Una riflessione sul video #DearDaddy

Tempo fa uscì questo video che riscosse subito molto successo.

Mi permetto di esprimere la mia opinione al riguardo.

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“Parole, Parole, Parole” con Michela Murgia, Haidi Giuliani e Cecilia Strada – 01.07.2016

 

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Venerdì 1 luglio, a Genova in occasione dell’Incontro Nazionale di Emergency, c’è stato l’evento “Parole parole parole”, un incontro pubblico su pace e diritti con molte/i ospiti.

Trascrivo la spiegazione delle parole scelte da 3 donne, perché fanno riflettere ed è un bene di questi tempi, riflettere parlando di umanità.

Alla fine del pezzo trovate il video completo della serata.

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Dovremmo tutt* essere femminist* – Trascrizione del discorso di Chimamanda Ngozi Adichie – TED TALKS

Mio fratello Chuck e il mio migliore amico Ike fanno parte del team organizzativo, quindi quando mi hanno chiesto di venire, non potevo dirgli di no. Ma sono davvero felice di essere qui. Che bellissima squadra di persone che si interessa all’Africa. Mi sento così umile e così felice di essere qui.

Mi è stato anche detto che la più bella e fantastica bimba del mondo è nel pubblico. Si chiama Kamzia Adichie e vorrei che si alzasse in piedi… E’ mia nipote!

Mi piacerebbe iniziare raccontandovi di uno dei miei più grandi amici, Okuloma, che viveva nella mia via e badava a me come un fratello maggiore. Se mi fosse un piaciuto un ragazzo, avrei chiesto l’opinione di Okuloma. Morì nel famoso incidente aereo in Nigeria del dicembre del 2005, quasi esattamente 5 anni fa. Okuloma era una persona con cui potevo discutere, ridere e parlare sinceramente. E’ stata la prima persona a chiamarmi femminista. Avevo circa 14 anni, eravamo a casa sua, stavamo discutendo animatamente con la poca conoscenza che avevamo dai libri che avevamo letto. Non ricordo su cosa stessimo discutendo, ma ricordo che mentre parlavo e parlavo, lui mi guardò e disse: “lo sai che sei una femminista.” E non era un complimento. Lo potevo percepire dal suo tono, lo stesso tono che useresti dicendo qualcosa come “sei una sostenitrice del terrorismo”. Non sapevo esattamente cosa questa parola “femminista” significasse e non volevo dire ad Okuloma che non lo sapevo, quindi ho sorvolato e ho continuato a discutere. La prima cosa che mi ero prefissata di fare non appena fossi tornata a casa era quella di cercare la parola “femminista” sul dizionario.

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NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE

 

NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE TRAILER UFFICIALE

Alice vive a Roma. Una bella casa, un marito, un figlio di 9 anni, una vita più che agiata che le permette di avere la servitù in casa. Una servitù composta da extracomunitari che lei non si fa problemi a denigrare ogni giorno.
Un giorno il marito di Alice muore. Il marito le lascia tanti, troppi debiti, e Alice rischia di perdere tutto, finire in carcere e perdere l’affidamento del figlio. Non le resta che cercare aiuto.

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LA VIOLENZA NON SI GIUSTIFICA

L’errore più comune, quando viene commesso un omicidio o un atto di violenza è quella di trovare la giustificazione per la persona che lo ha commesso; nei giornali, alla televisione, su internet, quando viene commesso un atto violento ne seguono sempre questo tipo di frasi:
  • uccis* per gelosia
  • uccis* perché era stat* tradit*
  • uccis* perché l’assassin* era sotto effetto di stupefacenti
  • uccis* perché si è ribellat*
  • violentata perché vestita con abiti succinti
  • violentat* perché se l’è cercata
Questi sono solo alcuni degli esempi che ogni giorno leggiamo e che vogliono giustificare e quindi attenuare la responsabilità dell’aggressore.
Un caso particolare degli ultimi giorni è quello del ragazzo di Pozzuoli, Paolo Pietropaolo, che ha dato fuoco alla sua compagna incinta.

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L’evoluzione della Barbie

 

Barbie ha deciso di evolversi, e ne siamo davvero felici. Finalmente lo stereotipo della donna bella e perfetta perché alta, magra, bionda e con gli occhi azzurri è stato abolito dalla stessa azienda che ha contribuito a diffonderlo! Yuppy!!!!

Ma ovviamente non sarei qui a scrivere se non ci fosse un “MA”…

Guardate il video, cosa notate? La parola BAMBINA, quindi al femminile viene ripetuta tantissime volte, ma non si fa riferimento al sesso maschile. E’ dato quindi per scontato che solo le “femminucce” giochino alle barbie e solo le bambine possono immedesimarsi nelle bambole.

Nei commenti della produzione infatti si parla solo e soltanto di bambine: così le bambine saranno felici, così le bambine potranno giocarci, così le bambine si sentiranno rappresentate… BAMBINE… “

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