Cosa diremo ai/alle bambin*?

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Su internet e su facebook gira un bellissimo articolo relativo alla neo elezione di Donald Trump, che la mia amica Elisa, spacciatrice di link (thanks!) mi ha passato.

WHAT DO WE TELL THE CHILDREN?

COSA DIREMO AI/ALLE BAMBIN*?

Inizia così: cosa dovrei dire ai miei studenti dopo l’elezione di Trump?

Ottima domanda…

Prima di tutto che li proteggerete, che il processo democratico non permetterà a nessuno di fargli del male, e che il bigottismo non ne fa parte e che non è tollerato nelle scuole.

Che bisogna stare vicino alle famiglie musulmane, così come alle famiglie con i genitori dello stesso sesso, a* student* gay, alle famiglie con origini straniere o migranti, alle studentesse donne, a* student* disabili e a* student* trans.

Direte loro che che nessuno farà loro del male o che saranno deportat* e che sarete tutt* unit*.

Che il silenzio è pericoloso e che occorre parlare quando c’è qualcosa che non va, discuterne, senza vincitori o vinti, ma con la voglia di capire e essere capiti. 

Insegnerete loro come essere dei membri responsabili di una società civile.

Abbiamo bisogno di insegnare agli studenti come essere in disaccordo con amore e rispetto…

L’articolo continua ma io voglio fermarmi qui.

La situazione americana, con l’elezione di Trump, è una situazione che purtroppo si ritrova in tutto il mondo. Non a caso, la mia collega pubblicò un articolo “Non sono razzista ma…” – Ma dove è finita l’umanità? in cui denunciava atti di razzismo contro i migranti, o ancora questo articolo Vedo umani ma non umanità che racconta la storia di Maria, pestata a sangue e rimasta a terra, inerme, e senza aiuto, solo perchè trans.

Purtroppo non abbiamo altre armi se non quello della cultura, partendo dalle scuole, per difenderci dal male più grande, ovvero il razzismo e la violenza.

Non ci stanchiamo mai di ripetere che la violenza non si combatte con la violenza. Che non ci sono vincitori in una guerra, che la violenza porta solo sofferenza. 

Parlo di violenza ma non mi fermo a quella fisica. Far vivere dei bambini o dei ragazzi nel terrore di essere giudicati, di essere deportati, di essere picchiati, a mio avviso, è peggio di un pestaggio.

Va a intaccare la sicurezza in noi stessi, quella magnifica forza che ci permette, ogni giorno, di sognare, di realizzarsi, di agire, di vivere.

In Italia la situazione non è meno grave. Tutti noi conosciamo quel gran “simpaticone” di Matteo Salvini, che aizza le masse di caproni al razzismo, gridando “prima gli italiani”, senza rendersi conto che gli italiani non hanno la precedenza in quanto italiani, che siamo tutti umani, con dei diritti, con il sacro santo diritto alla vita e alla libertà.

Una vita senza pregiudizi e senza giudizi, una vita serena. Perchè la vita è già difficile di suo. Con le preoccupazioni, le malattie, la mancanza del vile denaro, la mancanza del lavoro.

E non pensate allora che forse, se la smettessimo di giudicare gli altri perchè “diversi”, forse vivremmo tutti un po’ meglio?

Trump al governo degli USA è un pò come Trump al governo del pianeta. Sappiamo tutti dell’influenza della potenza degli Stati Uniti.

Allora magari, ai bambini traduciamo questo articolo che gira su facebook. Insegniamo loro il rispetto, la tolleranza per le idee diverse, l’empatia, e trasmettiamo loro la voglia di aiutare.

Magari riusciremo a prevenire questo odio razzista che sta invadendo il mondo.

Valentina R.

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2 thoughts on “Cosa diremo ai/alle bambin*?

  1. Grazie Valentina della tua tenacia.

    Ti ammiro molto perché a così breve dalle elezioni ci stai già offrendo forza e ispirazione. Quando molti di noi attivisti sono ancora impelagati nelle varie fasi del lutto, è bello e confortante vedere che c’è già chi si è rimesso al lavoro.

    Purtroppo quell’odio razzista è già qui, e da tanto, e con esso tutte le altre forme di discriminazione – ora è solo peggio. Ma riusciremo senza dubbio ad ostacolarlo e distruggerlo: siamo la maggioranza, non dimentichiamo mai che il voto popolare non era a favore dell’odio, la maggior parte degli americani non sono così – e quasi tutti i giovani non lo sono.

    “Our best days are still ahead of us” (- Mypresident said).

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  2. Ti ringrazio davvero per le tue parole! E’ vero! Non dobbiamo arrenderci e combattere sempre, e l’unico modo per farlo è la cultura e l’informazione. Purtroppo le elezioni sono andate così, ma sono convinta, come te, che la maggior parte delle persone hanno una maggiore consapevolezza ora e non si faranno abbattere dalla cattiveria e la crudeltà. I diritti civili ci sono, dobbiamo solo continuare a diffondere il pensiero partendo proprio dai bambini. Buon lavoro e grazie ancora.
    Valentina.

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