, quando viene commesso un atto violento ne seguono sempre questo tipo di frasi:
  • uccis* per gelosia
  • uccis* perché era stat* tradit*
  • uccis* perché l’assassin* era sotto effetto di stupefacenti
  • uccis* perché si è ribellat*
  • violentata perché vestita con abiti succinti
  • violentat* perché se l’è cercata
Questi sono solo alcuni degli esempi che ogni giorno leggiamo e che vogliono giustificare e quindi attenuare la responsabilità dell’aggressore.
Un caso particolare degli ultimi giorni è quello del ragazzo di Pozzuoli, Paolo Pietropaolo, che ha dato fuoco alla sua compagna incinta.

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Un’ Italia INCOSTITUZIONALE

Cerchiamo di partire dalle basi…

L’art. 3 della Costituzione recita:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Le parole sono semplici da capire. Non servono lezioni di giurisprudenza né una laurea per capire che siamo tutt* uguali.

Eppure in Italia non è così. Potrei alzare un polverone, che comunque non basta mai, sul fatto che non siamo tutt* uguali. In Italia le donne sono una categoria di minoranza, chi parla una lingua diversa è una minoranza, le condizioni personali e sociali poi… sono quelle che ci fregano!

Ma non voglio soffermarmi ora su questi importantissimi discorsi. Voglio arrivare ad un altro ragionamento. Continua a leggere