Dalla libertà alla schiavitù – una situazione non così lontana dalla realtà odierna

schiav

Cosa vuol dire essere schiavi? Cosa vuol dire essere obbligati a lavorare per poter sopravvivere e non essere picchiati dal proprio padrone? Cosa vuol dire vivere nella paura di ricevere le frustrate ogni giorno perchè il tuo lavoro non è abbastanza per il tuo padrone?

12 anni schiavo lo spiega. Questo libro, un’autobiografia di Solomon Northup (vi è stato fatto anche un film, 12 anni schiavo , che ha vinto il premio oscar come miglior film nel 2014) del 1853, racconta la sua vita nei campi degli Stati Uniti del sud, dopo essere stato rapito e reso schiavo privandolo della sua condizione di uomo libero.

Già perchè Solomon Northup era libero. Era nato libero, nonostante le origini africane. Aveva moglie e figli ed era un uomo molto rispettato.

Prima di leggere questo libro non sapevo molto della storia sulla tratta degli schiavi. Non sapevo le condizioni in cui vivevano, non immaginavo le umiliazioni che dovevano subire ogni giorno nonostante fossero esseri umani.

Loro, per i bianchi, erano paragonati a delle cose. Non avevano diritti, non avevano libertà di pensiero o di azione, non potevano studiare o acculturarsi per paura di una ribellione.

Va da sè il ragionamento che segue: vivere una vita da schiavi è sicuramente terribile, ma ancora più terribile è essere resi schiavi da una vita libera.

Mi spiego meglio: secondo questo articolo di Tpi, La Walk Free Foundation (Wff) ha pubblicato il suo rapporto annuale sulla schiavitù; esistono 45,8 milioni di schiavi nel mondo, il 58 per cento in cinque paesi asiatici (india, Cina, Pakistan, Bangladesh e Uzbekistan), 167 i paesi coinvolti.

La cosa più assurda però è la posizione dell’Italia che si trova al 49esimo posto su 167 e conta 100mila schiavi in tutto il paese. Pare impossibile vero? Eppure è così.

Chi sono gli/le schiavi/e in Italia? Proviamo a ragionarci su…

Gli/le schiav* in Italia possono essere le persone assunte a nero, che non hanno diritto alcuno, possono essere le persone che assunte come badant* in realtà sono schiavizzate…(sono solo supposizioni, non prendetelo per oro colato) oppure possono essere le donne e gli uomini costretti a prostituirsi, oppure ancora possono essere le/i bambin* costrett* a prostituirsi sotto la mano aguzzina di sfruttatori pedofili.

Mentre guidavo, stamattina, sono giunta a una conclusione: io donna, non riuscirei mai a stare con un uomo che ha avuto esperienze sessuali con una prostituta vittima dello sfruttamento. Anche se queste donne sembrano consenzienti in realtà subiscono abusi sessuali ogni giorno. Pensate, vuoi uomini che andate a prostitute, che a loro faccia piacere?

Sicuramente ci sono quelle che esercitano questa professione perché fa loro piacere, senza essere sfruttate, diciamo che lo fanno come libera professione. Niente da recriminare, ognuno fa ciò che vuole con il suo corpo. Purtroppo però sono pochissime. La maggior parte sono sfruttate.

Secondo un articolo trovato sul sito dei carabinieri, tra le tante molto interessante, solo in Italia, si contano oggi più di 70.000 donne dedite alla prostituzione, di cui più della metà sono straniere.

Le ragazze straniere vengono portate in Italia o con minacce a loro o alla famiglia, oppure in modo consenziente, perché ingannate; tuttavia, all’arrivo in Italia le trafficate sono nella maggior parte dei casi sottoposte a violenza fisica ed a stupro; una volta in Italia le TRAFFICATE sono utilizzate in prestazioni ad alto profitto come la prostituzione, il lavoro forzato e la schiavitù domestica.

Questa non è schiavitù? Queste donne prima erano libere, avevano sogni, avevano desideri, avevano una vita…

Lo sfruttamento è l’odierna schiavitù. Ci sono migliaia di organizzazioni criminali che sfruttano altri esseri umani, che li considerano oggetti, per soddisfare il loro bisogno di “guadagno”.

Altro esempio di schiavitù è la tratta degli esseri umani, e il mercato nero degli organi.

Quante persone vengono rapite ogni giorno per essere uccise e vendere i loro organi? Quante invece per propria scelta vendono i propri organi a nero per poter mangiare? Siamo sempre al solito discorso, niente da recriminare (per quanto pericoloso) chi sceglie di farlo ed è libero (anche se sembra così assurdo essere schiavizzati dalla vita e costringersi a vendere un rene per mangiare, nessun* mai dovrebbe trovarsi in una situazione di vita così tragica). In un articolo di focus.it del 2013, hanno pubblicato il rapporto dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sul traffico illegale di organi umani. Secondo questo rapporto nel mondo vengono eseguiti 21.000 trapianti di fegato, 66.000 trapianti di rene e 6.000 trapianti di cuore: il 5% degli organi utilizzati in questi interventi proverrebbe dal mercato nero, per un giro d’affari stimato tra 600 milioni e 1,2 miliardi di dollari. Questi dati sono relativi al 2007. Il commercio di organi è vietato espressamente da tutte le legislazioni del mondo. L’unica eccezione è l’Iran dove ogni anno, secondo le statistiche, 1.400 persone offrono legalmente sul mercato un loro rene per cifre attorno ai 10.000 dollari.

La schiavitù si è evoluta ed è peggiorata. Se prima essere schiav* voleva dire vivere sotto dittatura e rischiare di essere frustato, non avere diritti, vivere nella miseria più assoluta e sotto una pressione psicologica costante che ti ricorda che sei una nullità, adesso essere schiav* vuol dire tutto questo con in più gli abusi sessuali e la paura di sparire dal mondo in qualsiasi momento…

Capita spesso di sentire le persone che sono ridotte in schiavitù sui posti di lavoro perchè sono sottopagati, sfruttati di ogni risorsa lavorativa possibile…Capita, dopo tutto l’anno lavorativo, quando si ha bisogno di ferie, di sdegnare il proprio lavoro…  beh… io quando ho finito di leggere il libro mi sono sentita libera, e il giorno dopo, a lavoro, ci sono andata con un bel sorriso.

Valentina R.

 

 

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