La favolosità del mondo LGBTQIA+ – Quarta e ultima parte

Bentornate e bentornati alla quarta e ultima parte de “La favolosità del mondo LGBTQIA+”.

Anche stavolta, se non l’avete ancora fatto, vi rimando alla lettura delle parti precedenti (qui la prima; qui la seconda e qui la terza).

E adesso andiamo avanti:

– ORIENTAMENTO ROMANTICO –

A questo punto urge fare una differenza tra il mondo dell’orientamento sessuale e il mondo dell’orientamento romantico.

L’orientamento sessuale, come abbiamo visto nella prima parte, riguarda l’attrazione sessuale che si prova, o non si prova, nei confronti di una persona che corrisponde a una determinata identità di genere.

Non sempre l’attrazione sessuale e l’attrazione romantica sono allineate. Una persona asessuale non è necessariamente aromantica, e una persona che prova attrazione sessuale non necessariamente prova attrazione romantica.

L’orientamento romantico indica appunto l’attrazione romantica, emotiva ed affettiva che una persona può provare nei confronti di un’altra persona. L’attrazione romantica è il desiderio di stare vicine e di creare una relazione intima con un’altra persona che è necessariamente sessuale.

Nel mondo dell’asessualità, che abbiamo affrontato qui nella seconda parte, si possono trovare tutta una serie di orientamenti romantici:

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E qui ricorro a Wikipedia:

Diversamente da come può far supporre la loro mancanza di attrazione sessuale, gli asessuali non sono necessariamente disinteressati anche ai rapporti di natura romantica. La comunità asessuale ha evidenziato la separazione tra orientamento sessuale e orientamento romantico: il primo determina il o i generi da cui un individuo è attratto sessualmente, il secondo romanticamente.

Sono così stati coniati gli aggettivi eteroromantico (attrazione romantica per il sesso opposto), omoromantico (attrazione romantica per lo stesso sesso), biromantico (attrazione romantica per entrambi i sessi), panromantico (che sperimenta attrazione romantica per qualsiasi genere, anche verso coloro che si identificano con entrambi i sessi o con nessuno dei due) e aromantico (che non prova attrazione romantica).

Nella maggior parte delle persone orientamento sessuale e orientamento romantico coincidono (per fare un esempio, è più facile imbattersi in un eterosessuale eteroromantico che di altro orientamento romantico), ma la situazione si ribalta per quanto riguarda gli asessuali giacché solo una minoranza di essi è aromantica.

L’orientamento romantico, come quello sessuale, giace su un range tra romantico ed aromantico, che sono gli antipodi.

Nel mezzo c’è la cosiddetta “area grigia” (grey area in inglese), le cui principali categorie sono rappresentate dai romantici grigi e i demiromantici (grey-romantic e demiromantic). I primi sono coloro che provano scarsa o rara attrazione romantica, mentre i secondi generalmente non ne provano, ma possono provarne nei confronti di persone con cui hanno stretto un forte legame emotivo.

La comunità asessuale ha anche voluto mettere in risalto le relazioni “queerplatoniche”, ossia rapporti di natura non romantica basati sulla profonda amicizia degli individui coinvolti per rivendicare l’esistenza di rapporti diversi da quelli romantici ma che richiedono comunque impegno e un forte legame di base, se non la convivenza. Possono includere baci, contatti fisici, la condivisione del letto e altri gesti che in genere si definirebbero “romantici”; in linea di massima dipende dagli individui coinvolti stabilire se la loro sia una relazione romantica o meno. Sia romantici che aromantici possono provare la squish, ossia il desiderio di formare una relazione queerplatonica con qualcuno, al pari di una comune cotta per i romantici. Le relazioni queerplatoniche prescindono dall’orientamento sessuale e/o romantico giacché non sono relazioni di tipo romantico e di rado includono il sesso.

Una relazione queerplatonica (o “QPR”) è una relazione più intensa e intima rispetto a quella che la maggior parte delle persone considera un’amicizia, non all’altezza del tradizionale modello di coppia romantica. È caratterizzata da un forte legame, amore e impegno emotivo, ma non è percepito da coloro che sono coinvolti come romantici o più di un’amicizia. Essendo una cosiddetta relazione platonica, non comprende la sessualità / erotismo o esclusività né è questo ciò che la relazione è organizzata intorno.

Come ha precisato Jessica in pagina: “le relazioni queerplatoniche non escludono la componente sessuale tout court: non la includono necessariamente, perché la relazione non è imperniata su quello, ma possono farlo, e questo a discrezione dei partner. La differenza di fondo tra la relazione queerplatonica e quella romantica è proprio il differente grado di attrazione romantica (che nella queerplatonica è assente) e non se la componente sessuale sia inclusa o meno.” 

Le persone coinvolte in una relazione queerplatonica possono considerarsi partner, partner di vita, una coppia, una triade o qualsiasi altro termine che implichi che la relazione sia significativa, impegnata e intima.

Poiché le relazioni queerplatoniche non sono basate sull’esclusività, un partecipante alla relazione può avere più QPP e relazioni esclusive (romantiche o sessuali) con una terza parte non coinvolta nel QR.

E’ bene ricordare, però,  che non tutte le persone che provano attrazione romantica sono asessuali.

Andiamo adesso ad affrontare alcune delle bandiere del mondo dell’orientamento romantico.

Bandiera dell’orgoglio ginoromantico

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Fem- / Gyne- / Gyno- romanticismo è l’attrazione romantica per donne o generi femminili. Derivato dalla parola greca gyno che significa “donna”, il termine gyne- può essere utile quando si descrive l’orientamento di un individuo con un’identità di genere non binaria.

Secondo Pride Archive, il rosa, preso dalla bandiera dell’orgoglio trans, simboleggia l’attrazione romantica per le donne, il verde, preso dalla bandiera genderqueer simboleggia l’attrazione verso la femminilità e il marrone rappresenta la stabilità.

Bandiera dell’orgoglio androromantico

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Masc- / Andro- romanticismo per uomini o la generi maschili. Derivato dalla parola greca andros che significa “uomo”.

Secondo Pride Archive il blu, simboleggia l’attrazione per gli uomini, il viola simboleggia l’attrazione per la mascolinità e il marrone rappresenta la stabilità.

Bandiera dell’orgoglio transromantico o skoliormantico

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Le persone transormantiche o skolioromantiche sono attratte romanticamente da persone con genere non binario, transgender o intersessuali.

 

Bandiera dell’orgoglio eteroromantico

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Una persona eteroromantica è una persona che è romanticamente attratta da una persona dello stesso sesso. Le persone eteroromantiche cercano nell’altra persona la compagnia, l’affetto e l’intimità, ma non sono necessariamente attratti sessualmente dai loro partner romantici. La maggior parte delle persone eterosessuali sono anche eteroromantiche.

 

Bandiera dell’orgoglio omoromantico

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Rappresenta le persone che provano attrazione romantica verso le persone del sesso opposto.

 

Bandiera dell’orgoglio panromantico

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Rappresenta l’attrazione romantica per tutti i generi e / o indipendentemente dal genere.

 

Bandiera dell’orgoglio biromantico

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Rappresenta l’attrazione verso due generi, di solito maschile e femminile.

Questa bandiera ha tre strisce orizzontali e un cuore al centro, con le strisce che attraversano il cuore di colori più scuri. Le strisce sono rosa chiaro, viola chiaro / eventualmente lavanda e blu chiaro. Le strisce che si intersecano e formano il cuore sono rosa, viola e blu.

La bandiera è basata sulla bandiera bisessuale, che è composta da tre strisce orizzontali nei colori rosa, viola e blu. Nella bandiera bisessuale, il rosa rappresenta l’attrazione per le donne, il blu rappresenta l’attrazione per i maschi, il viola rappresenta l’attrazione per i maschi e le femmine. Questo è probabilmente vero per questa bandiera. Il cuore nella bandiera biromantica rappresenta probabilmente un’attrazione romantica.

 

Bandiera dell’orgoglio Poliromantico

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Chi ha un’attrazione poliromantica prova attrazione romantica verso molti generi ma non tutti. Può avere un’attrazione romantica per persone transgender, agender, queer, non binare e intersessuali.

 

Bandiera dell’orgoglio monoromantico

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Le persone monoromantiche sono attratte romanticamente da una sola identità di genere.

 

Bandiera dell’orgoglio gray-romantico

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Mentre in principio la bandiera era simile a quella del demiromanticismo, adesso la versione più utilizzata è quella a destra, che rappresenta tutto lo spettro gray-romantico

  • Il verde rappresenta l’aromanticismo
  • Il grigio rappresenta il demiromanticismo
  • Il bianco rappresenta il romanticismo e la sessualità

Le persone gray-romantiche possono essere indifferenti neutrali o interessate al romanticismo. Non sono è alloromantiche (coloro che sperimentano l’attrazione romantica) né aromatiche, o qualcuno che sta tra alloro e aro. (Chiamato anche gray-romantic, gray-aromantic, grayaromantic).

Le persone gray-romantiche possono:

  • Provare l’attrazione romantica ma è rara
  • Provare l’attrazione romantica ma non desiderare una relazione romantica
  • Provare un’attrazione che non è del tutto platonica nè del tutto romantica

 

Bandiera dell’orgoglio lithromantico

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Le persone lithromantiche (note anche come akoiromantic o apromantic) possono provare attrazione romantica nei confronti degli altri ma non hanno bisogno di essere ricambiate e non si sentono obbligati a cercare una relazione con qualcuno a cui sono interessati.

Alcune persone lithromantiche  possono anche smettere di provare attrazione romantica in una relazione.

Esiste una bandiera disegnata da  thejasmineelf che rappresenta tutta la comunità dell’orientamento Akoi- / Akoine- / Apo- / Lith- ovvero quelle persone che sentono un particolare tipo di attrazione, che però svanisce se è ricambiata o se cominciano una relazione con la persona si cui sono attratti.

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  • Il rosso rappresenta la comunità, poiché è tradizionalmente un colore di leadership, vita e sensibilità.
  • L’arancione rappresenta la lith-ness, come fa con una versione della bandiera aro
  • Il giallo rappresenta le nostre varie relazioni, anche come succede sulla citata bandiera aro. Il giallo rappresenta tradizionalmente l’amicizia, la lealtà e l’onore.
  • Il bianco rappresenta il romanticismo e la sessualità.
  • Il nero rappresenta l’aromaticismo e l’asessualità.

 

Bandiera dell’orgoglio demiromantico

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Anche per il demiromanticismo ci sono più bandiere in circolazione, ma questa è quella più accettata ultimamente.

  • il bianco rappresenta la sessualità,
  • il verde rappresenta l’aromanticismo,
  • il nero rappresenta l’asessualità,
  • il grigio rappresenta la sessualità grigia o lo spettro grigio-sessuale.
  • Il triangolo nero imita quello della bandiera demisessuale.

Non vi è alcuna garanzia che questa attrazione si sviluppi dopo che si è formato un legame emotivo, ma è necessario affinché l’attrazione sia possibile.

Le persone demiromantiche provano l’attrazione romantica dopo che si è formato un forte legame emotivo. Alcune persone demi possono scegliere di definire ulteriormente il loro orientamento (demipanromantic, demihomosexual). Altre non lo ritengono necessario, o sentono di avere abbastanza esperienze di quella forma di attrazione per capire chi sono attratti. Alcunie persone demiromantiche possono anche smettere di provare la loro attrazione romantica una volta che è iniziata la relazione.

E’ possibile trovare anche questa bandiera per indicare lo spettro grey/demi romantico:

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Bandiera dell’orgoglio aromantico

prima proposta

Una persona aromatica non prova l’attrazione romantica, sebbene ciò non le impedisce di provare altre forme di amore o attrazione, come l’amore platonico.

Le persone aromantiche sono interessate a relazioni senza il coinvolgimento del romanticismo, come le razioni platoniche o l’amicizia. Una persona aromantica può sentire attrazione sessuale o essere asessuale. Essere aromatici non determina l’orientamento sessuale ma può influire sulla capacità di una persone di rapportarsi con la propria sessualità.   Aromantic è a volte abbreviato come “aro”.

L’aro-spettro: comprende tutti gli orientamenti aromantici. Comprende persone che sentono che il loro orientamento romantico non è entro i limiti di ciò che è tradizionalmente considerato romantico. Possono mancare di attrazione romantica per le persone, o sperimentarlo così raramente o in modo tale che si riferiscono più fortemente alle esperienze aromantiche di quelle romantiche.

Per quanto riguarda la bandiera, non c’è n’è ancora una ufficiale, ad oggi si contano tre proposte ufficiali che sono state prese in considerazione.

La prima proposta di bandiera aromantic è stata fatta da Cameronwhimsey “Abbiamo progettato la bandiera in modo che possa essere il più inclusiva possibile e abbiamo usato un simbolismo cromatico abbastanza basico:

  • il verde essendo l’opposto, il colore complementare al rosso, che di solito rappresenta il romanticismo, rappresenta l’aromanticismo
  • il giallo come la rosa gialla rappresenta l’amicizia, ed è sinonimo di varie forme di amore queerplatonico
  • l’arancione, essendo rosso con un tocco di giallo, rappresenta il lithromanticismo
  • il nero rappresenta i romantici che scelgono di rifiutare il romanticismo tradizionale.

Questa bandiera ha creato problemi essendo troppo simile ai colori delle bandiere Rastafari e della Giamaica, e quindi si è pensato a una nuova bandiera per evitare di creare confusione o appropriazione culturale.

La seconda bandiera prevedeva i colori:

  • verde scuro: rappresenta tutto lo spettro dell’aromanticismo.
  • verde chiaro: rappresenta il grey-romanticismo
  • giallo: rappresenta fondamentalmente la striscia “platonica” – amicizia / attrazione platonica ed estetica / relazioni queerplatoniche / famiglia, l’importanza e la validità di tutte le relazioni e sentimenti non romantici e forme d’amore non romantiche ecc. ecc. ecc. ecc.
  • grigio: il demiromanticismo
  • nero: rappresenta l’alloasessualità.

Questa bandiera è stata criticata per la presenza del giallo poiché causava problemi sensoriali a persone che sono sensibili al giallo e quindi si è pensato alla creazione di un’ultima versione della bandiera:

  •  verde-verde chiaro – rappresenta tutto l’arospettro dell’aromanticismo e include ogni orientamento aromantico come demi, grigio, lith / akoi, wtf / quoiro, cupio ecc. anche quelli che non hanno ancora nomi.
  • bianco – rappresenta fondamentalmente la striscia “platonica” ovvero quella dell’ amicizia / attrazione platonica ed estetica / attrazioni queerplatoniche / famiglia, l’importanza e la validità di tutte le relazioni e sentimenti non romantici e forme d’amore non romantiche ecc. ecc. ecc. ecc.
  • nero-grigio – lo spettro della sessualità – riconoscendo tutti gli aro-aces

Vi sono alcuni miti riguardanti le persone aromantiche:

Mito: agli aromatici non piace abbracciare, coccolare o essere toccati.
Verità: molti aromatici non hanno alcuna avversione per abbracciare, coccolare o essere toccati.

Mito: le persone aromantiche non sono affettuose.
Verità: le persone aromantiche semplicemente non provano l’attrazione romantica. Possono o non possono essere affettuosi.

Mito: le persone aromantiche non vogliono una relazione.
Verità: le persone aromantiche di solito preferiscono essere solo amiche. Possono essere interessate a relazioni platoniche o relazioni queerplatoniche.

Mito: le persone aromantiche sono solitarie.
Verità: le persone aromantiche non traggono beneficio dai privilegi di una relazione romantica. Ma possono avere altre persone vicine a loro, come la loro famiglia e gli amici, o quelli con cui sono in stretta relazione platonica.

Mito: le persone aromantiche preferiscono le relazioni sessuali rispetto alle relazioni romantiche.
Verità: le persone aromantiche di solito preferiscono le amicizie. Possono provare attrazione sessuale senza provare desiderio di fare sesso o di avere una relazione sessuale.

Mito: le persone aromantiche non amano le cene a lume di candela.
Verità: ci sono alcune persone aromantiche che sono interessate anche alle cene a lume di candela.

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E come ultimo argomento, affrontiamo il mondo delle relazioni con il poliamore.

Bandiera dell’orgoglio poliamoroso

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Il poliamore non è esattamente un orientamento sessuale e/o romantico, è più che altro una filosofia di vita. Ma penso che sia interessante parlarne.

La bandiera del Polyamory Pride è stata inventata da Jim Evans nel 2014, che la descrive così: “La bandiera del poly pride consiste in tre strisce colorate orizzontali uguali con un simbolo al centro della bandiera. I colori delle strisce, dall’alto verso il basso, sono i seguenti:

  • blu, che rappresenta l’apertura e l’onestà di tutti i partner con cui conduciamo le nostre molteplici relazioni;
  • rosso, che rappresenta l’amore e la passione;
  • nero, che rappresenta la solidarietà con coloro che, sebbene siano aperti e onesti con tutti i partecipanti alle loro relazioni, devono nascondere tali relazioni dal mondo esterno a causa delle pressioni della società.
  • Il simbolo al centro della bandiera è una lettera minuscola greca in oro “pi”, come la prima lettera di “poliamore”. Il colore oro della lettera rappresenta il valore che poniamo sull’attaccamento emotivo agli altri, sia la relazione amichevole o romantica nella natura, in contrapposizione a relazioni puramente primarie.”

In Italia esiste questo sito meraviglioso, poliamore.org, che spiega molto bene cosa sia il poliamore, quindi mi rifarò a questo sito per la definizione di poliamore:

Wikipedia definisce il poliamore come “un neologismo che esprime il concetto di amori multipli. L’ideale di una relazione poliamorosa è di avere una relazione sentimentale e/o sessuale onesta con più partner nello stesso periodo.” Per poliamore infatti si intende la pratica (o la possibilità) di avere più di una relazione intima, sessuale o affettiva per volta, con il consenso esplicito di tutti i partner attuali e potenzialiUn sinonimo di poliamore è “nonmonogamia etica”. Sotto questa definizione troviamo varie forme di relazione aperta, alcune anche molto diverse tra loro, ma tutte hanno in comune l’elemento fondamentale dell’eticità, e cioè dell’impegno alla trasparenza e all’onestà con i partner. Il poliamore rifiuta l’assunto monogamico che la condizione di base per avere una relazione sia l’esclusività. Ciò vale per tutti i tipi di relazioni intime, a breve e a lungo termine, impegnate o meno, con un coinvolgimento emotivo profondo o amicale.Il sesso o un numero di partner maggiore di due non sono indispensabili perché si venga considerati poliamorosi. Esistono poliamorosi single, così come poliamorosi asessuali. L’importante è non voler limitare completamente la sessualità o l’affettività del partner e non voler mentire. Anche chi non sta attivamente cercando nuovi partner può essere poliamoroso.

La caratteristica principale delle relazioni poliamorose è il consenso informato di tutti i partner coinvolti.
Perché ci sia consenso, deve necessariamente esserci informazione su ciò a cui si sta dicendo di sì. È importante quindi che all’interno dei rapporti ci sia una comunicazione aperta ed onesta e un’attenzione particolare al rispetto dei sentimenti e dei bisogni di ognuno.

Questo elemento mette il poliamore in aperto contrasto con il tradimento classico, nel quale è presente una relazione principale ufficiale in apparenza monogama (come ad esempio un matrimonio) ed una o più relazioni segrete (il cosiddetto o la cosiddetta “amante”).

Come abbiamo già accennato, esistono diverse forme di relazione poliamorosa, a seconda delle esigenze delle persone coinvolte. Esse comprendono, tra le altre, e senza fermarsi a queste: la polifedeltà, l’anarchia relazionale, i solopoli o poliamorosi singoli, la triade poliamorosa, la Vi e la Ti, relazioni gerarchiche con partner primari e secondari, la “rete” poliamorosa e la “tribù” o famiglia allargata poliamorosa con più di due genitori, e molte altre ancora (per sapere di cosa stiamo parlando, date un’occhiata al nostro glossario).

Il poliamore comporta una certa flessibilità relazionale e un set di abilità tra cui: buone doti comunicative, capacità di negoziazione dei propri limiti, padronanza delle proprie emozioni, in particolare la capacità di gestire la propria gelosia, una buona apertura mentale e una capacità di ascolto attiva e un elevato grado di assenza di giudizio.

Così come non c’è obbligo di esclusività sessuale o affettiva di nessun tipo, nelle relazioni poliamorose non vi è tra i partner l’obbligo di restare insieme per tutta la vita, dato che chi pratica questo stile di vita è convinto che le relazioni esistono in un continuum e sono in continua evoluzione. Come in qualsiasi altra relazione, la durata non dovrebbe mai essere considerato un indicatore della qualità della relazione stessa, a discapito di altri più importanti indicatori quali la soddisfazione, la felicità e il benessere delle persone coinvolte.

Ciò non significa che le relazioni poliamorose debbano per forza essere meno impegnate o durature di quelle monogame. Esistono infatti molte persone poliamorose che convivono per anni, e che costruiscono intere famiglie.

Su un articolo di Newsweek Magazine Online del luglio 2009 si stima che il numero di relazioni poliamorose esistenti negli Stati Uniti sia circa cinquecentomila.

Origini del termine

Poliamore è un neologismo derivato dal termine inglese polyamory, ed è una parola composta da poli (in greco “molti”) e amore (latino). Mescolare radici greche e latine in un’unica parola è da alcuni considerato errore – nonostante però esistano parole diffuse quali automobile, televisione e simili – e spesso all’interno della comunità si fanno battute quali “il poliamore è sbagliato!”  nel senso di linguisticamente errato.

Alcune persone preferiscono il termine poliamoria perché la trovano una traduzione più corretta dall’inglese, ma alla fine in Italia ha preso piede il suo “fratellino”, linguisticamente meno corretto ma più orecchiabile.

Il termine è stato coniato indipendentemente da più persone, tra cui Morning Glory Zell‑Ravenheart, che introdusse il concetto di «relazione poliamorosa» in un articolo del 1990 dal titolo a Bouquet of Lovers (“un bouquet di amanti”) su Green Egg Magazine, una rivista fondata dall’autrice insieme al marito Oberon Zell‑Ravenheart. I due, poliamorosi neopagani sposati dal 1974, sono legati da una relazione aperta tutt’ora in corso.

Più o meno nello stesso periodo, nel 1992, Jennifer Wesp creò il newsgroup alt.polyamory su Usenet. Questo newsgroup è tuttora considerato una delle fonti più importanti di informazioni per la comunità poliamorosa.

Termini simili erano già in uso dagli anni sessanta, e le relazioni poliamorose sono in un certo senso discendenti dall’amore libero e dalla rivoluzione sessuale di quegli anni.

Il concetto di poliamore è da far risalire principalmente all’opera di Charles Fourier, che nel suo testo dal titolo Il nuovo mondo amoroso parla nel dettaglio di rapporti che ricordano molto le relazioni poliamorose dei giorni nostri. L’ opera di Fourier è stata pubblicata proprio nei primi anni 60, ed ha grandemente influenzato il pensiero filosofico del tempo.

L’ entrata ufficiale del termine “polyamory” nella lingua inglese avviene con l’inclusionenell’Oxford English Dictionary del 2006, con il contributo degli stessi coniugi Zell‑Ravenheart e a due mesi di distanza dalla prima apparizione in un grande dizionario, il Merriam‑Webster’s Collegiate Dictionary. L’ Oxford lo definisce così:

(1) Il fatto di avere strette relazioni affettive con uno o più altri individui simultaneamente, inteso come un’alternativa alla monogamia, spec. rispetto a quanto attiene alla fedeltà sessuale; (2) l’usanza o la pratica di intrattenere relazioni sessuali multiple con la conoscenza e il consenso di tutti i partner coinvolti.

Nel concetto di poliamore coesistono due aspetti: la forma della relazione ed i valori che ne sono a fondamento.
Per questo si sceglie di dare una definizione chiara e precisa, ma che contiene in sé molte possibili interpretazioni. 

In base al grado di impegno e di coinvolgimento sentimentale, si avranno le differenziazioni a cui si è accennato sopra: per esempio relazioni aperte che ammettono il sesso casuale e ricreativo con altri partner, o relazioni polifedeli chiuse di due o più partner, o anche il single poliamoroso in quanto aperto all’eventualità di avere più di un partner.

Condivido di seguito alcune delle domande più frequenti sul poliamore, sempre dal sito poliamore.org:

Poliamore non è solo una definizione, né solo una definizione basta a presentare la materia ai più interessati. Quella che segue è una raccolta non esaustiva di chiarimenti ai dubbi che, sulla base dell’esperienza italiana e internazionale, più comunemente si incontrano, nella formula domande e risposte.

1 – “Poliamore” è un modo più accettabile per dire “tradimento”?

No: il tradimento implica l’inganno e la violazione di un accordo; il poliamore ricerca non la segretezza ma la trasparenza e l’apertura, la comunicazione, la tutela dei sentimenti e dell’integrità e la condivisione dell’amore.

Essere poliamorosi significa anche vivere in maniera aperta e sincera la possibilità di essere legati affettivamente e/o sessualmente a più persone, senza adottare aprioristicamente il modello monogamico di relazione esclusiva con un solo partner.

Sono moltissime le persone che, pur definendosi monogame, conducono di fatto relazioni clandestine all’insaputa del partner “primario”, o che intrattengono rapporti con più partner ognuno dei quali è all’oscuro dell’esistenza di altre relazioni: queste persone potrebbero definirsi poliamorose se scegliessero di vivere tutti i loro rapporti in maniera consapevole e con il consenso di ognuna delle persone coinvolte.

La maggior parte dei poliamorosi sceglie insieme ai propri partner di rispettare alcune limitazioni – riguardo a ciò che è lecito o non lecito fare – e in ogni caso comunica onestamente il proprio coinvolgimento nei riguardi di altre persone. Si tratta di porre al primo posto apertura, fiducia e rispetto. Quando si verifica un tradimento in una relazione poliamorosa – può accadere anche questo – esso implica le stesse violazioni della fiducia e degli accordi, e le stesse dolorose conseguenze, del tradimento in una relazione monogamica.

2 – Poliamore e poligamia non sono la stessa cosa?

Per poligamia si intende la pratica riconosciuta socialmente e statutariamente di contrarre matrimonio con più di un partner del sesso opposto. Due ulteriori distinzioni all’interno della poligamia sono quelle di poliginia (matrimonio di un uomo con più donne) e poliandria (matrimonio di una donna con più uomini).

Un legame poligamico può naturalmente rientrare sotto l’ampio ombrello del poliamore qualora esso ne rispetti i pochi principi base di consensualità, trasparenza e onestà tra tutte le persone coinvolte.

Tuttavia, le possibili configurazioni di un rapporto poliamoroso non si esauriscono nel solo legame poligamico, peraltro ammesso solo nell’ordinamento di alcuni Paesi, e non è pertanto corretto equiparare poliamore e poligamia.

3 – Lo scopo del poliamore è quello di fare sesso con molte persone?

No; il poliamore riguarda in primo luogo i sentimenti, la ricerca dell’intimità e dell’affettività con più persone, apertamente e nel rispetto di tutti. Il poliamore riguarda quindi il sesso nella misura in cui qualsiasi relazione intima coinvolge il sesso: per alcuni è un fattore fondamentale nelle relazioni, mentre per altri sono più importanti l’aspetto sentimentale o la connessione spirituale. Il termine “poliamore” esprime un orientamento relazionale in cui prevale comunque l’aspetto amoroso.

4 – Come faccio a sapere se sono poliamoroso?

Ognuno sceglie per sé se definirsi o meno poli. A rigore, non sono le persone ad essere poliamorose, ma piuttosto il loro comportamento (la condotta, lo stile di vita, l’orientamento relazionale). La parola “poliamoroso” è in fondo, come tutte le etichette, solo uno strumento. Quando si parla di poliamore, ciò di cui si parla in effetti è la ricerca di un modo di vivere le relazioni che sia consapevole, responsabile e rispettoso dei bisogni di ognuno.

Se non si può dire che ci siano persone poliamorose o monogame, si può però senz’altro dire che si sono relazioni poliamorose e relazioni monogamiche. La stessa persona, in momenti diversi della propria vita, può vivere felicemente relazioni monogamiche o relazioni poliamorose, a seconda di quali siano i bisogni e i desideri suoi e delle persone con le quali ha a che fare.

5 – L’orientamento al poliamore è innato?

Per alcuni sembra esserlo, per altri no. Alcune persone semplicemente vivono male la monogamia, sia che riescano a rispettare un impegno di esclusività, sia che finiscano per imbarcarsi in altri rapporti nonostante la sincera intenzione di rispettare un tale accordo. Per altri, il poliamore è una deliberata scelta filosofica: pur trovando soddisfacente uno stile di vita monogamico, queste persone approdano alla conclusione che l’apertura verso una concezione più ampia dell’amore renda la loro vita migliore.

6 – Qual è la differenza tra poliamore e scambismo?

Il poliamore privilegia l’aspetto amoroso delle relazioni, quello della connessione e della costruzione del rapporto. Lo scambio di partner è finalizzato piuttosto al sesso ricreativo e si svolge prevalentemente tra coppie che vanno alla ricerca di altre coppie con le quali praticarlo, attraverso locali o canali dedicati.

Ciò non toglie che alcune coppie di scambisti finiscano per formare tra loro relazioni a lungo termine, mentre persone poliamorose amano praticare sesso ricreativo occasionalmente: la cultura dello scambismo è tendenzialmente differente da quella poliamorosa (e ognuna coltiva stereotipi a proposito dell’altra!), ma sussiste una continuità tra le due, e molte persone si muovono felicemente tra l’una e l’altra.

7 – In una relazione poliamorosa tutti fanno sesso con tutti?

In alcuni casi è così, in molti altri no. Alcuni amanti formano triadi, altri tetradi, condividendo con tutti amore e intimità. Più spesso, gli anelli di congiunzione sono semplici amici o conoscenti. Alcuni poliamorosi preferiscono frequentare altre persone come coppia, triade o gruppo, e ricercano una compatibilità sessuale e sentimentale tra tutte le persone coinvolte. Altri preferiscono intrattenere con ognuno dei partner relazioni a due, anche se spesso i diversi partner si incontrano e diventano amici.

Il poliamore può assumere molte forme diverse, per esempio:

  • poliamore aperto (relazioni impegnate aperte o matrimonio aperto), in cui i partner coinvolti restano aperti alla possibilità di ulteriori amori e relazioni;
  • polifedeltà, in cui tre o più persone si impegnano in una relazione chiusa tra loro, che non include persone esterne;
  • poliamorosi single, che possono intrattenere più relazioni amorose in assenza di un impegno primario con una persona specifica, e che possono o meno essere in cerca di un rapporto a lungo termine.

8 – I poliamorosi portano i partner a casa del proprio compagno?

Alcuni lo fanno, altri no. Alcuni amano stare tutti insieme, altri preferiscono non godere contemporaneamente della compagnia del partner e dell’altro amante. C’è una sola regola di base: ognuno cerca di comunicare efficacemente, in modo da trovare una soluzione valida per tutti.

9 – Per essere poliamorosi bisogna essere bisessuali?

No, né bisogna essere bisessuali per intrattenere relazioni molto intime all’interno di un gruppo di amanti. Nella nostra cultura ossessionata dal sesso si dimentica facilmente che avere rapporti molto stretti ma di natura non sessuale con persone del proprio stesso genere è spesso stato considerato la normalità nel corso della storia.

Detto questo, un sondaggio condotto da Loving More su 1010 persone che si definiscono poliamorose ha rilevato che il 40% di queste si definisce bisessuale, mentre solo il 2% della popolazione americana di età compresa tra i 18 e i 44 anni si definisce tale.

10 – Come si fa a trovare il tempo per più di una relazione?

In effetti, questo può essere difficile. Figli, lavoro e responsabilità riescono a togliere tempo a una relazione, figuriamoci quando le relazioni sono due o più. Come molti poliamorosi amano ripetere, l’amore può essere infinito, ma il tempo no. La capacità di gestire bene il proprio tempo è molto importante nel poliamore: bisogna imparare a riconoscere i propri reali desideri in modo da assegnare delle priorità in termini di tempo da dedicare ai diversi impegni.

11 – I poliamorosi conducono una sessualità promiscua?

Se con ciò si intende avere molti partner sessuali allora sì, alcune persone poliamorose hanno molti partner, mentre altri nel corso della loro vita ne contano pochi. Questo non significa però che essere poliamorosi implichi una sessualità indiscriminata. La maggior parte dei poliamorosi seleziona accuratamente i propri partner sessuali. È infatti opinione diffusa che poliamorosi e scambisti pratichino sesso con chiunque, ma non è certamente questo il fulcro d’interesse del poliamore.

12 – Le persone poliamorose non sono gelose?

Certamente, molti poliamorosi conoscono la gelosia e devono fare i conti con le emozioni ad essa correlate. Tuttavia nel poliamore prevale la tendenza ad affrontare e gestire la gelosia, piuttosto che ad accettarla passivamente lasciandosene dominare. Si cerca quindi di parlarne, di esaminarne le cause e di trarne insegnamenti utili.

Alcuni hanno la fortuna di essere naturalmente poco gelosi; molti sono gelosi in alcune situazioni e non in altre, e in questi casi i poli tendono a considerare la manifestazione della gelosia come sintomo di un problema intrinseco alla situazione particolare.

Quella che chiamiamo genericamente gelosia è una varietà di emozioni forti e diverse tra loro, che nella nostra cultura per lo più si tende a evitare, pur essendo moltissime le situazioni nelle quali si può manifestare – sul lavoro, tra amici, in famiglia. È importante il modo in cui scegliamo di guardare alla gelosia e di reagire ad essa. Spesso la gelosia altro non è che la spia di insicurezze personali o del timore di subire una perdita, paure che possono essere affrontate e superate.

13 – Le persone poliamorose temono i rapporti impegnati?

In realtà essere poliamorosi richiede una grande dose di impegno per potere funzionare sul lungo periodo. Richiede impegno in termini di lealtà, di adozione di misure protettive nei rapporti sessuali, di elaborazione delle proprie insicurezze, di rispetto per sé stessi in un contesto culturale spesso ostile, di capacità di affrontare insieme a un partner emozioni molto intense.

La maggior parte delle persone nel mondo di oggi porta in sé un notevole carico emotivo, e le relazioni sono uno dei modi attraverso i quali possiamo cercare di elaborare le emozioni. Quando una persona sceglie di amare e di impegnarsi con più di una persona, sceglie anche con ciò affrontare le insicurezze proprie e del partner, di misurarsi con emozioni profonde, e di mantenere aperto il flusso comunicativo. In questo senso, quindi, il poliamore richiede una disponibilità ancora maggiore rispetto a un approccio monogamico alle relazioni e per questo motivo può risultare particolarmente oneroso da sostenere per chi tende a rifuggire le relazioni impegnative.

14 – Si può raggiungere un’intimità autentica nel poliamore?

Alcune persone si trovano a scoprire un’intimità maggiore nelle relazioni poliamorose, via via che esplorano emozioni profonde, gioie e sfide. Per molti il livello di onestà, di conoscenza di sé e di sensibilità nei riguardi dei desideri più profondi dei propri partner che si sperimentano nel poliamore conducono a un’intimità maggiore rispetto a quella che avevano conosciuto nei rapporti improntati alla monogamia.

Altri trovano invece che essere coinvolti con più di una persona li privi dello speciale legame di intimità che sperimentano nel rapporto esclusivo. Il poliamore può essere un modo di amare e di relazionarsi molto intimo, ma questo non significa che sia la scelta giusta per chiunque.

Ci sono molte altre bandiere che non ho affrontato, ma spero che spero che la descrizione di queste vi sia utile!

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A cura di Giulia Terrosi

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