L’evoluzione della Barbie

 

Barbie ha deciso di evolversi, e ne siamo davvero felici. Finalmente lo stereotipo della donna bella e perfetta perché alta, magra, bionda e con gli occhi azzurri è stato abolito dalla stessa azienda che ha contribuito a diffonderlo! Yuppy!!!!

Ma ovviamente non sarei qui a scrivere se non ci fosse un “MA”…

Guardate il video, cosa notate? La parola BAMBINA, quindi al femminile viene ripetuta tantissime volte, ma non si fa riferimento al sesso maschile. E’ dato quindi per scontato che solo le “femminucce” giochino alle barbie e solo le bambine possono immedesimarsi nelle bambole.

Nei commenti della produzione infatti si parla solo e soltanto di bambine: così le bambine saranno felici, così le bambine potranno giocarci, così le bambine si sentiranno rappresentate… BAMBINE… “

Mi sorge quindi spontaneo chiedermi “MA… COME?!??!?!”. Con il caos degli ultimi tempi e la lotta per l’abbattimento degli stereotipi di genere, la Mattel, che produce la più famosa bambola al mondo, decide di avvalersi di una pubblicità così sessista? Sinceramente ci sono rimasta malissimo!

Mettete un bambino davanti a una Barbie. Ci giocherà. E se questo bambino stesse sviluppando la sua identità sessuale? Potrebbe benissimo identificarsi in essa.

Ovviamente la Mattel ha fatto una scelta commerciale. Ha preso la strada più semplice. Per vendere ha voluto:

  1. Abbattere lo stereotipo della donna perfetta (e fin qui siamo tutt* content*)
  2. Non schierarsi a favore dell’abbattimento degli stereotipi di genere per non avere problemi con le vendite (perchè di genitori ignoranti che non comprano le bambole ai maschi ce ne sono tanti! Perchè di genitori ancora più ignoranti che discriminano la natura umana ce ne sono ancora di più!)

La Mattel ha dato per scontato che i bambini non giocano con le Barbie. Che esiste solo un tipo di bambino/a, ovvero quello/a che si identifica con il sesso in cui è nato.

Cara Mattel, hai ancora tanta strada da fare. Apprezziamo davvero il tuo gesto consumistico ma quanto meno “umano” di far assomigliare la Barbie alla donna comune, ma cerca di essere meno sessista, perchè la natura non si combatte e non si ignora!

 

Valentina R.

 

 

 

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3 thoughts on “L’evoluzione della Barbie

  1. guardate che anche un bambino che si identifica col sesso in cui è nato (come la maggioranza dei bambini) può voler giocare con la Barbie come può giocare coi soldatini
    Poi è un fatto che la maggioranza numerica di chi gioca con la Barbie sono bambine (che giocheranno anche con altro comunque) ed è un fatto che lo scopo dichiarato di queste “nuove Barbie” è quello di sviluppare l’autostima delle bambine, rispondendo così alle polemiche (per me eccessive) che hanno accusato Barbie di fornire modelli femminili irreali e quindi dannosi per le bambine e la loro autostima (e non per i bambini).
    poi le donne comuni possono essere snelle come possono essere più in carne

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  2. Come ti ho risposto sulla pagina di facebook, decidi dove vuoi continuare poi la conversazione: Il problema è che non sempre si identifica con il sesso in cui nasce. Altrimenti non esisterebbero i transgender. Già dall’infanzia i bambin* sviluppano la loro identificazione. Per questo motivo sarebbe più giusto non indirizzare i bambin* al gioco e lasciarli fare come più desiderano. Per non forzarli a essere ciò che non sono. Purtroppo questa realtà è quasi sconosciuta al mondo e decisamente un taboo.
    Per la seconda parte della risposta ti posso dire che approvo sia le accuse che la nuova politica aziendale della Mattel. Malattie come bulimia e anoressia sono sempre in forte crescita proprio perchè i modelli designati dalle aziende e dalla televisione sono quelli della donna perfetta. Tanto è vero che da un paio d’anni a questa parte molte aziende si sono adoperate per cambiare questa visione utopica della donna. E’ bello regalare la serenità e la gioia di crescere senza dover essere perfetti. V.

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    1. possiamo continuarla in entrambi i posti, ma forse è meglio su facebook.

      Un bambino che gioca con un giocattolo con cui di solito giocano le bambine non si sta necessariamente identificando col sesso oposto, una bambina che gioca con un giocattolo ritenuto “da maschi” non si sta necessariamente identificando col sesso opposto. Certo che un bambino può voler giocare con la barbie ma può giocarci continuando a identificarsi col suo sesso di maschile di nascita, e nel caso in cui si identificasse col sesso opposto si dovrebbe usare il femminile rivolgendosi a lei. Ma vi sembra forse che tutti i bambini che da piccoli hanno giocato con le bambole siano diventati ragazze transgender? Vi sembra che tutte le bambine che rifiutavano le bambole siano diventati ragazzi trans? Non credo. Sull’anoressia e il ruolo che viene molto esagerato dei media, aggiungo questo link di una psicologa: https://beizauberei.wordpress.com/2015/10/17/vecchie-note-sulle-anoressie/

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