Le Ragazze di Kabul di Roberta Gately

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Avete presente quando leggete un libro e una volta finito avete un intreccio di emozioni che non riuscite a descrivere? Che avete bisogno di giorni per capire cosa davvero vi ha lasciato? Per me questi sono i libri più belli. Quelli che trasmettono gioia, dolore, amore, compassione, senso di amicizia, di libertà, di lealtà, di giustizia. Sono quei libri che ti insegnano il senso del dovere, della fatica e del rispetto.

Ci ho pensato molto prima di presentarvelo, sicuramente molt* di voi lo avranno già letto. Ma questo libro non può passare inosservato. Merita davvero una recensione a 5 stelle, ed è doveroso ragionarci un pò su.

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L’8 MARZO, E’ DAVVERO UNA FESTA?

8 marzo

Ormai lo sanno anche i muri, la “festa della donna” è un operazione commerciale per far vendere mimose (che poi, vi siete mai chieste/i perché proprio le mimose?), fare regali, far sentire le donne come delle “regine” (come se essere “regine” fosse qualcosa da bramare). 

Con questo, non vogliamo criticare nessuna scelta, o fare dei moralismi inutili. Semplicemente ci teniamo a spiegare, per quanto possibile, il significato di questa famosa giornata che crea sempre tantissime polemiche.

Partiamo dalle basi. Il famoso incendio in cui morirono le operaie nella fabbrica di New York è una BUFALA.

La FALSITÀ’ di questo mito deve essere chiara, anche perché, a nostro modesto parere, in ogni caso non ci sarebbe nulla da festeggiare.

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Cosa significa avere le mestruazioni in Africa?

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In Africa, nelle baraccopoli, avere il ciclo è una vergogna. Ci sembra assurdo per noi, abituate ad avere nella borsa un assorbente in bella vista, a vedere le pubblicità in TV che ci propinano tipi di assorbenti per ogni evenienza. Ve la ricordate la famosa pubblicità della ragazza che fa la ruota perché si sente a proprio agio?

Noi qui abbiamo il lusso di combattere (giustamente) per non far tassare gli assorbenti.

Ma cosa vuol dire essere donna in un piccolo paese africano dove avere il ciclo mestruale è una vergogna?

Dove la donna si deve nascondere per non far sapere al resto della Tribù che è in quel famoso periodo del mese? Perchè comunque queste donne non possono permettersi di comprare degli assorbenti!

E allora queste donne si chiudono in casa. Le piccole donne non vanno a scuola perchè non hanno gli assorbenti e non possono far sapere che hanno il ciclo.

Fortunatamente Sophia Grinvalds, una donna americana ha trovato una soluzione, istituendo un’azienda dal nome  Afripads  che produce assorbenti riutilizzabili destinati alle donne in condizioni economiche svantaggiate.

Valentina R.

Blog delle donne

“cosa significa avere le mestruazioni in Africa?” avevo affidato a Google la risposta a questa domanda approssimativa, stupida forse, sicuramente non convenzionale ma che aveva generato in me una sorta di morbosa curiosità dopo aver analizzato poche ore prima alcune fantasiose ipotesi sull’argomento con un’amica. Ciò che la mia ricerca ha prodotto ha spalancato le porte di un mondo che non conoscevo affatto o che peggio facevo finta di non conoscere.

In molte zone povere dell’Africa parlare del ciclo mestruale non è solo un pericolosissimo Tabù, ma anche il motivo per il quale moltissime ragazze in età scolare abbandonano gli studi fin da giovanissime. Nelle baraccopoli Africane, l’assorbente è un lusso. Si, proprio quello che ci propinano in tutte le salse: alato, profumato, doppio, per la notte, per il giorno per il lavoro, piccolo, medio, grande, grandissimo, interno, esterno; in Africa è accessibile solo al 39% delle ragazze. La…

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