Una riflessione sul video #DearDaddy

Tempo fa uscì questo video che riscosse subito molto successo.

Mi permetto di esprimere la mia opinione al riguardo.

Non mi ha fatto impazzire per due concetti fondamentali:

  • Tutto gira intorno al fatto che gli unici responsabili della società sessista e patriarcale siano gli uomini/ragazzi;
  • La parola “puttana” sia un’offesa senza però indagare più a fondo.

Entro nel dettaglio.

La voce narrante del video è quella della figlia che sta facendo un discorso al padre come se lui, in quanto uomo ma soprattutto in quanto suo padre, fosse più coinvolto nel cambiare le cose. E subito mi sorge la domanda, quindi gli uomini che non hanno figlie femmine non possono essere coinvolti?

Sappiamo benissimo poi che la questione riguarda entrambi i genitori, non solo il padre, ma anche la madre, non solo la famiglia, ma anche la scuola, la televisione, i media etc.

Il ragazzino che l’ha stuprata l’ha fatto perché è stato educato da un pensiero patriarcale in cui si è convinto che stuprare una ragazza ubriaca “sia figo”.

Certo, nella società chiamare “puttana” è un’offesa sessista, ma bisogna riflettere piuttosto su cosa voglia dire per la nostra società essere “Puttana”.

Se io domani decido liberamente di fare la puttana allora merito l’offesa?

O se decido di avere più uomini/donne, devo sentirmi offesa della mia libertà sessuale?

Della mia libertà di decidere del mio corpo?

Piuttosto bisogna ragionare sul fatto che “puttana” venga utilizzata come un’offesa perché nella cultura patriarcale la donna dev’essere pura, una brava moglie, una santa.

Non può avere la stessa libertà sessuale di un uomo, perché è proprietà dell’uomo. E per questo “puttana/troia/cagna/baldracca” sono termini esistenti solo al femminile.

Abbiamo affrontato molte volte la stigmatizzazione della morale della donna che se non rispetta gli stereotipi di sottomessa è liberamente definita “puttana”, sia da uomini che da donne.

In quanto donne, se vogliamo essere libere di esprimerci e di vivere la nostra vita in quanto esseri umani, per questa società, prima o poi siamo tutte puttane.

Le parole sono importanti e la violenza dipende anche dal fatto che entrambi i genitori, i media e la società crescono futuri adulti e future adulte con l’idea di considerare la donna un oggetto di proprietà, come una “preda”, (se dice di no, vuol dire che gli piaci, ad esempio) e le figlie come un oggetto che va “conteso” e che quindi devono sentirsi onorate per essere delle “prede” (la classica frase: “se quel ragazzo ti prende in giro e ti offende vuol dire che gli piaci”).

E anche gli uomini sono vittime del patriarcato. Su questo consiglio di leggere Diventare uomini. Relazioni maschili senza oppressioni di Lorenzo Gasparrini.

Questo, e non solo questo, va cambiato.

Gli stereotipi e le discriminazioni quotidiane vanno cambiati.

Non è facile, ma riconoscerli soprattutto quando siamo i/le primi/e ad attuarli, è un inizio.

Qui ho buttato giù una lunga lista di libri consigliati per abbattere stereotipi di genere sin dall’infanzia 🙂

Buona lettura e buon cambiamento!

A cura di Giulia Terrosi

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4 thoughts on “Una riflessione sul video #DearDaddy

  1. Namasté! Ho scoperto da poco il presente blog.

    Nutro assoluta stima, rispetto e ammirazione per le Donne, di tutte le età. E questo blog appaga il mio bisogno di informarmi e informare le/gli altr* su tutto ciò che racconta e testimonia le loro qualità, il loro intelletto, i loro valori, le loro idee, i loro DIRITTI, le loro battaglie giuste e anche quelle esagerate, i loro talenti, la loro saggezza, il loro coraggio (avete più attributi del maschio, sicuro) di esprimere e dichiarare, a voce alta o meno.

    Io femminista puro nel cuore, nella mente, nei pensieri e nelle parole, assolutamente devo ringraziare l’autrice del blog, giuro che seguo, leggo tutti gli argomenti ivi contenuti e, cosa fondamentale, ne traggo ispirazione e insegnamenti, per me come per tutte le conoscenze che inviterò a seguirti.

    Mi sento a mio agio e mi fa provare soddisfazione leggendo i tuoi servizi, perché li scrivi nella MANIERA GIUSTA, come posso dirlo a parole semplici?… Quella maniera di scrivere che io vorrei notare DAPPERTUTTO =), scrivere evitando di usare sempre il “sostantivo dominante”, ovvero quello maschile.
    E tu scrivi per – e comunichi a tutte le follower usando la forma PARITARIA (o ibrida, o asessuata, come dir si voglia) dei due sostantivi! Come se prendessi spunto dalle “raccomandazioni per uso non sessista della lingua italiana” compilate dalla compianta #AlmaSabatini.

    Asterischi **, ‘Amicizia’ e ‘Persona’ per indicare contemporaneamente lei e lui, la Mulier e l’Homo, amiche & amici.
    BRAVISSIMA, sei da stimare tutti i giorni ^_^

    Ti auguro tanta buona fortuna per il Blog e felici giorni di uguaglianza e democrazia nella vita.
    Grazie assai di essere parte dell’umanità e la Grande Dea Madre ti benedica.

    Mi piace

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