VEDO UMANI MA NON UMANITA’

11251870_1674492539507095_615298989_nQuesto è un articolo di denuncia, mi scuso in anticipo se verranno usate parole forti e poco educate, ma necessarie per capire a pieno cosa è successo sabato mattina scorso:

Maria, nome di fantasia, è una donna trans che non ha ancora terminato la sua transizione e che a livello fisico ha ancora caratteristiche maschili e abita in un quartiere periferico di Firenze.

Maria non dà noia a nessuno, fa la sua vita, e non ha mai creato problemi.

Maria sabato mattina decide di andare al bar sotto casa sua, e un uomo la aggredisce. Comincia a dirle cose volgari e pesanti, accusandola ingiustamente di crimini quali la pedofilia. Le parole dell’uomo sono state “te vai al mare a mostrare il pisello ai bambini, fai schifo!” e inizia a picchiarla pesantemente.

Fuori dal bar ognuno pensa a se, a parte una donna anziana, che ha già subito un infarto, che con tutto il suo coraggio cerca (a parole) di fermare l’uomo. La donna anziana comincia a urlare e l’uomo mentre picchia Maria cerca di giustificarsi con la donna.

L’uomo poi scappa lasciando Maria per terra, con il sangue alla testa.

Dopo mezz’ora arrivo io, ignara di tutto, e vedo una PERSONA per terra. Lì per lì ho pensato che fosse ubriaca, non ho collegato il tutto a un’aggressione. Guardo meglio e capisco che è una donna trans, guardo ancora meglio e vedo il sangue sopra il naso, e Maria sofferente che non riesce neanche a parlare (per il dolore fisico ma penso anche e soprattutto per il dolore emotivo). Le chiedo come sta. Non risponde ma muove gli occhi. Noto una bottiglia d’acqua accanto, tipo ciotola d’acqua per i cani fuori dai negozi.

Mi sale l’incazzatura, entro nel tabacchi accanto e chiedo perchè una donna è per terra, da sola, sanguinante, e nessuno è lì vicino ad assicurarsi che non perda i sensi. Chiedo cosa è successo e nel frattempo riesco, per assicurarmi che Maria fosse ancora vigile. Cerco di parlarle e non risponde. Fortunatamente nel frattempo arriva la Croce Rossa e la polizia.

Cercano di soccorrerla ma Maria urla. Non vuole essere toccata. Mi salgono i brividi e mi scende una lacrima. Mi viene da piangere. Ma come cazzo si fa a ridurre così una persona? Ma come cazzo si fa ad ignorarla e lasciarla sola per terra, con il sangue alla testa e non parlare con lei per farla rimanere vigile con la possibilità di un trauma cranico? Mi chiedo, davvero, COME CAZZO SI FA A VIVERE IGNORANDO IL PROSSIMO?

Maria riceve le prime cure mediche e viene portata in ospedale e fortunatamente dimessa.

Il giorno dopo la incontro sempre nel quartiere, lei non mi conosce e io azzardo a chiederle come sta. Mi risponde in tono duro, di chi è pronto alla sfida “male grazie.” Le spiego che ho visto cosa è successo e che cercavo di parlarle quando ero per terra. Le spiego che mi dispiace per cosa è successo e che non se lo merita. Lei mi racconta delle accuse e a me vengono i brividi. Mi dice che è una giornalista, che non fa del male a nessuno, che vuole essere solo lasciata in pace. Mi dice che denuncerà tutto e che farà un casino. Che non crede nell’amicizia e che però mi ringrazia anche se nel frattempo si stava arrabbiando anche un pò con me, forse perchè ormai ha paura e sta nella difensiva. La lascio sfogare e le ricordo che non siamo tutti de* pezz* di merda. Le auguro un in bocca al lupo e le ripeto che lei non si merita queste cose.

Maria è ferita fisicamente, ma soprattutto nell’orgoglio. Nell’orgoglio di essere umano. Maria non crede nell’amicizia, non crede nell’amore e nella compassione. Maria non ha più fiducia nella vita per colpa dei pregiudizi di questo mondo malato. Perchè la vita con lei non è stata affatto carina. Perchè deve cercare di accettare di vivere in un corpo che non è il suo e per questo derisa, umiliata, e picchiata. Deve accettare che le persone ignoranti e cattive le daranno di pedofila (o pedofilo, peggio!) solo perchè lei si sente una donna ma ha il corpo di un uomo. Maria non se lo merita. Come non se lo meritano tante altre persone.

Quello che è successo è deplorevole. E’ schifosamente ingiusto e in questo mondo così malato, rischiare la vita solo perchè non si è capiti è assurdo. Ma la cosa ancora più assurda è che non c’è un minimo di compassione e di empatia. La gente se ne frega se una persona è per terra con il sangue alla testa, soprattutto se è diversa dai canoni della società.

Che schifo!

Valentina

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