INCEL – Il Terrorismo Misogino

INCEL sta per involuntary celibacy, ovvero celibato involontario. E’ un fenomeno online che si è sviluppato negli ultimi anni che ha portato a dei veri e propri atti di terrorismo in tutto il mondo.

Prima di ulteriori spiegazioni vi lascio alla visione di questo video:

Ecco la storia.

Il ragazzo che vedete nel video si chiamava Elliot Rodger, forse qualcun* di voi riconoscerà il cognome, era il figlio dell’aiuto regista di  The Hunger Games, Peter Rodger. [Fonte]

Elliot era un ragazzo solitario, affetto da problemi psichiatrici, che sognava un mondo senza sesso con punizioni per chi lo facesse, e voleva che le donne venissero internate nel lager facendole poi morire di fame. Un misogino insomma.

Elliot prima di uccidere sei persone e poi perdere la vita registra questo video (che si vede in parte) e scrive un manifesto di oltre 140 pagine. Un manifesto pieno di rabbia e di rancore in cui racconta i dispiaceri della sua vita. Per conoscenza lo potete trovare qui [in lingua inglese].

Dal suo video e dal suo manifesto si crea una rete web agghiacciante. Emulatori, fan, ragazzi che si sentono come lui, creano una vera e propria inquisizione. Forum, siti web dedicati. Persone che odiano persone.  E quindi:

  • Uomini che odiano le donne perché li respingono;
  • Uomini che odiano le donne che si fanno soggiogare dagli uomini;
  • Uomini che odiano le donne che si ribellano al patriarcato (le femministe);
  • Uomini che odiano gli uomini che sono più in forma o più belli di loro;
  • Uomini che odiano gli uomini che non si approfittano delle donne;
  • Uomini che odiano gli uomini che vanno con donne rese oggetti dagli uomini di cui sopra;

Questi uomini vogliono cambiare la società che per loro è ingiusta. Parlano di “beta rivoluzione” o “ribellione degli incel”. C’è da specificare che non tutti gli incel vogliono usare la violenza, alcuni desiderano solo che cambi tutto, ma non mancano di usare toni offensivi, misogini, o razzisti nei confronti delle altre persone. La rabbia fa da padrona.

Viene creato un vero e proprio gergo necessario anche per capire a fondo il video che ho postato:

Pillola blu (Blue Pill) : un chiaro riferimento alla pillola blu di Matrix. Non so quanti di voi hanno visto questo film. L’ideologia Incel si basa sull’esplicito vantaggio della libertà sessuale nel mondo per le donne. Nel senso che l’uomo è in realtà uno zerbino sfruttato e illuso perchè convinti che le donne, essendo avvantaggiate sessualmente, possono ottenere tutto. Inoltre, per mancanza di nozioni base, sono convinti che il femminismo sia una lotta agli uomini e che le femministe vogliano la supremazia delle donne. E adesso immagino che molt* lettori/lettrici si staranno mettendo una mano sulla faccia nella disperazione e scoraggiamento più totale. Sì, purtroppo siamo ancora a questi livelli, e ne approfitto per lasciarvi un nostro articolo sul Femminismo e la sua importanza . Per il loro punto di vista, riferendosi a Matrix, l’unica salvezza è la pillola rossa. Ovvero la distruzione delle donne.

Chad: classico stereotipo del maschio Alpha. “L’uomo che non deve chiedere mai”. I chad, per gli Incel, sono gli uomini a cui la vita ha sempre sorriso. Fisico atletico, senza problemi relazionali, ma che anzi, approfittando della loro bellezza approfittano anche delle donne usandole come oggetti.

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Normie: classico uomo di media bellezza che vive la sua vita senza approfittarsene delle donne. Sposati con donne che prima però sono state con dei Chad e che quindi sono considerate degli scarti (queste donne sono chiamate roastie).

Le donne, definite femoids Fho (female humanoid organism) che la sola citazione rende bene quanta poca importanza danno alla vita di una donna, si suddividono in due categorie:

Le Stacy: chiaro riferimento alle bambole, sono le ragazze bellissime, per lo più bionde, con fisico mozzafiato, ed eccitanti. Sono quelle donne che si lasciano dominare dai Chad (come se la donna non avesse capacità intellettiva…).

Le Becky: ragazze un po’ più bruttine, acide, dispotiche e femministe (altri stereotipi sulla donna, in questo caso femminista…).

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Vorrei soffermarmi ora, per un secondo su quanto siano dannosi gli stereotipi. Ne abbiamo parlato spesso e qui davanti a noi ne abbiamo l’esempio. Gli stereotipi, generati dall’ignoranza, inducono all’odio in quanto portano a pregiudizi che portano a discriminazioni che giustificano la violenza. Praticamente tutto il nostro lavoro si basa sull’abbattimento degli stereotipi, quindi vi invito a farvi un giro sul nostro blog. Ne troverete per ogni argomento!

Agghiaccianti i dati riportati dall’articolo linkiesta, secondo il quale anche in Italia questo fenomeno è sviluppatissimo con la presenza di forum dedicati che per non dare ulteriore visibilità e fama preferisco non citare.

La rabbia nei confronti del proprio corpo non perfetto li porta a soffrire pene inaudite per avere una mascella più “dura” o polsi più grandi. Nei forum si inneggia alla violenza, alla guerra, all’azione per non passare da “cretini” visto che i fratelli americani hanno già agito.

Uno spunto di riflessione importante nell’articolo di linkiesta è che l’unica possibilità di salvezza per il popolo misogino che lavora nei sobborghi del web è il mantenimento del patriarcato. La mancanza di possibilità di scelta da parte delle donne del loro futuro marito cancellerebbe il problema per questi ragazzi. Un ritorno al medioevo che quasi mi fa mancare il fiato. Spazzare via il femminismo e la storia fino ad oggi per permettere a questi uomini di avere rapporti sessuali.

Sono contrastanti le teorie degli incel, arrabbiati con i chad perchè strumentalizzano il corpo delle donne ma che allo stesso tempo sono pronti a violentarle pur di perdere la loro verginità. Sono loro per primi a vedere la donna come un oggetto, a considerare le donne solo rifiuti organici.

Per farvi capire la gravità della situazione riporto integralmente una parte dell’articolo da me citato in cui vengono elencate alcune frasi scritte sul web dagli Incel:

In tutta questa burlonaggine, ecco comparire le derive incestuose (“Mia mamma, quella troia idiota, si rifiuta di fare sesso con me sapendo che facendolo allevierebbe il mio dolore”) , necrofile (“Il sesso è una risorsa femminile, ma gli organi sono una risorsa umana. Veniamo da un sistema che scambia risorse per il bene comune”. “La fica di una donna può essere usata fino a due giorni dopo la sua morte. Solo così le risorse non andranno sprecate”. “Donate la vostra vagina. Niente andrà sprecato, e la sofferenza degli Incel diminuirà”), pedofile (“L’età del consenso deve essere abbassata almeno ai 9 anni”). 

Sicuramente molt* di voi ricorderanno l’attentato a Toronto del 23 aprile scorso, in cui  Alek Minassian, di origine armena, ha ucciso 10 persone (8 donne e 2 uomini) e ne ha ferite 15 con il suo furgone. Ho specificato la sua origine perchè quando sentii la notizia alla radio pensai immediatamente al genocidio armeno e alla sua ricorrenza celebrata il 24 aprile. Pensavo fosse una ribellione di uno psicopatico per ciò che aveva subito il suo popolo. Che ingenua!

Alek Minassian, INCEL dichiarato, prima dell’attentato terroristico ha pubblicato testuali parole sul suo profilo facebook:

“La Ribellione degli incel è già iniziata: distruggeremo tutti i Chads e le Stacys! Tutti saluteranno il Supremo Signore Elliot Rodger”

Anche in questo caso, come nel caso di Elliot, dal New York time, riportato poi sul sito il post, Alek viene descritto come un ragazzo solitario, timoroso dei rapporti interpersonali, che addirittura scappava se una ragazza voleva interagire con lui anche solo per amicizia. E’ stato condannato per 16 capi d’accusa ma ancora non si conosce la condanna effettiva.

Concludo segnalandovi un gruppo facebook a difesa delle donne che hanno subito violenze e abusi da parte di incel. E’ un gruppo americano purtroppo, ma spero che possa essere di aiuto a qualcuna: https://www.facebook.com/groups/1359752624071785/

A cura di Valentina R.

Fonti:

Play Ground Italia

Wired

Wikipedia

Linkiesta

TPI

Il Post

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“Parole, Parole, Parole” con Michela Murgia, Haidi Giuliani e Cecilia Strada – 01.07.2016

 

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Venerdì 1 luglio, a Genova in occasione dell’Incontro Nazionale di Emergency, c’è stato l’evento “Parole parole parole”, un incontro pubblico su pace e diritti con molte/i ospiti.

Trascrivo la spiegazione delle parole scelte da 3 donne, perché fanno riflettere ed è un bene di questi tempi, riflettere parlando di umanità.

Alla fine del pezzo trovate il video completo della serata.

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Dovremmo essere tutt* femminist* – Chimamanda Ngozi Adichie – TEDx Talks

Mio fratello Chuck e il mio migliore amico Ike fanno parte del team organizzativo, quindi quando mi hanno chiesto di venire, non potevo dirgli di no. Ma sono davvero felice di essere qui. Che bellissima squadra di persone che si interessa all’Africa. Mi sento così umile e così felice di essere qui.

Mi è stato anche detto che la più bella e fantastica bimba del mondo è nel pubblico. Si chiama Kamzia Adichie e vorrei che si alzasse in piedi… E’ mia nipote!

Mi piacerebbe iniziare raccontandovi di uno dei miei più grandi amici, Okuloma, che viveva nella mia via e badava a me come un fratello maggiore. Se mi fosse un piaciuto un ragazzo, avrei chiesto l’opinione di Okuloma. Morì nel famoso incidente aereo in Nigeria del dicembre del 2005, quasi esattamente 5 anni fa. Okuloma era una persona con cui potevo discutere, ridere e parlare sinceramente. E’ stata la prima persona a chiamarmi femminista. Avevo circa 14 anni, eravamo a casa sua, stavamo discutendo animatamente con la poca conoscenza che avevamo dai libri che avevamo letto. Non ricordo su cosa stessimo discutendo, ma ricordo che mentre parlavo e parlavo, lui mi guardò e disse: “lo sai che sei una femminista.” E non era un complimento. Lo potevo percepire dal suo tono, lo stesso tono che useresti dicendo qualcosa come “sei una sostenitrice del terrorismo”. Non sapevo esattamente cosa questa parola “femminista” significasse e non volevo dire ad Okuloma che non lo sapevo, quindi ho sorvolato e ho continuato a discutere. La prima cosa che mi ero prefissata di fare non appena fossi tornata a casa era quella di cercare la parola “femminista” sul dizionario.

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NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE

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NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE TRAILER UFFICIALE

Alice vive a Roma. Una bella casa, un marito, un figlio di 9 anni, una vita più che agiata che le permette di avere la servitù in casa. Una servitù composta da extracomunitari che lei non si fa problemi a denigrare ogni giorno.
Un giorno il marito di Alice muore. Il marito le lascia tanti, troppi debiti, e Alice rischia di perdere tutto, finire in carcere e perdere l’affidamento del figlio. Non le resta che cercare aiuto.

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LA VIOLENZA NON SI GIUSTIFICA

L’errore più comune, quando viene commesso un omicidio o un atto di violenza è quella di trovare la giustificazione per la persona che lo ha commesso; nei giornali, alla televisione, su internet, quando viene commesso un atto violento ne seguono sempre questo tipo di frasi:
  • uccis* per gelosia
  • uccis* perché era stat* tradit*
  • uccis* perché l’assassin* era sotto effetto di stupefacenti
  • uccis* perché si è ribellat*
  • violentata perché vestita con abiti succinti
  • violentat* perché se l’è cercata
Questi sono solo alcuni degli esempi che ogni giorno leggiamo e che vogliono giustificare e quindi attenuare la responsabilità dell’aggressore.
Un caso particolare degli ultimi giorni è quello del ragazzo di Pozzuoli, Paolo Pietropaolo, che ha dato fuoco alla sua compagna incinta.

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L’evoluzione della Barbie

 

Barbie ha deciso di evolversi, e ne siamo davvero felici. Finalmente lo stereotipo della donna bella e perfetta perché alta, magra, bionda e con gli occhi azzurri è stato abolito dalla stessa azienda che ha contribuito a diffonderlo! Yuppy!!!!

Ma ovviamente non sarei qui a scrivere se non ci fosse un “MA”…

Guardate il video, cosa notate? La parola BAMBINA, quindi al femminile viene ripetuta tantissime volte, ma non si fa riferimento al sesso maschile. E’ dato quindi per scontato che solo le “femminucce” giochino alle barbie e solo le bambine possono immedesimarsi nelle bambole.

Nei commenti della produzione infatti si parla solo e soltanto di bambine: così le bambine saranno felici, così le bambine potranno giocarci, così le bambine si sentiranno rappresentate… BAMBINE… “

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