La continua metamorfosi del patriarcato

200_s

Questa settimana ascoltavo dalla bocca di una donna di quanto siamo cattive, in generale, che, oltre a essere invidiose, siamo bugiarde e molto egoiste. Ho cominciato a discutere, ma eravamo in un’atmosfera informale, tra gente amica e, alla fine, ho capito che voleva ascoltare solo se stessa. Ho capito che in questi momenti ritirarsi dalla discussione è una piccola vittoria, perché altrimenti si potrebbe entrare in un circolo infinito. La verità era troppo comoda per continuare con una discussione sterile.
E’ inevitabile, però, che sia tornata sul tema, perché non finiscono mai di sorprendermi gli attacchi gratuiti, che noi donne ci facciamo non solo a livello personale ma anche come gruppo maggioritario della popolazione.
Una delle strategie del patriarcato è reinventarsi e non posiamo evitare di essere socializzate da un ambiente, dove i valori prevalenti sono quelli dei mandati patriarcali. Prima ancora di nascere ci preparano a esser ciò che ci si aspetta che siamo come donne e come uomini e, in più, senza passare “oltre” a questa etero-normatività imposta.
Dalla prima infanzia, quindi, quando non c’è nessuna differenza tra i bambini, si tenta di correggere il più rapidamente possibile, affinché s’integrino e non abbiano problemi nella comunità di appartenenza. La mia amica Fran lo descrive molto bene: “Per appartenere al branco, si devono accettare le sue regole, viceversa, ti attende solo la solitudine e la vergogna”. Come ha ragione Fran!
Noi donne siamo state socializzate per servire e obbedire. Gli uomini per presupposto. In più, in modo che ci costi molto rispettarci e ammirarci tra noi donne, poiché la nostra unione sincera e onesta pone a rischio il sistema patriarcale, che conosce bene la nostra forza collettiva. La strategia del “divide et impera” del patriarcato funziona sempre con noi.
Non è una novità, la persistenza del mito che noi donne siamo fondamentalmente bugiarde e cattive, perché questo è la diretta eredità della Bibbia attraverso la mela di Eva che, secondo le sottane lunghe e nere, causò la perdizione di Adamo e del resto dell’umanità. Tutto qui. E questi signori non sono certo sospettati di essere femministi. Per nulla.
Dal confessionale e dai palazzi che ancora mantengono, comandano ai governanti di tutto il mondo (nonostante la separazione teorica tra Chiesa e Stato) come devono svilupparsi le norme, affinché l’ordine “ naturale” (alias patriarcale) non cambi.
Alcune hanno messo la faccia nel corso della storia con risultati diversi. Ma in ogni movimento o a ogni progresso, il patriarcato si è sempre adeguato alle nuove situazioni.
Quando noi donne abbiamo iniziato a uscire dagli spazi privati, per occupare quelli pubblici, siamo state accusate di abbandonare la famiglia e la casa e continuano a colpevolizzarci sempre di questo. Noi siamo le colpevoli di tutti i mali, giacché la nostra uscita da quello spazio – nel quale ci hanno venduto la favola di essere “le regine della casa” – impedisce che i bambini abbiano le attenzioni che meritano. Non si parla mai del ruolo emotivo dei padri né si mette in discussione il suo ruolo di sostentatore della famiglia.
Nei casi di ristrutturazione delle forze lavorative, di solito le prime a uscire sono le donne e, tra queste, in molti casi, si giustifica, argomentando che “il marito lavora e la può mantenere, perché gli uomini devono mantenere le loro famiglie”. Se, al contrario, c’è da promuovere qualcuno e si scopre che è una donna, l’immediato commento è “Chissà cosa avrà fatto al capo, per essere promossa”.
Fortunatamente per noi, anche se queste frasi e situazioni che ho citato, le ho ascoltate nell’ultimo anno, dalla bocca di donne – con tutta la tristezza che può provocare – alcune cose stanno cambiando. Ogni giorno ci sono più donne e uomini (qualsiasi) che opponiamo ragione e cuore a queste situazioni patriarcali e creiamo pedagogia affinché non si ripetano.
Aprire gli occhi, indossare le lenti viola e denunciare il patriarcato e tali situazioni attraverso la sorellanza e il rispetto (anche se spesso non sono d’accordo con le opinioni delle altre donne) è un buon strumento per non dare tregua a chi continua a difenderlo consciamente o inconsciamente.
E’ importante e vitale che la massima femminista “quando si colpisce una, ci colpiscono tutte” sia come un mantra che ci permette di ricordarci che siamo quelle alle quali hanno affidato la parte peggiore nella storia dell’umanità e che è arrivata l’ora di abbandonare le diversità per lavorare per la piena uguaglianza che permetta di costruire democrazie paritarie, per esempio.
Abbattere il patriarcato in ciascuna delle sue reinvenzioni e metamorfosi, per chiedere collettivamente e personalmente il nostro diritto a una vita degna, libera dalla violenza ed equa rispetto agli uomini, non è un compito facile. Nessuno ha mai detto che lo fosse. Non possiamo, però, abbandonare l’impegno di continuare a lottare affinché il patriarcato sia visibile agli occhi di chi continua ad alimentarsene, ad approfittarsene, non comprendendo che sono strumenti che il sistema usa per indebolirci tra di noi.
Questa flessibilità che possiede il sistema per adeguarsi alle nuove realtà deve essere abbattuta giorno per giorno, situazione per situazione, perché insisto che “quando toccano una, ci toccano tutte”.

Questo è il cammino che molte abbiamo intrapreso e dal quale non c’è ritorno.

Cordialmente, Teresa.

-Traduzione di Anita Silviano-

Testo originale qui: https://teresamolla.wordpress.com/2015/10/04/la-continua-metamorfosis-del-patriarcado/

Annunci

One thought on “La continua metamorfosi del patriarcato

  1. ci sono donne cattive, egoiste e bugiarde e anche uomini, siamo moralmente pari nel bene come nel male. E ci sono tanti modi di essere uomini e donne tanti quanti sono gli uomini e le donne nel mondo, modi più statisticamente frequenti e meno frequenti ma tutti genuini e legittimi e da rispettare

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...