Sunniti Vs. Sciiti. Differenze e definizioni che hanno portato a una guerra sanguinaria senza fine.

In questo articolo cercherò di fare chiarezza sulla definizione si “SUNNITA” e “SCIITA”.

Si sentono molto spesso alla televisione e si fa molta confusione. Si sente parlare di attacchi, di guerre, ma non se ne capisce spesso il motivo.

Per questo ho fatto una ricerca per chiarire un po’ la situazione.

Entrambe sono due correnti dell’islam, ed entrambe si basano sui cinque pilastri dell’islam come dettati dal Corano:

  • Shadadatein: l’accettazione di un unico Dio e di Maometto come suo ultimo profeta
  • Salah: le cinque preghiere quotidiane obbligatorie
  • Zakah: la donazione del 2,5% dello stipendio annuale ai poveri (per gli sciiti non si prevede la donazione di somme di denaro, ma la piuttosto la donazione di oro, grano, animali e prodotti)
  • Siam: il digiuno nel mese di ramadan
  • Haji: il pellegrinaggio a La Mecca da fare almeno una volta nella vita ed è obbligatorio per tutti quelli che hanno le condizioni di salute e la possibilità   economiche di affrontarlo (si contano circa 5 milioni di persone l’anno)

Per gli sciiti se ne aggiungono altri, e sono:

  • Khums: una tassa annuale del 20% circa del reddito da donare agli Imam e ai bisognosi
  • Jihad: la lotta sulla via in Dio (che non è quella famosa ormai legata al terrorismo, ma piuttosto una lotta contro l’oppressione, al perfezionamento individuale e alla conquista del sapere
  • Amr-bil-Marouf: che significa prendere parte a ciò che è buono
  • Nahi anil munkar: che significa rigettare, proibire ciò che è male
  • Tawalla: esprimere l’amore per il bene e per gli amici di Dio
  • Tabarra: esprimere odio e rifiuto verso il male

La scissione tra i due rami dell’Islam risale al 632 subito dopo la morte del profeta Maometto.

Chi era Maometto: 
Maometto nacque nel 570 e il suo impiego era quello di condurre carovane. Ancora giovane incontrò Khadija, la sua prima sposa. Era più grande di lui, vedova e madre. Da lei ebbe 4 figlie. Nel 610 Maometto ebbe la sua prima rivelazione, secondo la quale gli apparve l’arcangelo Gabriele che gli ordinò di gridare “in nome del Signore che ha creato l’uomo da una goccia di sangue…”. Maometto non affermò mai di aver creato una nuova religione, ma sosteneva di dover far conoscere agli arabi l’unico Dio, che già conoscevano gli ebrei e i cristani. Infatti, per i musulmani, l’unico Dio esistente si chiama Allah, ma non perchè non riconoscono le altre religioni, ma perchè non esiste altro termine per la definizione da noi tradotta in Dio. In una situazione violenta e misogena del tempo, Maometto, nel formulare i versetti, inserì nel Corano il perdono, così da poter portare pace nel paese. Si occupò anche del ruolo della donna sancendo l’uguaglianza tra i sessi e cambiando le leggi che regolavano la proprietà e l’eredità, così da permettere alle donne di possedere dei beni propri e non dipendere solo e soltanto dal marito. Alla morte della moglie, Maometto sposò altre 9 donne, tra cui Aisha e Hafsa, figlie dei suoi zii, Abu Bakr e Omar, che furono poi i suoi primi successori. Sposò inoltre un’ebrea, Rayhana e una cristiana copta, Mariyah, proprio per cercare un’alleanza tra i culti con le popolazioni vicine. Morì nel 632.
[Fonte: Figlie dell’Islam – La rivoluzione pacifica delle donne musulmane – Lilli Gruber]

Questa postilla, che poco c’entra la divisione tra i due rami dell’Islam era doverosa per spiegare che in realtà la religione islamica ha poco a che fare con la violenza odierna e passata, e con ciò che sta succedendo non solo tra le due fazioni, ma anche nel resto del mondo.

Alla morte di Maometto, la guida fu affidata ad Abu Bakar padre della moglie Aisha e divenne il primo Califfo. Una parte dei fedeli però credeva che il comando spettasse al consanguineo più prossimo di Maometto, ovvero il cugino e genero Ali. Le fazioni quindi si divisero. Da una parte gli Sciiti da “shiaat Ali” (il cui significato è “sostenitori di Ali”) da un parte e i Sunniti (il termine Sunnita deriva dall’Arabo Ahl al-Sunnah, e significa letteralmente “il popolo delle tradizioni” si rifà alla sunna, ovvero il codice di comportamento tramandato dal poeta Maometto che, insieme al Corano costituisce la base della sharia, ovvero la legge islamica) dall’altra. Nel 680, il figlio di Ali, Hussein bin Ali fu sconfitto e ucciso a Karbala (in Iraq) dalle truppe del califfo e le due dottrine si separarono definitivamente danno inizio alle differenze religiose e agli scontri. I sunniti hanno continuato a monopolizzare il potere politico mentre gli sciiti vivono nell’ombra dello stato.

Il mondo islamico è così diviso:

La maggior parte degli islamici sono sunniti, solo una piccola percentuale è sciita.

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 Qui di seguito riporto uno schema sulle principali differenze tra i due rami principali dell’islamismo:

SUNNITISCIITI

Un video fatto bene ma non completo, da cui ho preso spunto, lo potete trovare QUI. 

Per maggiore chiarezza e a titolo informativo, riporto anche la descrizione dei veli islamici: 

Vocabolario-1

 

Tra i sunniti troviamo altre due correnti: il wahabismo e il salafismo. Anche se colloquialmente sono considerati sinonimi in realtà hanno una differenza: i primi interpretano alla lettera il Corano, i secondi ricercano la purezza dell’Islam.

E ora la nota dolente. Premettendo che l’Islam in quanto religione non ha niente a che fare con il terrorismo, erroneamente denominato dai media “terrorismo islamico” i gruppi estremisti che si dichiarano sunniti sono: Al-Qaida, Boko Haram e Isis. Si dichiara invece sciita l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah.

Purtroppo molte scuole di pensiero sunnite considerano gli sciiti i peggiori nemici dell’Islam. Sono visti come eretici e per questo vengono spesso attaccati e presi di mira.

Il problema principale del Medio Oriente è la mancanza di istruzione. Purtroppo ci sono ancora persone che non sanno né leggere né scrivere. Non affrontano gli studi obbligatori, non aprono la mente che resta quindi facilmente plagiabile. Manca un’accurata educazione all’essere umano. Le masse popolari povere, che non possono studiare e informarsi, seguono ciò che viene loro detto da chi è al potere, che se ne approfitta e riceve consensi affermando che si combatte in nome di Allah, e che ogni religione differente (o ramo) è da combattere.

Arabia Saudita (sunnita) e Iraq (sciita) sono costantemente in guerra tra loro per aggiudicarsi il primato del Medio Oriente. Si trattano quindi di guerre basate sui giacimenti e le proprietà del petrolio.

L’Iraq per anni ha sofferto le repressioni del regime sunnita, essendo per la maggioranza sciita, dopo la caduta del regime di Saddam Hussein nel 2003, è salita al potere torturando e e perseguitando i sunniti. Tutto ciò ha causato una vera e propria guerra civile che ha portato ad attacchi suicidi e attentati terroristici da parte dei sunniti.

In Siria invece la situazione è più complicata. Dal 2011 è in corso una guerra civile. Il presidente Bashar al-Assad (alawita) ha represso con violenza le manifestazioni e proteste del popolo. Tutto ciò non ha fatto altro che aumentare l’odio tra i due rami islamici.

Notando che in quasi ogni paese del Medio Oriente è in corso una guerra civile o vi sono forti presenze di attacchi terroristici (Yemen, Bahrein, Libano, Pakistan e Iran, oltre a quelle sopra citate), si rafforza il mio parere che la religione non è la causa degli attentati terroristici in Europa o negli Stati Uniti. Si tratta di una lotta alla supremazia al potere mondiale, il commercio di armi e di petrolio. Tutto questo a sottolineare e a ribadire l’erroneità della parola “terrorismo islamico” riferito a ciò che succede vicino a noi.

Nessuna religione predica il male, l’Islam è solo il capro espiatorio per secondi fini.

Al riguardo ci tengo a pubblicare un’intervista, divisa in tre parti ad Abbas Damiano Di Palma, convertito all’Islam all’età di 18 anni e primo Hujjatulislam (importante carica religiosa sciita) italiano.

E un’intervista dello stesso pubblicata da Lanciano News Net. 

 

Un grazie infinito va a Sveva Basirah e a Wajahat Abbas Kazmi che mi hanno aiutata con questo articolo. Vi invito a seguire le loro pagine Facebook Allah Loves Equality Sono L’unica Mia.

 

A cura di Valentina R.

Fonti:

TPI  –> articolo

LA STAMPA    –> articolo

INTERNAZIONALE    –> articolo

SKY TG 24    –> articolo

SPONDASUD –> articolo

Figlie dell’Islam (La rivoluzione pacifica delle donne musulmane) – Lilli Gruber

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