I tipi di violenza contro le donne

Quando si parla di violenza contro le donne si tende ad immaginare esclusivamente la violenza fisica, in realtà ci sono molti altri tipi di violenza e dovrebbe essere affrontata  ogni giorno, tutto l’anno e non solo nelle date comandate, come l’8 marzo (ne abbiamo parlato qui) o il 25 novembre (ne abbiamo parlato qui).

Adiamo a vedere quali sono le definizioni di “violenza contro le donne”.

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L’importanza della difesa personale – intervista all’istruttrice di Krav Maga Giulia Lippi

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Ultimamente se ne sente parlare spesso, molte palestre organizzano corsi, molti locali e associazioni programmano giornate dedicate alla difesa personale.

Per questo abbiamo  voluto intervistare una cintura nera di Karate ed istruttrice di Krav Maga (difesa a contatto), Giulia Lippi, per chiederle come la pensa a riguardo, cosa è importante sapere e perché è davvero così importante sapersi difendere.

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I am a NASTY woman – Ashley Judd (sub ita)

Per non dimenticare:

Il discorso completo sottotitolato in italiano di Ashley Judd alla “Women’s March on Washington” del 21 Gennaio 2017.
Premessa: la parola “nasty” in inglese vuol dire tante cose: odioso, maligno, disgustoso, sporco, osceno, indecente, volgare, cattivo etc. etc. In questo caso ho deciso di tradurre “nasty woman” con “donna cattiva” anche se mi rendo conto che è un po’ limitante come traduzione, sorry! 

Testo del discorso:

Io sono una donna cattiva!

Non così cattiva come un uomo che sembra si sia fatto il bagno nella polvere dei Cheetos.

 Un uomo le cui parole vogliono solo distrarre l’America.

Come un collegio elettorale sanzionato, e le parole d’odio che contaminano questo inno nazionale.

Non sono così cattiva come le bandiere dei confederati sparse per la mia città. Forse il Sud sta risorgendo di nuovo. O forse non è mai caduto veramente.

I neri sono ancora ammanettati e sepolti, solo perché neri. La schiavitù è stata reinterpretata attraverso un sistema di arresti che vede la melanina come elemento di distinzione.

Non sono così cattiva come la svastica dipinta su una bandiera del Pride, e non so quali demoni possono risorgere ma io percepisco Hitler in queste strade. Un tupè al posto dei baffi. I nazisti hanno cambiato il nome del gabinetto elettorale con la Terapia di Conversione, le nuove camera da gas che tagliano fuori I gay dall’America, trasformando gli arcobaleni in suicidi.

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“Out in the street” Bruxelles – Una città contro l’omofobia

Ringrazio Nicolò per le immagini da lui inviate. Le immagini sono di sua proprietà e gentilmente prestate per la scrittura dell’articolo. Invito pertanto a chiedere il permesso nel caso voleste scaricarle e usarle.

Gennaio è il mese dell’omocausto. Molti/e di voi hanno sicuramente sentito parlare del’olocausto. Il termine omocausto invece è meno diffuso.

Con questo termine ci si riferisce alle persone omosessuali sterminate nei campi di concentramento nell’epoca nazista. Triangolo rosa per gli uomini, triangolo nero per le donne, si contano più di 50mila persone uccise solo perchè gay o lesbiche. Maggiori informazioni potete trovarle qui.

Nel 2014 durante il Pride Festival, la Rainbow House Brussels e L’Ancienne Belgique hanno dato vita a un bellissimo progetto: “Out in the street”. E così, in un vicolo di Saint Jacques, nella capitale belga trovate una strada tutta colorata, proprio davanti ai vostri occhi, che vi invita a riflettere sulle proprie azioni, sulle proprie convizioni, e sul bisogno di umanità e accettazione.

Il 3 maggio 2014, l’artista greco Fotini Tikkou si mette all’opera e adorna la facciata dell’AB in Lollepotstraat usando murales in stile graphic novel.

Una lotta all’omofobia e alle reazioni omofobiche nei confronti di gay, lesbiche, bisessuali e trans-gender e una prova di grande sensibilizzazione e di apertura verso queste tematiche che purtroppo ancora sono fonte di rabbia e cattiveria nei confronti delle persone.

Una bellissima manifestazione contro la discriminazione.

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