INCEL – Il Terrorismo Misogino

INCEL sta per involuntary celibacy, ovvero celibato involontario. E’ un fenomeno online che si è sviluppato negli ultimi anni che ha portato a dei veri e propri atti di terrorismo in tutto il mondo.

Prima di ulteriori spiegazioni vi lascio alla visione di questo video:

Ecco la storia.

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6 modi nei quali insegniamo (involontariamente) ai nostri figli e alle nostre figlie la cultura dello stupro

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Nessun genitore (che io abbia mai conosciuto) si sognerebbe mai di insegnare ai loro figli o alle loro figlie che lo stupro sia ok. Ma ogni giorno, in molti modi differenti, anche i genitori meglio intenzionati contribuiscono alla cultura dello stupro, e i nostri figli e le nostre figlie la subiscono.

Come madri e padri, probabilmente non parliamo direttamente di stupro ai bambini e alle bambine, almeno fino a quando non sono più grandi. Ma inviamo loro continuamente messaggi riguardanti il sesso e il consenso. Per questo motivo, dobbiamo essere sicur* di non insegnare loro qualcosa di molto pericoloso, anche se accidentalmente.

Ecco di seguito sei (molto comuni) modi in cui si sbaglia e come possiamo fare di meglio.

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Centri Antiviolenza – Un aiuto per le donne vittime di violenza

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Voglio partire con questa immagine. La più significativa.

Il numero 1522 è stato istituito dal Dipartimento delle Pari Opportunità affinché possa essere da sostegno per tutte quelle donne che subiscono abusi o violenze e hanno bisogno di aiuto.

Non abbiate paura a chiamarlo. Pensate a voi stesse. Alla vostra vita. Alla vita dei vostri figli o delle vostre figlie se ne avete.

Potrei continuare a scrivere altre migliaia di parole per cercare di convincervi a fare questo passo. Cercare di convincervi a denunciare chi vi maltratta, chi abusa di voi, chi vi picchia, chi vi ferisce, chi non vi dà via di scampo. Ma mi limiterò a dirvi che C’E’ UNA VIA DI SCAMPO. 

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L’importanza della difesa personale – intervista all’istruttrice di Krav Maga Giulia Lippi

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Ultimamente se ne sente parlare spesso, molte palestre organizzano corsi, molti locali e associazioni programmano giornate dedicate alla difesa personale.

Per questo abbiamo  voluto intervistare una cintura nera di Karate ed istruttrice di Krav Maga (difesa a contatto), Giulia Lippi, per chiederle come la pensa a riguardo, cosa è importante sapere e perché è davvero così importante sapersi difendere.

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Il ruolo della donna nel Regno dell’Arabia Saudita. Ecco cosa non possono fare.

Vivere in Arabia Saudita non è semplice. Purtroppo è risaputo. Essere donne in Arabia Saudita, tanto meno.

La forma  di governo prevista nel Regno dell’Arabia Saudita è la monarchia assoluta ed è uno dei pochi paesi al mondo a non avere un parlamento. Le leggi emanate dal governo si basano sulla religione islamica seguendo i principi della Sharīʿa,  e della Sunna. La Sharīʿa è applicata da tribunali coranici. Ciò implica l’esistenza della polizia religiosa che obbliga i sudditi a vivere secondo le leggi islamiche e impone loro un comportamento decoroso nei confronti dell’Islam. Decoroso per me è una parola forte. In un paese occidentale come il nostro, il significato di questa parola non è lo stesso per loro.

La pressione della religione islamica e l’insieme dei dogmi da seguire lasciano poco spazio ai diritti civili in generale e quelli delle donne valgono esattamente la metà di quelli dell’ uomo; la forte struttura patriarcale del paese ha imposto delle regole molto rigide che non lasciano libertà di espressione e di vita a chi nasce donna in questo paese.

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Canzoni Pericolose

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Sappiamo quanto la giustificazione della violenza faccia parte della nostra cultura e quindi mi sono chiesta più volte se anche nelle canzoni italiane che ormai canticchiamo senza nemmeno pensarci, ci fossero incluse frasi che alludessero a questo meccanismo.

Ne ho trovate alcune, molte di queste sono diventate dei grandi classici e sicuramente vanno contestualizzate nel periodo storico in cui sono state scritte, anche per questo ho inserito la data e gli autori/autrici.

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Cavalleria/galanteria.. Da dove derivano queste parole?

“Eh… non ci sono più gli uomini di una volta…”

La mia reazione: “Ma menomale!!”

Tutte le volte che sento dire questa frase mi sale un brivido lungo la schiena. E la sento dire sia da donne che da uomini nei momenti in cui un uomo non apre la porta della macchina o non offre la cena ad una donna. E quando faccio notare che queste azioni hanno un origine di sottomissione del sesso femminile mi rispondono “si ma la galanteria è educazione!”.

Ehm, no.

Vediamo il perché affrontando come sempre l’origine etimologica e storica delle parole.

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Ragionando sul significato di “Matrimonio”

Ricordo ancora quando tempo fa mi sono messa a riflettere su quanto fosse ingiusto che i miei amici e le mie amiche omosessuali non potessero dire “abbiamo fissato il matrimonio” ma “abbiamo fissato l’unione civile” (anche se poi possono dire quel che ritengono più giusto).

Mi sono sposata col matrimonio civile e negli inviti abbiamo scritto “vi invitiamo al nostro matrimonio”. Mi auguro che, nessuna persona vicina leggendo l’invito ad un’unione civile con scritto “nostro matrimonio” direbbe qualcosa alla coppia. Allo stesso tempo ci saranno coppie omosessuali che rivendicheranno la loro “unione civile” e saranno orgogliose di scrivere quello nei loro inviti. Però questo mi ha fatto riflettere sull’ennesima ingiustizia che rende le coppie omosessuali meno riconosciute a livello sociale e giuridico rispetto a quelle eterosessuali.

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