“Sono femminista ma…”

Le situazioni quotidiane della vita spesso mi portano a riflettere e sento il bisogno di scrivere, per sfogarmi o per esprimere meglio il mio pensiero, che non vuol essere universale o convincere che sia il pensiero “giusto”.

Ogni tanto mi viene fatto notare che ci sono persone che si dichiarano femministe ma che tengono a sottolineare che mai e poi mai uscirebbero con un uomo che guadagna meno di loro oppure non escono con un uomo a meno che non sia lui a pagare al primo appuntamento.

Ora, diciamoci la verità, soprattutto in relazione al fatto che debba esser l’uomo a pagare il primo appuntamento, non c’è stata almeno una volta in cui avete avuto questo pensiero?

misandria

Lo so, anche io anni e anni fa l’ho pensato e poi mi sono resa conto quanto fossi intrappolata negli stereotipi del patriarcato.

Non ci si rende conto di quanto faccia parte dell’essere dipendenti dal proprio compagno il fatto che debba esser lui a pagare al primo appuntamento oppure a guadagnare di più.

Una volta messi i famosi “occhiali viola” (ne ho parlato qui), non si penserà più “ah, sarà bene che sia lui a pagare al primo appuntamento!”, ma gli diremo “facciamo a metà?”.

Ovvio, se uno/a dei due studia, mentre l’altro/a lavora, fa piacere che chi lavori possa fare un regalo, se può permetterselo di più rispetto all’altro/a. E ci sta anche che si abbia voglia di regalare una cena in generale, e che diamine, mica è vietato offrire! Ma un conto sono i regali, un’altra le imposizioni mentali.

C’è anche la questione culturale, cioè ci sono città nel mondo  in cui è “normale” che chi invita ad uscire, paga. Lo si fa tra parenti, tra amici/amiche.

C’è differenza tra “cavalleria” ed “educazione”. Vi siete mai chieste/i da dove vengono queste parole? Io ho affrontato il loto significato qui: Cavalleria/galanteria.. Da dove derivano queste parole?

Da quando ho messo gli occhiali viola non ho mai smesso di capire cosa volesse dire veramente esser femminista.

E credo fermamente che tra tutte le correnti di femminismo che ci sono, se proprio devo sceglierne una, quella che porto avanti è la definizione di femminismo intersezionale, ovvero la lotta per la parità di diritti e di dignità per tutte le persone, a prescindere dalla loro etnia, identità di genere, orientamento sessuale etc.

Segnalo questo interessante articolo di Pasionaria: Dieci consigli per sopravvivere al femminismo intersezionale, che elenca alcuni consigli su come essere delle femministe e dei femministi migliori.

Come ha spiegato Chimamanda Ngozi Adichienel suo discorso “Dovremmo tutti essere femministi” (che ho trascritto interamente qui):

Femminista: una persona che crede nell’uguaglianza sociale, politica ed economica dei sessi.

Come abbiamo ribadito più volte, veniamo educate/i in base a tanti stereotipi dettati dalla cultura del patriarcato che tutte le donne e tutti gli uomini che non hanno avviato un percorso di consapevolezza verso la parità di genere attuano inevitabilmente pensieri e modi di fare maschilisti, come ho affrontato qui: Maschilismo e sessismo interiorizzato. Una riflessione.

Le persone, donne o uomini, che dicono che le donne sono superiori agli uomini non portano certo avanti un pensiero femminista.

In merito a questo, sul web ho trovato il pensiero della “Matriarca interiore”

“La Matriarca interiore è quell’energia, presente nell’uomo e nella donna, che apprezza e valuta le qualità del femminile e della donna come superiori al maschile e all’uomo in generale. Della donna apprezza la bellezza e la sensualità, la sensibilità e la capacità di vivere e sentire le emozioni, l’attenzione agli altri. Dell’uomo giudica e disprezza la territorialità, la competizione, il bisogno di vincere, l’insensibilità emotiva – insomma tutte le caratteristiche legate per tradizione al maschile.

  • Penso che le donne siano più forti dell’uomo
  • Sotto sotto, gli uomini sono tutti bambini
  • Gli uomini vogliono solo quello… (ovvero sesso)
  • Gli uomini non sanno cosa è veramente importante nella vita
  • Gli uomini competono sempre, anche per delle sciocchezze Gli uomini sono violenti, guerrafondai
  • E’ colpa degli uomini se il pianeta si avvia alla distruzione Le donne sopportano il dolore molto meglio degli uomini. Se i bambini dovessero nascere da loro, la razza umana sarebbe già estinta!
  • Solo le donne sanno cooperare. Gli uomini hanno sempre bisogno di vincere e sopraffare
  • Oh, gli uomini, sempre a misurarsi il pene!
  • Se a comandare fossero le donne, le guerre sarebbero già finite
  • Non ho mai incontrato un uomo veramente sensibile
  • Quando gli uomini hanno anche solo un filo di febbre, diventano bambini…
  • Beh, basta saperli prendere. Se lo sai prendere, puoi ottenere tutto quello che vuoi, da un uomo

Frasi di questo tipo appartengono alla Matriarca interiore e possono essere dette sia da uomini che da donne.”

Il femminismo, non porta avanti la superiorità di un sesso rispetto ad un altro, ma la lotta affinché ogni persona abbia gli stessi diritti e le stesse dignità.

Ma andiamo ad analizzare uno per uno questi pensieri di superiorità:

  • Penso che le donne siano più forti dell’uomo –> qui si intende una forza caratteriale, spirituale, perché si porta avanti uno stereotipo delle donne che sono in grado di sopportare qualsiasi dolore e qualsiasi difficoltà che la vita le presenta, mentre gli uomini hanno solo la forza bruta e non sono in grado di affrontare le “vere” difficoltà.
  • Sotto sotto, gli uomini sono tutti bambini –> perché l’uomo è descritto come l’eterno immaturo, incapace di prendersi responsabilità o di affrontare seriamente la vita.
  • Gli uomini vogliono solo quello… (ovvero sesso) –> L’uomo è un cavernicolo che non può controllare i propri istinti, non può provare sentimenti, non può avere un cervello come ha la donna. E quindi tutto è fallocentrico.
  • Gli uomini non sanno cosa è veramente importante nella vita –> anche qui, gli uomini vengono dipinti come dei perfetti idioti che non sono in grado di capire cosa conti nella vita. Non quanto lo sanno le donne che sono abituate ad avere pensieri più profondi e più sensibili. Le donne, che sono così “multitasking”, certo che lo sanno. Gli uomini non sono in grado di avere un proprio pensiero, autonomo.
  • Gli uomini competono sempre, anche per delle sciocchezze Gli uomini sono violenti, guerrafondai –>  forza bruta = zero cervello = fallocentrismo
  • E’ colpa degli uomini se il pianeta si avvia alla distruzione Le donne sopportano il dolore molto meglio degli uomini. Se i bambini dovessero nascere da loro, la razza umana sarebbe già estinta! –> eccerto, le donne partoriscono (è obbligatorio eh!), le donne hanno le mestruazioni. Che ne sa l’uomo del dolore e del rispetto per la vita??
  • Solo le donne sanno cooperare. Gli uomini hanno sempre bisogno di vincere e sopraffare –> forza bruta = zero cervello 
  • Oh, gli uomini, sempre a misurarsi il pene! –> fallocentrismo = zero cervello = forza bruta.
  • Se a comandare fossero le donne, le guerre sarebbero già finite –> solito discorso della forza bruta, i maschi non possono pensare, possono solo esser violenti.
  • Non ho mai incontrato un uomo veramente sensibile –> i maschi non piangono mai. Non sono sensibili, non provano sentimenti.
  • Quando gli uomini hanno anche solo un filo di febbre, diventano bambini… –> si perché le donne provano dolore in continuazione, mestruazioni ogni mese, parti a gogò, una vita di dolore fisico e spirituale che ci tempra! Che ne sanno gli uomini della sofferenza, loro non possono soffrire o provare sentimenti (altrimenti sono gay o femminucce)!

Piccola postilla sulla soglia del dolore: vengono fatte continue ricerche da diverse università e istituzioni che prendono un campione di maschi e un campione di femmine per mostrare quale dei due sessi sopporta di più il dolore. Ogni anno la scienza cambia opinione al riguardo. Una volta la soglia del dolore più alta ce l’ha l’uomo dolore (vedi lo studio del 2011 della Sandford University pubblicato nel Journal of Pain che ha dimostrato su 11.000 pazienti che le donne soffrirebbero circa il 20% in più rispetto agli uomini), un’altra volta la donna perché in realtà l’uomo si trattiene dal mostrare il dolore (vedi lo studio del 2012 fatto dal Dr Osama Tashani e pubblicato sull’ European Journal of Pain che ha preso un campione di 200 studenti e studentesse di origine britannica e libica che ha dimostrato che le donne avrebbero una reazione emotiva maggiore  e di apparente vulnerabilità al dolore, mentre gli uomini, reagendo più compostamente, dimostrerebbero di avere una reazione “stoica” alle sollecitazioni dolorose, mostrando solo in apparenza una soglia del dolore più alta).

Su una cosa gli scienziati e le scienziate son d’accordo: parte delle nostre reazioni alle sofferenze è determinata culturalmente. A seconda di cosa veniamo educati si sviluppa di più la parte sinistra  o la parte destra del cervello, non è un qualcosa con cui “si nasce”. Ma questa non è la sede per affrontare tutto questo, vi invito a fare qualche ricerca in merito.

  • Basta saperli prendere. Se lo sai prendere, puoi ottenere tutto quello che vuoi, da un uomo –> eh si, perché gli uomini sono stupidi. Avete mai sentito il detto “tira più un pelo di f**a che un carro di buoi”? Non credete sia un detto per credere alla donna di avere un unico potere al mondo: la sua vagina. Tutto il resto è noia.

Non ci rendiamo conto che dietro a questi pensieri di superiorità ci sono stereotipi patriarcali applicati?

I bambini sono “vittime” del patriarcato quanto le bambine! Un bambino deve essere forte, razionale, coraggioso, sicuro, orgoglioso, infedele etc. non deve piangere, altrimenti è una “femminuccia” (e non è mai visto come qualcosa di positivo l’esser “femminuccia”, viene visto come sinonimo di codardia e debolezza perché si fa riferimento a quello che addirittura viene chiamato “sesso debole”, oppure ci si riferisce all’essere gay come un’offesa, perché non corrisponde allo stereotipo del maschio etero bianco). L’abbiamo affrontato qui: Aiuto! Arriva il Gender.

Se ci sono donne che si sentono superiori agli uomini  è perché qualcun* ha insegnato loro a credere che il maschio sia un idiota che non è in grado di pulire, cucinare, mettere a posto etc. così bene come la donna. Come se fosse una scienza infusa nel gene femminile quella di occuparsi della casa, dei figli, dei sentimenti etc.

boys are stupid

Molte donne pensano ancora di essere “multitasking” perché qualcuno ha fatto credere loro che la donna può fare mille cose insieme, a differenza dell’uomo (il multitasking non esiste).

donne-tra-famiglia-e-lavoro

Se ci sono donne che pretendono che al primo appuntamento la cena la paghi l’uomo, è perché qualcun* ha insegnato loro che l’uomo deve pagare tutto se vuole essere considerato un valido compagno.

Non ci vedo alcuna “superiorità” in questi pensieri, ci vedo solo altri stereotipi applicati che portano comunque a una dipendenze e a un ruolo subalterno.

Pensateci bene: se non si vuole che il proprio compagno si occupi della casa o della cucina ci condanniamo ad essere le uniche che se ne devono occupare, quando nemmeno noi siamo nate imparate. Se portiamo avanti l’idea che la donna è nata proprio a livello biologico per fare più cose contemporaneamente (cosa assolutamente non vera, siamo state costrette nei secoli ad imparalo), pensando alla casa, alla prole e al lavoro  in realtà ci stiamo condannando a una vita di schiavitù. Ci dicono che noi donne siamo “multitasking” mentre l’uomo è capace di fare una sola sola una per volta… ma ne siamo proprio sicure? Oppure è così perché fin dall’infanzia ci hanno insegnato che è così? Se pretendiamo che sia l’uomo a pagare al primo appuntamento rimarchiamo la nostra dipendenza economica quando invece è fondamentale essere economicamente indipendenti per essere autonome e non dovre niente a nessuna persona.

Le persone che si definiscono “femministe” portando avanti l’idea che le donne siano superiori agli uomini, sono le prime a non aver compreso a fondo il significato dei femminismi e magari sono le stesse che dividono donne “vere” dalle donne che, secondo i loro standard, non lo sono.

Come spiegato in questo articolo di UAGDC “Sessismo interiorizzato: ne soffrono molte donne, perché?”:

E’ molto importante abbandonare la misoginia interiorizzata perché vulneralizza le donne e spesso chi non ha una maggiore solidarietà con le altre è facilmente esposta a discriminazioni e violenze di genere. Questo perché è molto importante che chi ad esempio subisce violenza abbia l’appoggio e la solidarietà da parte di altre donne. Quante volte abbiamo sentito invece di vittime di violenza che spesso vengono aspramente criticate da altre donne?

 Le donne sessiste spesso sono talmente insicure che cercano l’appoggio dell’uomo creando una tale dipendenza che molto spesso può portare all’annullamento della sua persona, un altruismo troppo marcato che prende il nome di “istinto da crocerossina”. In questo modo è difficile che una donna possa perseguire i suoi sogni, le sue aspirazioni o possa trovare un uomo che non sia un cavernicolo autoritario.”

Dire che le donne “fanno meglio” questo e quello, solo perché sono “donne”, in realtà è una tristissima gabbia dorata costruita dal pensiero patriarcale che divide nettamente i ruoli in quali sono le cose “da donna” e le cose “da uomo”.

misandry

Non esistono compiti “da donna” e “da uomo”, finché non realizzando questo, il loro pensiero sarà sempre quello di “consolarsi” dicendo che sono “superiori” agli uomini.

Ci sono donne che dicono che i loro fidanzati/mariti/figli non sono in grado di cucinare, di farsi una pasta o di fare una lavatrice! Ma come si fa a dargli di inetti così alla leggera? Tutte e tutti abbiamo un cervello e comunque nessuna donna o uomo è nata/o col gene della cucina o della lavatrice! Si impara facendo, si impara vivendo, ma tutt* sono in grado! Mi fanno salire un nervoso le donne che mi dicono che sono fortunate ad avere un marito che cucina e stende i panni, come se tutti gli altri fossero degli incapaci! Non è fortuna, è autonomia! Ed è fondamentale imparare ad essere indipendenti nella vita.

Uomini, posso capire che vi fa comodo non cucinare e non lavare, ma non vi dà fastidio essere paragonati a delle amebe? A me urterebbe tantissimo… Un po’ di rispetto per se stessi e per gli/le altri, suvvia!

Non siete dei deficienti, non si nasce col gene della cucina o della cura della casa, le cose si imparano facendo.

Non smettiamo mai di ripeterlo, basta dire che il marito “aiuta” in casa! Basta dire “come sei bravo che aiuti in casa”. Lui non sta aiutando, lui ci sta vivendo in casa, come tutte le altre persone della casa! Non è un ospite! Ci abita in casa!

Se non vuole che la casa sia un porcile, contribuisce come tutt* al suo mantenimento!

Quando si abita una casa, la sua gestione viene condivisa e suddivisa equamente da tutte le persone che la abitano. Ogni persona che la abita contribuisce con il suo apporto.

Gli uomini non sono degli imbecilli, sono esseri umani, persone! Quante volte dobbiamo ripetere ancora che i genitali non condizionano il comportamento o il carattere? Le solite frasi “sai sono uomini, non ci arrivano…” oppure “sono uomini, sono fatti così…” devono essere bandite! Ce le raccontiamo da secoli noi donne vittime del sessismo benevolo che ci ha messe in una gabbia dorata convincendoci che (nella disparità economica, politica e sociale più totale), in quanto donne le pulizie di casa le sappiamo fare meglio, siamo nate per stirare, per cucinare, siamo nate per essere madri. Sono tutti stereotipi!

Non si nasce col gene del ferro da stiro, non si nasce col gene della cucina, non si nasce col gene della madre perfetta! Ce lo inculcano fin da quando veniamo al mondo!

Ed ecco che, se un uomo prova ad essere un attimino indipendente nei campi in cui per secoli ci hanno relegato noi donne, zac “ma che bravo che sei, aiuti in casa!” e alla moglie magari, nell’immaginario eteronormativo imperante, (sono una testimone vivente) “ma che fortunata che sei con un marito così, che cucina, stira e ti aiuta in casa!”.

Cioè, fatemi capire, devo ritenermi fortunata perché mio marito è una persona autonoma e indipendente e si comporta normalmente nella vita di tutti i giorni? Ma che cavolo di fortuna è!?

Sarebbe come mi dicessero “ma che fortunata che sei, tuo marito sa attraversare la strada da solo!!”.

Ecco… riflettiamoci!

Finché ognun* di noi non realizza che in realtà non c’è nessun migliore o peggiore, ma che siamo tutt* unic*, siamo tutt* esseri umani e soprattutto che tutt*, se educat* a farlo, siamo in grado di fare tutto quello che ci impegneremo a fare, le cose non cambieranno.

Non è che se una persona dice di esser femminista vuol dire che lo sia veramente, faccio spesso l’esempio di quell* che dicono “non sono razzista ma…” o “non sono omofobo/a ma…” !

C’è un pensiero molto sottile che viene scatenato a seguito di questa reclamata superiorità femminile.

Mi scrivono sulla pagina Facebook, parlando di donne che si definiscono femministe ma poi in realtà non lo sono: “…si tratta di “opportunismo”. Vogliono la parità, ma solo quando fa comodo. Dicono che uomini e donne sono uguali, ma che se a governare fossero le donne il mondo sarebbe un paradiso terrestre. Non mi sembra un pensiero patriarcale. Sono femministe, ma maschiliste allo stesso tempo. Io non ci vedo sottomissione in tutto questo, ma tanto senso di superiorità.”

E non è la prima volta che me lo sento dire.

Ragazz*, queste persone non sanno cosa sia la parità, tanto meno cosa sia il femminismo. Mi pare evidente che non lo comprendono.

Qualsiasi persona che voglia prevalere su un’altra persona non è femminista.

Questo pensiero di “rivalsa” non ha niente a che fare col femminismo che vuole una società basata sull’equità di diritti, sul trattamento legale e sociale paritario per tutte le persone.

Il fatto di prevalere su un altro sesso non da la libertà, crea solo stereotipi, sessismo e discriminazioni.

Si parla spesso di femminismo, anzi, di femminismi (perché sono tanti), senza sapere il significato della parola (ne abbiamo parlato qui).

Apriamo una parentesi sul termine misandria che viene spesso associato a quello di misoginia da chi lotta contro il femminismo.

La misoginia è un’avversione nei confronti delle donne sistematica e culturale basata proprio sul fatto di essere donna. La misandria, di contro, per esistere dovrebbe esser strutturale e le donne dovrebbero avere totale potere politico, economico e sociale  sottomettendo gli uomini a sesso inferiore su tutti i livelli del contesto socioculturale. Per intenderci, questo è un esempio di società misandrica:

È chiaro che la nostra società non è misandrica, perché non c’è un odio strutturale nei confronti degli uomini a tutti i livelli della società.

È importante definire il termine “misandria” proprio perché ci sono troppe persone che dicono che il femminismo è il contrario di maschilismo o che confonde il femminismo con misandria.

Per concludere, le persone che credono ci sia una categoria o un sesso superiore non sta lottando contro le discriminazioni o gli stereotipi, ne sta avallando altri che comunque portano alla giustificazione di ogni tipo di violenza (psicologica, fisica, economica etc.).

Dico sempre che le parole hanno un peso. La parola “femminismo” ha un suo peso ed un suo significato, continuiamo la nostra personalissima ricerca sul nostro essere femminist*, affinché ogni persona abbia diritto all’uguaglianza sociale, politica ed economica.

A cura di Giulia Terrosi

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6 risposte a "“Sono femminista ma…”"

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