Canzoni Pericolose

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Sappiamo quanto la giustificazione della violenza faccia parte della nostra cultura e quindi mi sono chiesta più volte se anche nelle canzoni italiane che ormai canticchiamo senza nemmeno pensarci, ci fossero incluse frasi che alludessero a questo meccanismo.

Ne ho trovate alcune, molte di queste sono diventate dei grandi classici e sicuramente vanno contestualizzate nel periodo storico in cui sono state scritte, anche per questo ho inserito la data e gli autori/autrici.

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Calendario Intersezionale di Bossy

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Da oggi esce sul sito bossy.it/shop il nuovo e stupendo calendario intersezionale di Bossy, che sarà diverso da tutti i calendari che abbiate mai visto.

Siete curios*?! 😀

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Si tratta di un calendario incentrato sui temi del femminismo intersezionale ed è composto da 12 illustrazioni di 12 artist*, italian* e stranier*, che hanno contribuito a rappresentare, per ogni mese, un tema specifico, ovvero:

  • omocausto;
  • salute della vagina;
  • comunità transgender;
  • gender pay gap;
  • bullismo;
  • gay pride;
  • femminismo intersezionale;
  • body positivity;
  • machismo;
  • slut shaming;
  • violenza contro le donne;
  • prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

 

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L’innovazione è che non saranno presenti solo le ricorrenze che troverete in ogni calendario, ma anche tutte le date più significative per il femminismo e la comunità LGBTQIA.

Come ben sapete, questi sono esattamente i temi che trattiamo anche noi nella nostra pagina ed è per questo che siamo onorate di essere state scelte come media partner di questo progetto, insieme ad altre realtà come Allah Loves Equality, Doppio Standard, Progetto GenderQueer, Parte del Discorso, St*r Fish, Women’s March che, come noi fanno del cambiamento un elemento quotidiano.

Sabato 23 sera siamo state alla presentazione del calendario e abbiamo potuto conoscere persone splendide che si impegnano ogni giorno a condividere l’importanza della condivisione dei principi del femminismo inclusivo.

Una parola la vogliamo dedicare anche a Francesca e Chiara di Cibo Supersonico che ci hanno nutrito l’anima con i loro manicaretti vegani e le loro parole.

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Siamo convinte che l’unione faccia la forza e non ci stancheremo mai di promuovere e diffondere questi temi affinché il cambiamento avvenga realmente!

Avanti così !

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Le cose Cambiano”, Monica Romano

Giulia & Valentina

 

Cavalleria/galanteria.. Da dove derivano queste parole?

“Eh… non ci sono più gli uomini di una volta…”

La mia reazione: “Ma menomale!!”

Tutte le volte che sento dire questa frase mi sale un brivido lungo la schiena. E la sento dire sia da donne che da uomini nei momenti in cui un uomo non apre la porta della macchina o non offre la cena ad una donna. E quando faccio notare che queste azioni hanno un origine di sottomissione del sesso femminile mi rispondono “si ma la galanteria è educazione!”.

Ehm, no.

Vediamo il perché affrontando come sempre l’origine etimologica e storica delle parole.

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Ragionando sul significato di “Matrimonio”

Ricordo ancora quando tempo fa mi sono messa a riflettere su quanto fosse ingiusto che i miei amici e le mie amiche omosessuali non potessero dire “abbiamo fissato il matrimonio” ma “abbiamo fissato l’unione civile” (anche se poi possono dire quel che ritengono più giusto).

Mi sono sposata col matrimonio civile e negli inviti abbiamo scritto “vi invitiamo al nostro matrimonio”. Mi auguro che, nessuna persona vicina leggendo l’invito ad un’unione civile con scritto “nostro matrimonio” direbbe qualcosa alla coppia. Allo stesso tempo ci saranno coppie omosessuali che rivendicheranno la loro “unione civile” e saranno orgogliose di scrivere quello nei loro inviti. Però questo mi ha fatto riflettere sull’ennesima ingiustizia che rende le coppie omosessuali meno riconosciute a livello sociale e giuridico rispetto a quelle eterosessuali.

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I meravigliosi disegni di Carol Rossetti

Carol Rossetti è una disegnatrice e illustratrice brasiliana che ha iniziato il progetto “Mulheres” (Women) per rappresentare dei chiari e semplici esempi di abbattimento di stereotipi quotidiani.

Lei stessa, sul sito, dice:

Quando volevo trovare un tema, ho optato per l’intersezionalità perché è qualcosa che riconosco come un problema personale.

Mi hanno sempre disturbato i costanti tentativi sociali di controllare i corpi delle donne, i comportamenti e le identità. Questo controllo fa così profondamente parte della nostra cultura che quasi non comprendiamo quanto sia crudele e quanto limita le nostre scelte personali.

Tuttavia, non credo che sia sufficiente discutere esclusivamente le questioni che colpiscono specificatamente le donne. Dobbiamo anche parlare di razzismo, omofobia, transfobia, classicismo, xenofobia e discriminazione delle disabilità.

La lotta per l’uguaglianza e il rispetto è molto ampia e dovrebbe essere inclusiva.

Non tutte le situazioni che disegno sono vissute esclusivamente da donne. Molte di loro possono essere vissute da qualunque essere umano e invito tutti gli uomini a identificarcisi. Questo non è un progetto esclusivo per le donne e non riguarda contemporaneamente tutte le donne.

La decisione di attirare solo le donne è stata in parte motivata da un’identificazione personale. Ma d’altra parte, mi sembra interessante suscitare negli uomini la possibilità di identificarsi con i personaggi femminili.

Ricordo che quando ero più giovane era comune che i film / libri / animazioni interpretati da personaggi femminili venivano considerati “per ragazze”, mentre le storie con personaggi maschili erano “per tutti/e”.

Il fatto che le mie protagoniste siano donne non fa che questo sia un progetto solo “per le ragazze”.

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