Grandma – Un film da vedere :)

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Ero alla ricerca di un film da vedere e per caso mi sono imbattuta in Grandma. La trama diceva:

“Una superba Lily Tomlin in una toccante commedia sul tema dei rapporti famigliari. Elle e’ una donna anziana, agguerrita e anticonformista, che riceve la richiesta d’aiuto della nipote diciottenne Sage: la ragazza e’ rimasta incinta e vorrebbe abortire, ma non ha i soldi necessari. Ci pensera’ Elle, in un viaggio fra vecchie conoscenze in giro per l’America, a risolvere il problema, ma dovra’ per forza riallacciare rapporti bruscamente interrotti come quello con la figlia Judy, interpretata dal premio Oscar Marcia Gay Harden.”

La descrizione mi ha incuriosita e ho decido di guardare questo film… Ne è valsa la pena!

E’ un film moderno, dei giorni nostri, che affronta temi più che mai attuali come l’aborto, l’omosessualità, il costo della sanità, il tabù dell’educazione sessuale e il femminismo, con un’ironia pungente e spesso molto diretta che mi è molto piaciuta.

Ho adorato il personaggio di Elle, un’intellettuale femminista che mi ha conquistata! Mi ci sono rivista nella sua impulsività e nel suo essere estremamente schietta e battagliera in difesa dei suoi pensieri e della sua indipendenza.

Questo film racconta in maniera semplice la relazione tra diverse generazioni, diversi punti di vista e scelte di vita.

Insomma, non vi dico altro, non vi allego nemmeno il trailer per non svelarvi troppo!

Vi consiglio di vederlo e poi fatemi sapere cosa ne pensate🙂

Buona visione!

A cura di Giulia Terrosi

“Non sono razzista ma…”- Dov’è finita l’umanità?

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Mi è capitato di leggere un post che mi ha lasciata molto perplessa. Lamentava l’arrivo dei “migranti” nel quartiere dove vive iniziando con “ora, aiutarli ok, ma …” elencando alcune cause del degrado e le difficoltà come scippi, scassi e furti, sporcizia…e inceneritore.

I commenti seguenti il post erano tutti a favore della tesi, con frasi come “se li tengano i politici in casa loro”. Più li leggevo, più la mia perplessità aumentava.

Le persone del quartiere si lamentano dell’arrivo di questi “migranti” perché la zona è degradata, ci sono le prostitute e l’inceneritore.

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Sessismo nelle pubblicità… Cos’è cambiato negli anni ? Cosa possiamo fare?

Il 3 agosto 2016 è uscita la foto del sito rivenditore di scarpe “Eredi Corazza” che per fortuna ha creato moltissimo scalpore.

Qui potete trovare lo scambio delle dichiarazioni tra l’azienda produttrice delle scarpe nella foto, Ixos, e il sito rivenditore, con un approfondimento della “Fashion Dead” che sta prendendo sempre più piede.

Ma questa rappresentazione della donna nelle pubblicità, è qualcosa di recente?

Se no, com’è cambiata nel tempo?

In questi giorni me lo sono chiesta e ho deciso di fare un album sulla nostra pagina su Facebook che raccogliesse tutte le pubblicità più sessiste di sempre e che potete trovare qui.

Questa ricerca mi ha fatto ragionare sul fatto che in realtà è cambiato molto poco dagli anni ’50.

Ovvero, le pubblicità di quegli anni relegavano la donna nell’ambito di moglie/casalinga, le pubblicità di oggi invece rappresentano la donna come un oggetto sessuale.

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Dalla libertà alla schiavitù – una situazione non così lontana dalla realtà odierna

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Cosa vuol dire essere schiavi? Cosa vuol dire essere obbligati a lavorare per poter sopravvivere e non essere picchiati dal proprio padrone? Cosa vuol dire vivere nella paura di ricevere le frustrate ogni giorno perchè il tuo lavoro non è abbastanza per il tuo padrone?

12 anni schiavo lo spiega. Questo libro, un’autobiografia di Solomon Northup (vi è stato fatto anche un film, 12 anni schiavo , che ha vinto il premio oscar come miglior film nel 2014) del 1853, racconta la sua vita nei campi degli Stati Uniti del sud, dopo essere stato rapito e reso schiavo privandolo della sua condizione di uomo libero.

Già perchè Solomon Northup era libero. Era nato libero, nonostante le origini africane. Aveva moglie e figli ed era un uomo molto rispettato.

Prima di leggere questo libro non sapevo molto della storia sulla tratta degli schiavi. Non sapevo le condizioni in cui vivevano, non immaginavo le umiliazioni che dovevano subire ogni giorno nonostante fossero esseri umani.

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Sono femminista ma…

Le situazioni quotidiane della vita spesso mi portano a riflettere e sento il bisogno di scrivere, per sfogarmi o per esprimere meglio il mio pensiero, che non vuol essere universale o convincere che sia il pensiero “giusto”.

Ogni tanto mi viene fatto notare che ci sono persone che si dichiarano femministe ma che tengono a sottolineare che mai e poi mai uscirebbero con un uomo che guadagna meno di loro oppure non escono con un uomo a meno che non sia lui a pagare al primo appuntamento.

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#nientepaura una linea di bracciali per salvare la vita delle donne vittime di violenza

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Due mie grandi amiche, sapendo che sono una delle amministratrici di questo blog e della pagina facebook, mi hanno fatto un regalo. Uno di quei regali che ti fa commuovere, che ti rende orgogliosa.

Vi chiederete come mai per me è così speciale…

Mi hanno regalato un bracciale della linea Tatù, #nientepaura. Questa azienda, di cui non conoscevo l’esistenza, produce gioielli e borse ma ha una missione speciale, ovvero quello di aiutare le donne vittime di violenza. Il sito internet è https://nientepaura.net/.

Infatti una parte del ricavato viene destinato al progetto Niente Paura che prevede la redistribuzione di parte dell’utile netto al terzo settore e la sensibilizzazione verso tematiche di grave allarme sociale.

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