Centri Antiviolenza – Un aiuto per le donne vittime di violenza

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Voglio partire con questa immagine. La più significativa.

Il numero 1522 è stato istituito dal Dipartimento delle Pari Opportunità affinché possa essere da sostegno per tutte quelle donne che subiscono abusi o violenze e hanno bisogno di aiuto.

Non abbiate paura a chiamarlo. Pensate a voi stesse. Alla vostra vita. Alla vita dei vostri figli o delle vostre figlie se ne avete.

Potrei continuare a scrivere altre migliaia di parole per cercare di convincervi a fare questo passo. Cercare di convincervi a denunciare chi vi maltratta, chi abusa di voi, chi vi picchia, chi vi ferisce, chi non vi dà via di scampo. Ma mi limiterò a dirvi che C’E’ UNA VIA DI SCAMPO. 

Ho pensato a lungo prima di scrivere questo articolo. Forse non trovavo le parole adatte. Forse non sapevo se questo articolo potesse essere d’aiuto a qualcun*. Si ha sempre un po’ paura perché mettere alla mercé di tutti il proprio passato, le proprie miserie, è destabilizzante.

Chi è fortunat* nella vita, non vede il dolore e lo spavento negli occhi di una madre che viene maltrattata o picchiata. Non conosce la paura quando i genitori litigano e urlano.

E’ solo una litigata.

Tutto finirà.

I mobili non verranno distrutti.

Non ci sarà sangue da ripulire.

Non ci sarà da correre in ospedale o alla prima guardia medica.

Non sarà una notte insonne.

I genitori si vogliono bene e nessuno farà del male all’altr*. 

Poi c’è chi invece questo terrore lo conosce. E lo conosce bene. E a distanza di anni, se lo ricorda. Rientra nella mente come un brutto sogno. Con il tempo i ricordi si affievoliscono, fa tutto meno male. Ma lo sguardo della madre che prende le botte, no. Quello non si scorda. E allora capisci che qualcosa è da cambiare. E che si può cambiare. Nella propria vita e nella vita delle altre persone.

E quindi cosa sono due ore della tua vita passate a fare ricerche sui siti internet per poter cercare, quanto meno, di aiutare qualcuno?

Fra pochi giorni sarà la festa della mamma. La mia mamma. Colei che mi ha aiutata a crescere nonostante le difficoltà. Colei che mi è stata accanto e ha fatto sacrifici. Colei che mi ha fatto studiare per diventare quella che sono. Colei che ha asciugato le mie lacrime trattenendosi dal pianto. Colei che “dai Vale, siamo una squadra, non ti arrendere, siamo forti, andrà tutto bene!”. Piangendo. Colei che “tu lei non la tocchi” e il pugno in pieno viso lo ha preso lei, al posto mio. Colei che “tuo padre ti vuole comunque bene, la decisione sta solo a te”. E io che mio padre l’ho perdonato, nonostante i suoi errori, parlandoci, cercando le sue scuse, vere, sincere, e ritornando a vivere un passo alla volta.

Queste parole sono per mia madre,

il mio orgoglio.

Ho tenuto nascosta questa cosa per tanto tempo. Mi vergognavo delle mie miserie, mi vergognavo del mio passato, di cosa era successo, di tutte quelle cose brutte che non riuscivo a raccontare. Ma se non tenerla per me può aiutare altre persone a capire che SI PUO’ CAMBIARE LE COSE, allora va bene, mi spoglio del mio passato, senza vittimizzarmi, senza vittimizzare mia madre. E’ stato quello che è stato. E’ successo quello che è successo, ma le cose sono cambiate.

E se non riesce a farlo vostra madre, fatelo voi figli e figlie. Cercate aiuto. Non chiudetevi nel vostro guscio. Parlate, denunciate, urlate.

Non vergognatevi! MAI! 

E allora, come possono cambiare le cose? Possono cambiare solo chiedendo aiuto. Ogni caso è a sè, ogni violenza anche. Siamo tutt* esseri umani, non abbiamo super poteri, quindi non possiamo fare tutto da sol*.

Dal sito D.i.R.e si possono raccogliere tutte le informazioni necessarie. Vi consiglio vivamente di consultare questo sito affinché possiate trovare tutte le informazioni necessarie.

In caso di pericolo immediato o di violenza subita è importante rivolgersi sempre alle Forze dell’Ordine, al Pronto Intervento o a un Centro Antiviolenza e se vuoi donne non riuscite a farlo, chiedete che qualcuno lo faccia per voi. Se i vostri figli e le vostre figlie sono piccol* e quindi non autonomi cercate di tenerli con voi e aspettate l’arrivo delle Forze dell’Ordine.

 

Non abbiate paura di cambiare vita.

Cambiamento non vuol dire peggiorare la situazione.

I numeri utili da chiamare in caso di violenza sono:

Carabinieri – 112

Polizia di stato – 113

Ambulanza – 118

Centro antiviolenza – 1522

Sappiate che il 1522, come tutti gli altri numeri, sono attivi 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno e sono gratuiti. Il 1522 ha operatori e operatrici che parlano anche le lingue straniere tra cui l’inglese, il francese, lo spagnolo e l’arabo. Ha una funzione di primo ascolto e primo orientamento per la violenza di genere e stalking. Vi potrà fornire informazioni utili su come muovervi e cosa fare sul territorio nazionale italiano.

Una cosa importante è che non importa denunciare per forza nella città o nel paese in cui vivete. A volte capita che le donne non vogliano denunciare per vergogna, e per paura di ripercussioni. Se abitate in Sicilia, potete denunciare anche ad Aosta. La validità è per tutto il territorio nazionale.

Sappiate che si può denunciare fino a 3 mesi dopo l’accaduto. Avete tempo per pensarci, l’importante è che siate abbastanza astute da tenervi le prove. Se venite picchiate o ci sono degli abusi sessuali, è necessario andare al pronto soccorso e avere il referto medico.

In questo LINK troverete tutte le azioni legali che potete utilizzare in caso di violenza o stalking.

Se non avete reddito, se non potete affrontare le spese legali o mantenervi, non abbiate paura. I centri antiviolenza servono anche a questo. Rivolgetevi a loro, avrete tutte le consulenze che vi servono e loro vi spiegheranno come fare. Lo stato italiano, prevede il gratuito patrocinio per le spese legali. Basterà fare domanda.

Sempre sul sito D.i.R.e. c’è un test che riporto integralmente. Vi servirà a capire se la vostra relazione non è sana e quindi siete a rischio violenza. Se risponderete SI’ alla maggior parte delle domande, chiamate il 1522:

Ripensa alla tua attuale o passata relazione amorosa e rispondi alle domande qui sotto.

Vuole sempre sapere cosa stai facendo, dove ti trovi e con chi stai?

Controlla il tuo telefono o accede al tuo account di facebook, twitter?

Ti impedisce di lavorare e/o studiare, o di coltivare qualche hobby?

Controlla se e come spendi i tuoi soldi, o pretende di gestirli?

Ti insulta, critica sempre i tuoi comportamenti o scredita tutto ciò che fai?

E’ violento fisicamente? Ti ha mai colpito, preso a schiaffi, calci e/o pugni?

Ti impedisce di mantenere i rapporti con i tuoi amici, amiche, colleghi/e di lavoro e/o familiari?

Minaccia di fare del male a te e/o alle persone a te care?

Se siete a conoscenza di una violenza o di un abuso subito da una vostra amica o una vostra parente, cercate di starle vicina. Ma soprattutto NON GIUDICATELA, qualsiasi sia la sua decisione. Cercate di farla parlare e ma soprattutto ASCOLTATELA. NON imponete i vostri consigli. Basta un “ti capisco”, e “sii forte”. Il coraggio di denunciare e di cambiare vita viene da dentro, non si può imporre.

Non mi stancherò mai di ripeterlo, non mi stancherò mai di dirlo:

L’amore non è possesso. 

Ne ha parlato la mia collega nell’articolo al link riportato sopra.

Non abbiate paura. FATELO PER VOI E PER CHI VI VUOLE DAVVERO BENE.

Vi lascio il link con tutti i CENTRI ANTIVIOLENZA d’Italia e d’Europa.

Se volete saperne di più vi consiglio di leggere altri due articoli importanti:

Ripercussioni psicologiche della violenza domestica sulle donne e

I tipi di violenza contro le donne

Un abbraccio sincero.

Valentina R.

 

Fonti:

D.i.R.e.

Ministero della giustizia

 

 

 

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