Canzoni Pericolose

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Sappiamo quanto la giustificazione della violenza faccia parte della nostra cultura e quindi mi sono chiesta più volte se anche nelle canzoni italiane che ormai canticchiamo senza nemmeno pensarci, ci fossero incluse frasi che alludessero a questo meccanismo.

Ne ho trovate alcune, molte di queste sono diventate dei grandi classici e sicuramente vanno contestualizzate nel periodo storico in cui sono state scritte, anche per questo ho inserito la data e gli autori/autrici.

Queste sono quelle che sono riuscita a trovare, ci avevate mai pensato? Ci sono altre canzoni che vi vengono in mente?

“Legandoti a un granello di sabbia così tu nella nebbia più fuggir non potrai e accanto a me tu resterai”

(Legata ad un granello di sabbia, di Marchetti, Nico Fidenco – 1961)

Commento: consenso non pervenuto. La devi per forza “legare” così non può fuggire?

 

“A mezzanotte sai che io ti penserò ovunque tu sarai sei mia (..)Ma non vorrei che tu a mezzanotte e tre stai già pensando a un altro uomo mi sento già sperduto e la mia mano dove prima tu brillavi è diventata un pugno chiuso, sai. Cattivo come adesso non lo sono stato e quando mezzanotte viene se davvero mi vuoi bene pensami mezz’ora almeno e dal pugno chiuso una carezza nascerà.”

(Una carezza in un pugno, di Luciano Beretta, Miki Del Prete, Gino Santercole – 1968)

Commento: solo se lei lo pensa per almeno mezzora allora si evita il pugno. E poi, ancora con questa storia che il possesso sia amore?!

“..E te lo vojo di’ che so’ stato io

E so’ quattr’anni che me tengo ‘sto segreto

E te lo vojo di’ ma nun lo fa sape’

Nun lo di’ a nessuno tiettelo pe’ te

Tu nun ce crederai nun ciò più visto

l’ho presa ar collo e nun me so’ fermato

che quann’è annata a tera senza fiato…

Ner cielo da ‘no squarcio er sole è uscito

e io la sotterravo co’ ‘ste mano

attento a nun sporcamme sur vestito.

Me ne so’ annato senza guarda’ ‘ndietro

nun ciò rimorsi e mo’ ce torno pure

ma nun ce penso a chi ce sta la’ sotto…”

(Lella – scritta da Edoardo De angelis nel 1971, è stata interpretata anche da Antonello Venditti, Edoardo Vianello e da Lando Fiorini)

Commento: beh che dire.. è una canzone su un femminicidio commesso così, senza sporcarsi il vestito.

“Prima cosa voglio trovare il piatto pronto da mangiare e il bicchiere dove bere. Seconda cosa voglio parlare di tutte le cose che ho da dire (..) donna mia devi ascoltare. Terza cosa quando ho finito subito a letto voglio andare e fra la seta della carne tua mi voglio avvolgere fino a mattina e donna senza più nessun pudore puledra impetuosa ti voglio sentire io dolce e impetuosa ti voglio sentire”

(La canzone della terra, di Mogol e Lucio Battisti – 1973)

Commento: sessismo e misoginia ne vogliamo?

“E la morale di questa storia al giorno d’oggi non è tanto strana: per aver soldi, la fama e la gloria bisogna essere un poco puttana!”

(Fantoni Cesira – Guccini, 1973)

Commento: quindi se una donna esercita libertà sessuale tanto quanto un uomo vuol dire che è automaticamente puttana e che se ha successo nella vita deve per forza andare a letto con qualcuno?

“Perché Margherita è tutto ed è lei la mia pazzia. Margherita, Margherita, Margherita adesso è mia.”

(Margherita, di Riccardo Cocciante e Luberti – 1976)

Commento: ancora possesso scambiato con amore.

“Ti amo io sono ti amo in fondo un uomo che non ha freddo nel cuore e nel letto comando io”

(Ti amo, di Umberto Tozzi e Giancarlo Bigazzi – 1977)

Commento: mmm se vuoi comandare senza consenso reciproco mi sa che dell’amore hai capito molto poco.

“Sara, se avessi tempo ti porterei ogni giorno a far l’amore, ma Sara, mi devo laureare (..) Sara, tu non sei più sola, il tuo amore gli basterà, il TUO bambino, se ci credi nascerà”

(Sara, di Antonello Venditti – 1978)

Commento: chi se ne frega se Sara è incinta, tanto il bambino è solo suo, mo se lo tiene, lui c’ha da laurearsi!

“Dammi il tuo amore non chiedermi niente dimmi che hai bisogno di me tu sei sempre mia anche quando via”

(Tu sei l’unica donna per me, di Alan Sorrenti – 1979)

Commento: aridaglie col possesso confuso con l’amore!

“Hey ma che fai non sapevo soffrissi di vertigini! Hey non mi sbaglio annegando stai. Lasciami dai, perché’ coinvolgermi? Mentre vai giù non rammento di te alcuna virtu’ mentre vai giù io mi sento su! Via le tue mani dal canotto e vai sempre più sotto non ti vedo già più… che strana donna eri tu”

(Galeotto fu il canotto, di  Renato Zero e Roberto Conrado – 1981. Ricantata poi da Mina in una versione al maschile nel 1999 nell’album Mina n° 0)

Commento: questa un’altra canzone sul femminicidio, rifatta poi da Mina al maschile.

“Non posso perderti l’amore è una pazzia ma impazzirei se tu non fossi mia non posso perderti”

(Non posso perderti, di D. Ciotti e Roberto Satti – 1981)

Commento: n’artra volta, possesso con amore.

“Se fossi mia io ti legherei con un laccio al cuore che ti faccia male quando te ne vai”

(Una rosa Blu, di Paolo Cassella, Michele Zarrillo e Totò Savio – 1982)

Commento: che ve lo dico a fa?

“Una donna non ha più rispetto di te, se è sicura di se!”

(Acqua e Sapone, di Vasco Rossi e Gaetano Curreri, cantata poi dagli STADIO – 1984)

Commento: quindi se una donna è sicura di sé smette di avere rispetto per le altre persone? Meglio tenerla vulnerabile e bisognosa di protezione allora!

“Una donna innamorata anche quella più pulita prima o poi le corna te le fa. Tanto vale andare avanti e trattare con i guanti solo questa libertà.”

(La mia libertà, di Franco Califano, Marocchi, Artegiani – 1981)

Commento: e certo… la libertà ce la puoi avere solo tu, mica lei, che tanto ti tradisce comunque no? Rispetto reciproco non contemplato.

“Per averti pagherei un milione o anche più anche l’ultima Marlboro darei

(….)

distesa pura ma tu ci stai, perché accetti e ci stai? E così tu cadi giù io non ti voglio già più”

(Oro, di Mango e Mogol – 1986)

Commento: eccerto, ma chi se ne frega del consenso! Basta comprare! Non siamo oggetti, non siamo cose da poter essere barattate con una sigaretta. Per la seconda strofa, se lei è pura allora va bene, ma se lei accetta e non si rifiuta allora non la vuole più? Se non è distillato di patriarcato questo..

“Portaci delle rose o nuove cose e ti diremo ancora un altro si”

(Quello che le donne non dicono, di Enrico Ruggeri e Luigi Schiavone, cantata da Fiorella Mannoia – 1987)

Commento: basta un mazzo di fiori per farsi dire di “si”?

“Io non ti voglio, ti pretendo”

(Ti pretendo – Raf, 1989)

Commento: chissene del consenso!

Prendila te quella col cervello, che s’innamori di te quella che fa carriera, quella col pisello e la bandiera nera la cantatrice calva e la barricadiera che non c’è mai la sera (..)Prendila te quella che fa il “Leasing” che s’innamori di te la Capitana Nemo, quella che va al “Briefing”, perché lei è dei ramo, e viene via dai meeting stronza come un uomo sola come un uomo”

(Voglio una donna, di Roberto Vecchioni – 1992)

Commento: qui non c’è bisogno del mio commento, vero?

“..bella stronza che hai chiamato la volante quella notte e volevi farmi mettere in manette
solo perché avevo perso la pazienza…

Esci dai tuoi pantaloni mi accontento come un cane degli avanzi. Perché sei bella bella bella. Mi verrebbe da strapparti quei vestiti da puttana e tenerti a gambe aperte finché viene domattina”

(Bella stronza, di di Marco Masini e Giancarlo Bigazzi – 1995)

Commento: ecco qui proprio si supera ogni confine tra victim blaming, slut shaming e non considerazione del consenso, si allude anche a uno stupro punitivo per quanto mi riguarda.

“Laura non è più cosa mia”

(Laura non c’è – Nek, 1997)

Commento: due parole: “cosa” e “mia”

“…farò di te la mia estensione
farò di te il tempo della ragione
farò di più
farò tutte le cose
che vuoi fare anche tu.”

(Quando nasce un’amore – Canta Anna Oxa, testo di  Adelmo Cogliati, Franco Ciani e Piero Cassano – cantata a Sanremo 1998)

Commento: un compagno non è un’estensione di se stesse. Annullarsi per l’altro non è amore, è molto pericoloso. L’amore è libertà, non annullamento o possesso.

“Ma se tradisci non perdono.”

(L’emozione non ha voce, di Gianni Bella, Mogol e Fio Zanotti – 1999)

Commento: e quindi che fai? E se sei tu a tradire allora è lecito?

“Voglio averti mia solamente mia. Ora che non ho più vie d’uscita ora che ogni porta è stata chiusa apri almeno le tue gambe verso di me”

(Clpetomania, di Davide Di Maggio – 2004)

Commento: possesso confuso con amore.

“Ho 28 anni ragazze contattatemi scopatemi e se resta un po’ di tempo presentatevi non conservatevi datela a tutti anche ai cani se non me la dai io te la strappo come Pacciani”

(Su le mani, di Fabrizio Tarducci aka Fabri Fibra – 2006)

Commento: qui manco commento.

..se mi rompi il cazzo : Irrompo e mi stupro i tuoi ,tua sorella con tua madre , la vicina , la nonna, la portiera e la bis nonna, morta nella tomba , e’ una bomba, se mi ami dimmi che ci tieni , cosi godo sulle corna che ti ho messo ieri, pioggia che annega ma rinfresca sei una chicca che mi fotte la testa o ti amo o ti ammazzo il tuo ragazzo è pazzo parliamoci pestiamoci scegli uno o ti amo o ti ammazzo..” 

(Bla bla bla – Circolo vizioso)

Commento: è una delle canzoni più violente e misogine che abbia mai letto, mi sanguinano ancora gli occhi

“o ti amo o ti ammazzo, pioggia che annega ma rinfresca,sei una chicca che mi fotte la testa, o ti amo o ti ammazzo, il tuo ragazzo è pazzo. Ti amo ti ammazzo, ti amo ti ammazzo…”

(Ti Amo o Ti Ammazzo, di Alessandro Aleotti aka J Ax – 2006)

Commento: l’amore non ha nulla a che fare con la violenza, già dire in una strofa “o ti amo o ti ammazzo” mi sembra sufficiente.

“Devi dirmi scusami e feriscimi e implorarmi di non ucciderti (…) ma prima inginocchiati saziati e concediti ancora per l’ultima volta. Accontentami, guardami, piangi prega e chiedi SCUSA!”

(Meschina, di Kekko Silvestre, Enrico Zapparoli, Enrico Palmosi – 2008)

Commento: questa è una canzone basata sulla giustificazione della violenza psicologica, fisica e del femminicidio.

“Godo nel vederti persa vittima della mia rabbia”

(Vittima, di Kekko Silvestre, Enrico Zapparoli, Enrico Palmosi – 2011)

Commento: molto bene.

“..Conta lento, molto lento e voltami, sangue freddo se hai coraggio uccidimi…”

(L’amore non mi basta, di Emma Marrone – 2013)

Commento: perché uccidimi?

“Eri stata avvertita ricordi quegli scleri. Io te lo avevo detto avevo dei problemi seri. E ora hai paura perché tutti quei brutti pensieri. Da qualche giorno hanno iniziato a diventare veri. E adesso guido verso casa tua che vivi a Monza pieno di cattive idee dettate da un sbronza. Volevo abbassare le armi ora dovrò spararti. Non mi dire di calmarmi è tardi stronza. Fanculo il senso di colpa non ci saranno sbocchi. Voglio vedere la vita fuggire dai tuoi occhi. Io c’ho provato e tu mi hai detto no. E ora con quella tua testa ti ci strozzerò”

(Tre messaggi in segreteria, di Emis Killa – 2016)

Commento: si parla tranquillamente di femminicidio.

“Se non mi baci più, io vengo lì e ti prendo. Forse non lo sai che cosa ti farei,  mentre ti guardo e tu neanche te ne accorgi. Che ti sai fare bene quei massaggi, forse non lo sai che io lo chi sei. Sei quella che vuol fare credere che è pura ma dentro il letto poi mi fai paura. E Se non mi baci tu, se non mi baci tu, io no non me la prendo ma se non mi baci più, se non mi baci più io vengo lì e ti prendo…”

(Modà – Forse non lo sai )

Commento: Kekko Silvestre e i Modà si sprecano proprio..

“Troia non mangio sushi mi piacciono Fendi e Gucci (…) La tua tipa è una cagna, vuole un guinzaglio e un padrone”

(Dark Polo Gang – Cavallini, 2016)

Commento: c’è bisogno di commentare?

“Ma tu mi manchi, mi manchi, mi manchi, mi manchi in carne ed ossa. Mi manchi nella lista delle cose che non ho..”

(L’esercito del Selfie – Testi di Tommaso Paradiso, musiche di Takagi & Ketra e Tommaso Paradiso, 2017)

Commento: nelle “cose” che non ha, tipo lista della spesa, insieme a una macchina, una maglietta, che ne so, del pane!

A cura di Giulia Terrosi

 

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